L’UE amplia le sanzioni contro la Russia con un divieto di transazioni su HTX e altre 13 piattaforme crypto
Punti chiave
- •L’UE ha imposto un divieto di transazioni su HTX e altre 13 piattaforme crypto collegate a presunta elusione delle sanzioni russe.
- •A persone fisiche e società dell’UE è vietato fare affari con i servizi crypto elencati.
- •HTX era già stata vietata dal Regno Unito a maggio e, secondo quanto riportato, ha trasferito riserve a una terza parte sconosciuta cambiando al tempo stesso hot wallet.
- •Le sanzioni estendono la pressione di enforcement a piattaforme offshore e giurisdizioni accusate di facilitare entità bloccate.
- •L’azione segue più ampi sforzi occidentali contro i flussi crypto legati a paesi sanzionati, incluse recenti misure statunitensi relative a fondi collegati all’Iran.

L’Unione europea ha ampliato le sanzioni contro la Russia imponendo un divieto di transazioni su HTX, di proprietà di Justin Sun, e su altre 13 piattaforme crypto in diverse giurisdizioni, tra cui Emirati Arabi Uniti, Panama, Georgia, Isole Marshall, Kirghizistan e Bielorussia. Tra le piattaforme indicate figurano BitPapa, A7 networks e altre.
Secondo il Consiglio dell’UE, le piattaforme hanno agito da canali per entità russe bloccate che cercavano di trasferire fondi e aggirare le sanzioni esistenti. Il divieto di transazioni proibisce a persone fisiche e società dell’UE di fare affari con le piattaforme crypto elencate. Per le controparti europee, la questione immediata di conformità riguarda quindi i rapporti con i servizi indicati, non una restrizione generalizzata su tutta l’attività crypto nelle giurisdizioni in cui operano.
L’inclusione di HTX nella lista delle sanzioni è particolarmente rilevante perché l’exchange, di proprietà di Justin Sun, era già stato vietato dal Regno Unito a maggio. Per contrastare il possibile congelamento dei fondi, HTX ha trasferito le proprie riserve a una terza parte sconosciuta e ha cambiato ripetutamente hot wallet, rendendo più difficile lo screening delle sanzioni, secondo un precedente rapporto di AMBCrypto.
La mossa dell’UE di prendere di mira servizi crypto operativi in paesi terzi segna un’ulteriore escalation nell’applicazione delle sanzioni che coinvolgono asset digitali. Estendendo le restrizioni oltre le entità all’interno del blocco, la misura potrebbe aumentare la pressione su piattaforme e giurisdizioni accusate di consentire l’elusione delle sanzioni.
Cosa significa la stretta dell’UE per le crypto
La Russia si è rivolta alle crypto per le esportazioni di petrolio e altri scambi internazionali dopo essere stata colpita da sanzioni ed esclusa da SWIFT. In quel periodo ha accelerato il proprio quadro regolamentare sulle crypto. La struttura non sovrana delle crypto le ha rese un’alternativa ampiamente utilizzata per trasferire fondi tra paesi sanzionati. Anche Venezuela e Iran hanno utilizzato percorsi crypto per aggirare le sanzioni occidentali.
La nuova capacità dell’UE di vietare piattaforme offshore, paesi terzi o potenzialmente escludere un intero blocco regionale rappresenta uno strumento regolamentare più incisivo. Secondo Chainalysis, “For the crypto industry, this package signals a shift in how regulators view platforms’ role in sanctions enforcement.”
La società ha aggiunto: “Platforms that fail to prevent sanctioned entities from using their services are now targets themselves, and the third-country ban mechanism means entire jurisdictions could be cut off from European markets if they host platforms facilitating evasion.”
Per l’UE, il divieto a livello di paese viene presentato come uno strumento importante per affrontare l’elusione delle sanzioni basata sulle crypto. Agisce inoltre da deterrente per i paesi che ospitano piattaforme che aiutano la Russia ad aggirare le sanzioni dell’UE.
Lo sviluppo arriva mentre gli Stati Uniti hanno congelato oltre $1 billion in fondi crypto collegati all’Iran nell’ambito di misure legate alla crisi in corso in Asia occidentale. Gli Stati Uniti hanno inoltre sanzionato diverse società crypto locali e i loro dirigenti, secondo un altro rapporto di AMBCrypto.
L’ultima azione dell’UE estende un divieto di transazioni a 14 exchange crypto e segnala che piattaforme e paesi ospitanti con controlli deboli sulle sanzioni potrebbero affrontare un rischio regolamentare maggiore. Le crypto vengono sempre più trattate non come una scappatoia per entità sanzionate e presunti attori criminali, ma come un punto di strozzatura chiave per l’applicazione delle sanzioni.