Il DOJ statunitense sequestra 560.000 dollari in crypto collegati a Hamas
Punti chiave
- •Il DOJ ha dichiarato di aver sequestrato circa 560.000 dollari in criptovalute nell’operazione.
- •Le autorità hanno detto di aver chiuso infrastrutture online usate per raccolta fondi e reclutamento.
- •L’azione ha preso di mira presunte reti finanziarie collegate a Hamas.
- •Le agenzie statunitensi si stanno concentrando sempre più su transazioni crypto, siti web e piattaforme di comunicazione digitale nelle indagini sui finanziamenti illeciti.
- •Il caso rafforza l’attenzione su una maggiore conformità crypto e sulle misure antiriciclaggio.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha sequestrato circa 560.000 dollari in criptovalute nell’ambito di un’operazione mirata a presunte reti finanziarie collegate a Hamas.
Secondo il DOJ, l’azione di contrasto ha anche portato alla chiusura di infrastrutture online che le autorità affermano siano state usate per raccogliere fondi e reclutare sostenitori. L’operazione fa parte degli sforzi in corso per interrompere l’uso di asset digitali e piattaforme online per il presunto finanziamento del terrorismo.
Il sequestro evidenzia la continua attenzione delle forze dell’ordine sul presunto uso improprio delle criptovalute per attività illecite, soprattutto mentre strumenti di pagamento digitali e canali di comunicazione online restano sotto esame nelle indagini antiterrorismo.
Le autorità rafforzano gli sforzi antiterrorismo
Oltre a confiscare le criptovalute, gli investigatori hanno smantellato infrastrutture digitali che avrebbero sostenuto campagne di raccolta fondi e attività di reclutamento.
Le autorità statunitensi si sono concentrate sempre più sull’individuazione e sull’interruzione dei canali finanziari online utilizzati da organizzazioni sanzionate. Transazioni crypto, siti web e piattaforme di comunicazione digitale sono diventati ambiti chiave di indagine, mentre le agenzie intensificano gli sforzi contro i finanziamenti illeciti.
La recente operazione riflette la continua cooperazione tra le forze dell’ordine e le agenzie responsabili della sicurezza nazionale, con azioni di contrasto che spesso affiancano i sequestri di beni alla rimozione degli strumenti online utilizzati per trasferire fondi o coordinare attività.
LATEST: The US DOJ seized $560,000 in crypto and shut down online infrastructure Hamas used to raise funds and recruit supporters. pic.twitter.com/eK88ns0ipn — Cointelegraph (@Cointelegraph) September 2, 2026
LATEST: The US DOJ seized $560,000 in crypto and shut down online infrastructure Hamas used to raise funds and recruit supporters. pic.twitter.com/eK88ns0ipn
La conformità crypto resta una priorità
La recente azione del DOJ contro presunte attività crypto collegate a Hamas sottolinea la crescente attenzione a impedire che le criptovalute vengano utilizzate per finanziare attività illegali.
Mentre autorità di regolamentazione e forze dell’ordine rafforzano il monitoraggio della blockchain e le capacità di intelligence finanziaria, i fornitori di servizi crypto continuano a rafforzare le misure di conformità e antiriciclaggio. Il caso evidenzia l’importanza di individuare e interrompere reti finanziarie illecite, sostenendo al contempo l’uso legittimo degli asset digitali.