NotizieAzioniBorse europee in chiusura mista: il FTSE 100 del Regno Unito guida i guadagni mentre i rendimenti obbligazionari arretrano

Borse europee in chiusura mista: il FTSE 100 del Regno Unito guida i guadagni mentre i rendimenti obbligazionari arretrano

Autore: Investinglive·

Punti chiave

  • •Il FTSE 100 del Regno Unito è salito dell'1,08% a 10.840,34 guidando i rialzi europei, mentre l'IBEX 35 spagnolo e il FTSE MIB italiano hanno chiuso rispettivamente -0,28% e -0,72%.
  • •I rendimenti dei titoli di Stato decennali sono scesi in tutti i principali mercati europei, con Spagna e Italia a registrare i ribassi più marcati e a ridurre gli spread rispetto alla Germania.
  • •Le borse USA si sono divise in chiusura, con il Dow in rialzo dello 0,96% e il Russell 2000 in crescita dello 0,82%, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,36%.
  • •I rendimenti dei Treasury USA sono scesi su tutta la curva nonostante la rilevazione inflazionistica PPI in rialzo, con i maggiori ribassi sulle scadenze lunghe che appiattiscono la curva dei rendimenti.
  • •Il dollaro statunitense si è indebolito rispetto alla maggior parte delle principali valute, ma il dollaro australiano è sceso dello 0,80% dopo dati sull'occupazione australiana peggiori delle attese.
Borse europee in chiusura mista: il FTSE 100 del Regno Unito guida i guadagni mentre i rendimenti obbligazionari arretrano

I principali indici azionari europei hanno chiuso con risultati misti, con il FTSE 100 del Regno Unito a guidare i guadagni, seguito dal CAC francese e dal DAX tedesco. Spagna e Italia sono scese in calo. La seduta ha abbinato piazze in rialzo a Londra, Parigi e Francoforte a una riduzione dei costi di finanziamento nei principali mercati obbligazionari della regione.

Fotografia a chiusura

  • DAX tedesco: +69,41 punti, ovvero +0,27%, a 25.368,03
  • CAC francese: +61,59 punti, ovvero +0,78%, a 7.934,71
  • FTSE 100 del Regno Unito: +115,47 punti, ovvero +1,08%, a 10.840,34
  • IBEX 35 spagnolo: -53,00 punti, ovvero -0,28%, a 19.177,71
  • FTSE MIB italiano: -356,29 punti, ovvero -0,72%, a 49.397,56

Lo spread tra Regno Unito e Italia stato di circa 1,8 punti percentuali. Gli acquirenti hanno avuto la meglio in alcuni mercati, ma i guadagni sono stati tutt'altro che uniformi.

I rendimenti obbligazionari europei scendono

I rendimenti di riferimento a 10 anni sono scesi nei principali mercati europei, con Spagna e Italia a registrare i ribassi maggiori:

  • Germania: 3,412%, in calo di 3,0 punti base
  • Francia: 4,794%, in calo di 6,7 punti base
  • Regno Unito: 5,379%, in calo di 4,1 punti base
  • Spagna: 4,023%, in calo di 7,0 punti base
  • Italia: 4,491%, in calo di 6,9 punti base

La discesa dei rendimenti si traduce in prezzi più alti per le obbligazioni in circolazione e in un contesto di costi di finanziamento più leggeri per i governi che emettono debito con questi benchmark. I rendimenti francesi, spagnoli e italiani sono scesi più di quelli tedeschi, riducendo gli spread rispetto al benchmark tedesco — il parametro con cui i mercati misurano il prezzo del rischio tra i sovrani dell'area euro.

Borse USA: Dow in rialzo, Nasdaq in calo, S&P 500 in prossimità della parità

Anche il mercato azionario statunitense ha mostrato una divisione all'uscita dei trader europei:

  • Dow Industrial Average: +495,03 punti, ovvero +0,96%, a 52.121,20
  • S&P 500: +8,30 punti, ovvero +0,11%, a 7.727,24
  • Nasdaq Composite: -97,11 punti, ovvero -0,36%, a 26.595,75
  • Russell 2000: +22,34 punti, ovvero +0,82%, a 2.751,87
  • Nasdaq 100: -180,23 punti, ovvero -0,60%, a 29.770,58

Il Dow e le small cap hanno sovraperformato, con il Russell 2000 come indicatore più seguito delle piccole società statunitensi, mentre gli indici a forte componente tecnologica sono rimasti sotto pressione. Rendimenti più bassi hanno offerto uno sfondo più favorevole, ma gli acquirent del settore tecnologico hanno ancora del lavoro da fare.

I rendimenti dei Treasury arretrano, guidati dal tratto lungo

I rendimenti dei Treasury USA sono scesi su tutta la curva nonostante i dati PPI in rialzo, la rilevazione dell'inflazione che traccia i prezzi ricevuti dai produttori statunitensi ed è attentamente osservata per le sue implicazioni sulla politica monetaria:

  • 2 anni: 4,770%, in calo di 3,2 punti base
  • 5 anni: 4,861%, in calo di 4,9 punti base
  • 10 anni: 5,102%, in calo di 8,8 punti base
  • 30 anni: 5,429%, in calo di 9,5 punti base

I ribassi più marcati sui rendimenti delle scadenze più lunghe stanno appiattendo la curva, riducendo il divario tra i costi di finanziamento a breve e a lungo termine.

Dollaro prevalentemente in calo; il dollaro australiano va contro tendenza

Il dollaro statunitense è sceso rispetto alla maggior parte delle principali valute, con il dollaro australiano come unica grande valuta a muoversi a favore del verde:

  • EURUSD: 1,1204, +0,43%
  • GBPUSD: 1,3250, +0,45%
  • USDJPY: 158,19, -0,08%
  • USDCHF: 0,8293, -0,64%
  • USDCAD: 1,4195, -0,29%
  • NZDUSD: 0,5607, +0,29%
  • AUDUSD: 0,6913, -0,80%

Il dollaro australiano si è distinto per la sua debolezza nonostante il più ampio ribasso del greenback. I dati sull'occupazione australiana, peggiori delle attese, hanno sancito la sorte ribassista dell'AUDUSD, sebbene il prezzo si sia distanziato dai minimi (i l'approfondimento sui livelli tecnici dell'AUDUSD qui).

Sull'EURUSD, il calo dei prezzi (dollaro più forte) successivo ai dati PPI e ad altri dati ha trovato acquirenti in supporto sulla media mobile a 100 ore a 1,11867, e il prezzo è tornato sopra la media a 200 ore a 1,1201. La media a 100 ore è il barometro tra rialzisti e ribassisti: il suo mantenimento sopra tiene gli acquirenti in gioco, mentre una discesa sotto lascerebbe i venditori in pieno controllo.

Anche il GBPUSD è rimasto vicino alle proprie medie mobili a 100/200 ore, che si trovano vicine a 1,32327. Sul fronte rialzista, il livello di 1,3273 deve essere superato, e restare superato, per rafforzare lo slancio rialzista. Quei livelli di media mobile e di breakout sono i punti di riferimento che i trader osserveranno nelle prossime sedute, mentre il ampio arretramento del dollaro viene messo alla prova.

Fonte: Investinglive