Firmus Technologies raccatta 2 miliardi di dollari e passa dal mining di Bitcoin all'infrastruttura AI
Punti chiave
- •Firmus Technologies ha ottenuto 2 miliardi di dollari di finanziamenti con una valutazione superiore a 10,5 miliardi di dollari, quasi il doppio della valutazione di 5,5 miliardi di dollari di aprile 2026.
- •L'azienda si è completamente trasformata dal mining di Bitcoin alla costruzione di data center AI modulari basati sull'architettura di riferimento DSX AI Factory di Nvidia.
- •Il capitale appena raccolto supporterà principalmente il Progetto Southgate, un'iniziativa di espansione che comprende Australia, Indonesia e la più ampia regione Asia-Pacifico.
- •L'accesso di Firmus all'energia idroelettrica rinnovabile della Tasmania offre un vantaggio competitivo mentre gli operatori hyperscale affrontano un'intensificazione dell'attenzione sui consumi energetici e idrici legati all'AI.
- •Il sostegno di Coatue, Nvidia, Blackstone e Jane Street porta il totale dei fondi propri raccolti dall'azienda negli ultimi 12 mesi a oltre 3 miliardi di dollari.

Firmus Technologies, un'azienda che ha iniziato a fare mining di Bitcoin in Tasmania cinque anni fa utilizzando energia idroelettrica rinnovabile, ha raccolto 2 miliardi di dollari con una valutazione superiore a 10,5 miliardi di dollari. Il round di finanziamento, chiuso il 7 agosto, rappresenta uno dei riposizionamenti aziendali più significativi degli ultimi tempi, mentre l'azienda si ricolloca come costruttore di data center AI modulari ottimizzati per le più recenti architetture GPU di Nvidia.
L'ultimo round ha quasi raddoppiato la valutazione di Firmus da 5,5 miliardi di dollari nell'aprile 2026. Tra gli investitori figurano Coatue, Nvidia, Blackstone e Jane Street, una coalizione che riunisce esponenti di spicco della finanza istituzionale e dell'infrastruttura AI.
Dal mining di Bitcoin alle AI Factory
Fondata nel 2019, la premessa originaria di Firmus era semplice: la Tasmania offriva energia idroelettrica economica e abbondante, e il mining di Bitcoin era un'attività ad alta intensità energetica. L'azienda ha da allora completamente spostato il proprio focus, costruendo ora quelle che definisce "AI Factory" — strutture modulari dotate di raffreddamento a liquido per gestire le esigenze termiche dei cluster GPU ad alta densità.
Queste strutture sono costruite attorno all'architettura di riferimento DSX AI Factory di Nvidia, un framework di progettazione sviluppato da Nvidia specificamente per il deployment su larga scala dei propri acceleratori.
La transizione dalle attività legate agli asset digitali sembra completa. Il posizionamento attuale dell'azienda non fa alcuna menzione di token crittografici, operazioni di mining di Bitcoin o servizi blockchain.
Firmus non è sola in questa traiettoria. Un numero crescente di ex operatori di mining di criptovalute — tra cui società quotate come Core Scientific, Hut 8 e Iris Energy — ha riorientato la propria infrastruttura, garantita dal punto di vista energetico, verso carichi di lavoro AI e di high-performance computing, attratti da contratti di lunga durata e margini più elevati. Ciò che distingue Firmus è la scala del capitale e la profondità della partnership con Nvidia, posizionandola meno come un miner riconvertito e più come un provider di infrastruttura AI progettato allo scopo.
Progetto Southgate ed espansione nell'Asia-Pacifico
I 2 miliardi di dollari raccolti saranno destinati principalmente al Progetto Southgate, un'iniziativa di espansione che prende di mira diversi siti in Australia, con piani di estendersi in Indonesia e più in generale nella regione Asia-Pacifico.
Il totale dei fondi propri raccolti da Firmus negli ultimi 12 mesi supera ora i 3 miliardi di dollari. Il rapporto dell'azienda con Nvidia va oltre l'approvvigionamento di hardware e si estende ai servizi cloud e alle pratiche di sostenibilità, con Firmus che pone l'accento su un uso efficiente dell'energia e dell'acqua in tutte le proprie operazioni.
La narrazione legata alla sostenibilità si ricollega alle origini dell'azienda. Le stesse risorse idroelettriche che originariamente rendevano la Tasmania attraente per il mining di Bitcoin costituiscono ora il fondamento della strategia di energia pulita di Firmus per i carichi di lavoro AI — un elemento differenziante in un momento in cui gli operatori hyperscale a livello globale affrontano una crescente attenzione sul consumo di elettricità e acqua delle strutture dedicate ad addestramento e inferenza AI.
L'accesso a fonti di energia rinnovabile a basso costo o stranded è diventato un vantaggio competitivo nella corsa all'infrastruttura AI, dove le connessioni alla rete elettrica e i power purchase agreement possono richiedere anni per essere conclusi. La base in Tasmania di Firmus, combinata con il suo approccio alla costruzione modulare, potrebbe consentirle di distribuire capacità più rapidamente rispetto alle costruzioni tradizionali di data center, sebbene l'esecuzione in più geografie sarà la prova fondamentale dell'ambizione del Progetto Southgate.