FBI e procuratori di Brooklyn sequestrano 112 server nella repressione di una truffa sugli investimenti in criptovalute
Punti chiave
- •L'FBI e i procuratori di Brooklyn hanno sequestrato 112 server utilizzati per gestire un presunto schema di investimento in criptovalute, secondo un rapporto di COINOTAG pubblicato il 14 ottobre 2026.
- •I dati estratti dai server sequestrati hanno confermato che gli stessi operatori hanno ricontattato le vittime settimane dopo la frode iniziale, promettendo la restituzione degli asset rubati.
- •L'Internet Crime Complaint Center dell'FBI ha riferito che la frode sugli investimenti ha generato le maggiori perdite tra i crimini informatici negli ultimi anni.
- •Le autorità avvertono che le offerte non richieste di recupero dei fondi persi sono frequentemente un prolungamento della truffa originale, e le vittime sono invitate a segnalare gli incidenti all'IC3.
- •Il rapporto non ha identificato sospettati né accuse, e le indagini restano in corso mentre i procuratori esaminano i dati sequestrati.

FBI e procuratori di Brooklyn sequestrano 112 server nella repressione di una truffa sugli investimenti in criptovalute
L'FBI, in collaborazione con i procuratori di Brooklyn, ha sequestrato 112 server nell'ambito di una repressione di una presunta truffa sugli investimenti in criptovalute, secondo un rapporto pubblicato per la prima volta da COINOTAG il 14 ottobre 2026.
L'operazione ha preso di mira l'infrastruttura di server utilizzata per gestire lo schema, e l'hardware sequestrato è stato successivamente esaminato nell'ambito delle indagini in corso.
Aggiornamento — 11:01 UTC: I dati estratti dai server sequestrati hanno confermato in dettaglio la fase di recupero della frode: settimane dopo la truffa iniziale, gli stessi operatori hanno ricontattato le vittime promettendo la restituzione degli asset rubati, ha dichiarato l'ufficio del Procuratore distrettuale.
Cosa hanno mostrato i dati sequestrati
Le informazioni rilasciate finora indicano che le vittime sono state inizialmente truffate attraverso una presunta offerta di investimento. Settimane dopo, gli stessi operatori sono riemersi, contattando le persone che avevano già perso denaro e affermando di poter restituire gli asset rubati — una fase successiva che, secondo l'ufficio del Procuratore distrettuale, è stata confermata dai dati dei server recuperati.
Quella conferma è arrivata dai server stessi, illustrando il motivo per cui gli investigatori in questi casi prendono di mira l'infrastruttura: i registri di back-end possono documentare direttamente ogni fase di uno schema, nel flusso di lavoro degli stessi operatori.
Contesto: frode sugli investimenti e successivi tentativi di "recupero"
Le truffe sugli investimenti in criptovalute iniziano tipicamente con contatti non richiesti sui social media, sulle app di incontri o sui servizi di messaggistica, dove i truffatori si presentano come trader di successo o contatti affidabili e convincono le vittime a trasferire fondi su piattaforme di trading che sembrano legittime. Le vittime spesso vedono dashboard di conto che mostrano guadagni fabbricati, per poi scoprire che i prelievi sono bloccati o condizionati a pagamenti aggiuntivi.
Le autorità statunitensi hanno ripetutamente identificato la frode sugli investimenti — gran parte della quale incentrata sulle criptovalute — come una delle categorie più costose di criminalità via internet. L'Internet Crime Complaint Center (IC3) dell'FBI ha rifer che la frode sugli investimenti ha generato le maggiori perdite dichiarate tra i crimini informatici negli ultimi anni.
I funzionari hanno anche avvertito che una seconda ondata di frode segue frequentemente lo schema iniziale. In questo modello, i responsabili, o affiliati che si spostano come specialisti del recupero o autorità, ricontattano le vittime precedenti e promettono di recuperare i fondi persi, spesso come mezzo per estorcere ulteriori pagamenti. La fase descritta dall'ufficio del Procuratore distrettuale in questo caso corrisponde a quel modello di follow-up, con gli stessi operatori originali che hanno rinnovato il contatto promettendo di restituire i fondi rubati. Le indicazioni pubbliche dell'FBI contengono lo stesso avvertimento: le offerte non richieste di recupero dei fondi persi devono essere trattate come un probabile prolungamento della truffa originale, e le vittime sono invitate a segnalare gli incidenti tramite l'Internet Crime Complaint Center.
I server sequestrati vengono generalmente analizzati da specialisti forensi per identificare i conti delle vittime, ricostruire il flusso dei fondi e mappare l'organizzazione dell'operazione — il tipo di lavoro che sta alla base di casi di questo genere. Il rapporto in questo caso non ha identificato sospettati né descritto accuse, e con le indagini ancora in corso, i passi successivi potrebbero diventare chiari man mano che i procuratori esaminano i dati sequestrati.
Il rapporto è stato pubblicato per la prima volta da COINOTAG: https://en.coinotag.com/brooklyn-fbi-seize-112-servers-crypto-scam-network