NotizieCryptoIl numero uno della BCE Cipollone: serve un euro digitale per proteggere la sovranità monetaria dell'Europa

Il numero uno della BCE Cipollone: serve un euro digitale per proteggere la sovranità monetaria dell'Europa

Autore: BitcoinKE·

Punti chiave

  • •Il membro del Comitato esecutivo della BCE Piero Cipollone ha avvertito che l'Europa rischia di diventare eccessivamente dipendente da infrastrutture di pagamento controllate da entità straniere e di indebolire la propria sovranità monetaria senza un'opzione di pagamento digitale paneuropea.
  • •L'analisi della BCE su 2.025 banche ha rilevato che limiti di detenzione dell'euro digitale tra 500 e 3.000 euro avrebbero un impatto limitato su liquidità e finanziamento bancario, con il rapporto di copertura della liquidità aggregata in calo dal 166% al 163% con un tetto di 3.000 euro.
  • •La BCE stima che una digitalizzazione più ampia potrebbe generare 127 miliardi di euro in depositi bancari aggiuntivi entro il 2034, compensando più che le deflussi stimati legati all'euro digitale per limiti di detenzione fino a 3.000 euro.
  • •È prevista una pilota dell'euro digitale di 12 mesi a partire dalla seconda metà del 2027 con 36 fornitori di servizi di pagamento, e la BCE punta a essere pronta per un possibile lancio nel 2029 se la legislazione viene completata entro la fine del 2026.
  • •La BCE sta sviluppando iniziative di finanza tokenizzata, tra cui Pontes per il regolamento di transazioni tokenizzate in moneta della banca centrale e Appia, un quadro pianificato per collegare moneta della banca centrale tokenizzata, depositi bancari e altre attività regolamentate.
Il numero uno della BCE Cipollone: serve un euro digitale per proteggere la sovranità monetaria dell'Europa

La Banca Centrale Europea dovrebbe procedere con l'euro digitale per evitare la frammentazione del sistema dei pagamenti europeo e preservare il ruolo della moneta della banca centrale in un contesto finanziario sempre più digitale, ha dichiarato martedì il membro del Comitato esecutivo della BCE Piero Cipollone.

Cipollone ha affermato che l'Europa rischia di diventare eccessivamente dipendente da infrastrutture di pagamento controllate da entità straniere e potrebbe vedere indebolita la propria sovranità monetaria se non dovesse offrire un'opzione di pagamento digitale paneuropea. L'avvertimento riprende un tema di lunga data negli ambienti politici europei, dove i funzionari hanno indicato più volte la dipendenza dell'area dell'euro da infrastrutture di pagamento e circuiti di carte di proprietà esterna alla regione per le transazioni quotidiane. Ha inoltre messo in guardia dal rischio che la finanza tokenizzata possa svilupparsi su piattaforme chiuse e incompatibili, minando potenzialmente l'"unicità" della moneta — il principio per cui tutte le forme di una valuta devono rimanere interscambiabili alla pari.

L'euro digitale proposto dalla BCE fornirebbe un'infrastruttura di pagamento comune per le transazioni in tutta l'area dell'euro, consentendo al contempo ai fornitori di pagamento privati di costruire servizi sopra di essa. A differenza dei depositi presso banche commerciali o dei saldi su app di pagamento private, l'euro digitale sarebbe un'attività diretta verso la banca centrale — uno status che oggi il pubblico detiene solo sotto forma di contanti fisici.

Rassicurare sulle fughe di depositi

La banca centrale sta inoltre cercando di rispondere alle preoccupazioni secondo cui l'euro digitale potrebbe drenare depositi dalle banche commerciali, che si affidano ai depositi come fonte fondamentale di finanziamento per i prestiti. I limiti di detenzione, che fissano un tetto alla quantità di euro digitale che gli utenti possono detenere, sono centrali in questo sforzo e riflettono l'intento progettuale dichiarato dalla BCE che l'euro digitale funzioni come mezzo di pagamento e non come prodotto di risparmio. L'analisi della BCE su 2.025 banche ha rilevato che limiti di detenzione tra 500 e 3.000 euro avrebbero un impatto limitato su liquidità e finanziamento delle banche in condizioni normali.
Con un limite di 3.000 euro, la BCE stima che il rapporto di copertura della liquidità aggregata scenderebbe dal 166% al 163%, esclusi gli afflussi di depositi legati al declino dell'uso del contante. Il rapporto di finanziamento stabile netto scenderebbe dal 128% al 127%.

La BCE stima che una digitalizzazione più ampia potrebbe generare 127 miliardi di euro in depositi bancari aggiuntivi entro il 2034, compensando più che le deflussi stimati legati all'euro digitale nello scenario di prassi per limiti di detenzione fino a 3.000 euro.

Tempistiche: pilota nel 2027 e obiettivo di lancio nel 2029

La BCE non ha ancora deciso se emettere l'euro digitale. Il processo legislativo è in corso — la Commissione Europea ha presentato una proposta legislativa sull'euro digitale a giugno 2023, ora in esame da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'UE — e la banca centrale punta a essere pronta per un possibile lancio nel 2029 se la legislazione viene completata entro la fine del 2026. Il destino del progetto dipende quindi dalla tempistica legislativa.

È prevista una pilota dell'euro digitale di 12 mesi a partire dalla seconda metà del 2027, con 36 fornitori di servizi di pagamento selezionati per partecipare e testare la prontezza tecnica e operativa dell'infrastruttura prevista.

Una spinta più ampia verso la finanza tokenizzata

Cipollone ha inoltre evidenziato il lavoro più ampio della BCE sulla finanza tokenizzata, compreso Pontes, che consente il regolamento di transazioni tokenizzate in moneta della banca centrale, e Appia, un quadro pianificato per collegare moneta della banca centrale tokenizzata, depositi bancari e altre attività regolamentate. Il regolamento in moneta della banca centrale è considerato nella pratica dei mercati finanziari la forma di regolamento più sicura, poiché elimina l'esposizione al rischio di controparte delle banche commerciali. Entrambe le iniziative fanno parte della più ampia sperimentazione della BCE sul regolamento on-chain di attività tokenizzate.

Secondo la BCE, l'obiettivo più ampio è mantenere la moneta della banca centrale al centro del sistema finanziario europeo, offrendo al contempo alle imprese private l'infrastruttura per svilupparsi e competere nella regione.