Barr della Fed: l’inflazione resta troppo alta, lascia aperta l’ipotesi di un rialzo dei tassi
Punti chiave
- •Barr ha detto che un’inflazione persistentemente sopra il target della Fed crea rischi e potrebbe giustificare un rialzo dei tassi se le pressioni sui prezzi non si attenuano presto.
- •Ha affermato che sosterrebbe il mantenimento dei tassi invariati se i responsabili avessero fiducia nel rallentamento dell’inflazione.
- •Barr ha descritto il mercato del lavoro come stabile, con disoccupazione bassa, e ha detto che l’economia si sta espandendo in modo solido, aiutata dagli investimenti in intelligenza artificiale.
- •Le azioni statunitensi erano deboli all’apertura, con l’S&P 500 in calo dello 0,72%, mentre anche i futures del Dow e del Nasdaq scendevano.
- •I rendimenti dei Treasury a 2 e 10 anni sono saliti e le aspettative di mercato per un rialzo dei tassi a settembre sono aumentate al 66%.

Il governatore della Fed Michael Barr ha affermato che l’inflazione resta troppo alta e ha sostenuto che, se non si modererà presto, sarà il momento di un rialzo dei tassi di interesse.
Barr ha detto che preferirebbe mantenere i tassi invariati se i responsabili della politica monetaria avessero la certezza che l’inflazione stia rallentando. Ha inoltre osservato che il mercato del lavoro è stabile, con una disoccupazione bassa, e che l’economia sta crescendo in modo solido, sostenuta dagli investimenti in intelligenza artificiale.
Ha aggiunto che un’inflazione persistentemente sopra l’obiettivo della Fed crea rischi.
Le dichiarazioni di Barr sono risultate più restrittive, con la possibilità di un rialzo dei tassi ancora sul tavolo se l’inflazione non dovesse attenuarsi presto. Pur dicendo che sosterrebbe il mantenimento dei tassi invariati se l’inflazione stesse scendendo, il suo avvertimento che un’inflazione stabilmente sopra il target crea rischi sposta l’onere sui prossimi dati, che dovranno mostrare miglioramenti.
Questo è importante perché la Fed sta cercando di bilanciare i progressi sull’inflazione con i segnali di resilienza della crescita e delle assunzioni. Quando i responsabili descrivono il mercato del lavoro come stabile e l’economia ancora in espansione, hanno più margine per mantenere i tassi fermi, ma non necessariamente abbastanza per giustificare un allentamento se le pressioni sui prezzi non si raffreddano ulteriormente.
Allo stesso tempo, una crescita economica solida, gli investimenti in IA e un mercato del lavoro stabile con disoccupazione bassa suggeriscono scarsa urgenza di tagliare i tassi. Il messaggio è che i tassi fermi restano un’opzione, ma un’inflazione ostinata potrebbe rendere il prossimo passo un rialzo.
Le azioni statunitensi apparivano sempre più fragili all’apertura, con l’indice S&P in calo di 55 punti, o dello 0,72%. I futures del Dow scendevano di 318,70 punti e quelli del Nasdaq di 420 punti.
Il rendimento del Treasury a 2 anni saliva di 2,5 punti base al 4,375%, mentre quello a 10 anni era al 4,784%, in rialzo di 2,6 punti base. Le aspettative di mercato per un rialzo dei tassi a settembre erano al 66%, in aumento rispetto alla fascia bassa del 30% della scorsa settimana, prima del discorso di Warsh a Jackson Hole.