Fidelity Propone Staking e Distribuzioni Trimestrali per il Fondo Ethereum da 898 Milioni di Dollari
Punti chiave
- •FETH potrebbe mettere in staking fino al 100% delle proprie holdings di ether in normali condizioni di mercato.
- •Fidelity prevede di mantenere una parte dell'ether del fondo priva di vincoli per soddisfare i rimborsi, coprire le spese e mantenere la liquidità.
- •Fidelity tratterrebbe l'85% delle ricompense di staking lorde a favore degli azionisti, mentre il 15% andrebbe allo sponsor, ai custodi e agli operatori di nodo.
- •Blockdaemon, Figment e Galaxy sono stati selezionati come operatori di nodo del fondo.
- •Nessun ETF spot su ether attualmente negoziato negli Stati Uniti offre staking, il che rende la proposta un potenziale elemento differenziante a livello competitivo.

Fidelity si prepara a introdurre funzionalità di staking nel suo Fidelity Ethereum Fund (FETH), un ETF spot su ether con circa 898 milioni di dollari di asset che ha iniziato a negoziare nel 2024. L'emendamento proposto consentirebbe al fondo di generare un nuovo flusso di reddito per gli investitori dall'ether che già detiene, sfruttando il meccanismo di consenso proof-of-stake di Ethereum—attivo dalla transizione della rete dal mining di settembre 2022—in base al quale i validatori ottengono ricompense per contribuire alla sicurezza della blockchain.
Con le modifiche previste, FETH potrebbe mettere in staking fino al 100% delle proprie holdings di ether in normali condizioni di mercato. Fidelity non ha fissato una soglia minima di staking, sebbene il fondo intenda mantenere una parte del proprio ether priva di vincoli per soddisfare le richieste di rimborso, coprire le spese operative e mantenere un'adeguata liquidità. Questo buffer di liquidità risponde a una caratteristica strutturale dello staking su Ethereum: sebbene i prelievi siano stati abilitati a partire dall'aggiornamento Shanghai della rete di aprile 2023, il protocollo impone una coda di uscita che può ritardare il processo di unstaking durante i periodi di intensa attività.
Distribuzione delle Ricompense e Struttura Operativa
Fidelity tratterrebbe l'85% delle ricompense di staking lorde a beneficio degli azionisti. Il restante 15% verrebbe destinato allo sponsor del fondo, ai custodi e agli operatori di nodo che facilitano l'infrastruttura di staking. Fidelity ha indicato Blockdaemon, Figment e Galaxy come operatori di nodo selezionati per il fondo.
Questa struttura consentirebbe agli investitori di ottenere esposizione alle ricompense di staking di Ethereum—attualmente con un rendimento annuo di circa il 3% sulla rete, sebbene tale cifra fluctui in base alla partecipazione dei validatori e al volume di transazioni—senza la necessità di gestire direttamente i validatori o bloccare il proprio ether. Le ricompense di staking nette verrebbero in primo luogo utilizzate per coprire le spese del fondo. Eventuali proventi rimanenti verrebbero quindi distribuiti agli azionisti su base trimestrale. Fidelity ha precisato che il fondo potrebbe vendere una parte del proprio ether per generare la liquidità necessaria a tali distribuzioni.
Panorama Competitivo Più Ampio
La proposta arriva in un momento in cui i gestori di asset cercano sempre più di integrare lo staking nei prodotti di investimento su ether negli Stati Uniti. Grayscale e 21Shares hanno parimenti perseguito lo staking all'interno dei propri fondi su ether esistenti, mentre BlackRock ha optato per una struttura separata di prodotto di staking. Nessun ETF spot su ether attualmente negoziato negli Stati Uniti offre staking, il che rende queste proposte un potenziale elemento differenziante in un mercato affollato.
Sviluppi normativi e fiscali recenti hanno contribuito a spianare la strada a tali offerte. Un bollettino sulla safe harbor dell'IRS emanato a novembre 2025 consente ai trust di criptovalute qualificati di mettere in staking gli asset senza perdere il trattamento fiscale di grantor trust.
Per Fidelity, l'aggiunta dello staking potrebbe rafforzare il posizionamento competitivo del proprio fondo su ether combinando l'esposizione al prezzo con potenziali redditi in contanti. Tuttavia, le ricompense di staking sono per natura variabili, e gli importi effettivamente distribuiti dipenderanno dalle ricompense generate, dalle spese del fondo, dai requisiti di liquidità e dai vincoli normativi applicabili.
Gli emendamenti proposti conferirebbero a FETH una struttura più orientata al reddito pur conservando il suo obiettivo fondamentale di replicare il prezzo dell'ether. Il piano sottolinea inoltre come la competizione tra i prodotti di investimento in criptovalute negli Stati Uniti stia evolvendo oltre la mera esposizione passiva al prezzo, verso strutture in grado di generare rendimento.