NotizieCryptoEthereum guida le perdite da hack del primo semestre 2026 per $332M in un contesto di crescenti minacce alla sicurezza operativa

Ethereum guida le perdite da hack del primo semestre 2026 per $332M in un contesto di crescenti minacce alla sicurezza operativa

Autore: Coinotag·

Punti chiave

  • Ethereum ha registrato le maggiori perdite a livello di chain nella prima metà del 2026, con $332 milioni sottratti ai protocolli sulla sua rete.
  • Gli attori collegati alla Corea del Nord sono stati responsabili di circa $600 milioni di perdite tramite social engineering su LinkedIn che ha compromesso i firmatari di wallet multi-firma.
  • Le perdite DeFi sono diminuite del 74% rispetto al picco del 2022, anche se il numero complessivo degli incidenti di sicurezza continua a crescere.
  • Il primo caso noto collegato a un agente AI è stato un drenaggio da $216,000 da Bankr, con i ricercatori che avvertono di ulteriori attacchi mentre il deployment di AI su blockchain cresce di circa dieci volte all’anno.
  • La minaccia alla sicurezza si sta spostando dagli exploit del codice degli smart contract ai guasti della sicurezza operativa che coinvolgono gestione dei firmatari, controllo degli accessi e flussi di approvazione umana.
Ethereum guida le perdite da hack del primo semestre 2026 per $332M in un contesto di crescenti minacce alla sicurezza operativa

Ethereum (ETH) ha registrato le maggiori perdite a livello di chain nella prima metà del 2026, con $332 milioni sottratti ai protocolli sulla sua rete, secondo una ricerca sulla sicurezza blockchain pubblicata il 28 luglio. La cifra si inserisce in un bilancio più ampio del settore crypto superiore a $1 miliardo nel periodo di sei mesi, rendendo il semestre uno dei più attivi mai registrati per attacchi verificati e spingendo il numero degli incidenti verso un massimo storico.

Il totale è comunque rimasto inferiore rispetto allo stesso periodo di un anno prima, quando un singolo outflow di $1.5 miliardi da Bybit aveva gonfiato il conteggio dei danni del settore.

Attori collegati alla Corea del Nord dietro le perdite maggiori

Gli attori collegati alla Corea del Nord hanno rappresentato la quota più ampia delle perdite più recenti, circa $600 milioni. Tra questi figurano un prelievo da $285 milioni da Drift e un attacco da $292 milioni a KelpDAO. I ricercatori hanno ricondotto entrambe le campagne a operazioni di social engineering iniziate su LinkedIn e culminate nel compromesso dei firmatari di wallet multi-firma.

Questo vettore d’attacco è rilevante perché le configurazioni multi-firma sono progettate per richiedere diverse approvazioni indipendenti. Il punto di rottura si è quindi spostato dal codice degli smart contract alle persone e alle chiavi affidate al controllo. Per custodi e team di protocollo, i risultati spostano l’attenzione su identità dei firmatari, soglie di approvazione e monitoraggio delle transazioni in tempo reale, ambiti che spesso restano fuori dagli audit di codice tradizionali.

Dati convergenti da più tracker

L’aggiornamento di giugno dell’ecosistema di Immunefi ha conteggiato 207 incidenti e circa $972 milioni di perdite, mentre Quill Audits, con focus su DeFi, ha registrato 87 attacchi e $935.3 milioni. La convergenza tra tracker indipendenti indica che il record non è un artefatto della metodologia di una singola società, ma riflette un aumento reale sia dei tentativi sia delle intrusioni riuscite.

I dati mostrano inoltre che, sebbene le cifre in dollari in prima pagina si siano attenuate rispetto ai picchi precedenti, la superficie d’attacco continua ad ampliarsi tra wallet, bridge e pipeline di deployment, creando una sfida di sicurezza più ampia su più ecosistemi blockchain. Per gli operatori, ciò significa che il quadro di rischio oggi riguarda codice, infrastruttura e percorsi di approvazione umana, non un unico punto di guasto.

Profili di rischio divergenti: Ethereum vs. Solana

Il totale di $332 milioni di perdite di Ethereum rifletteva un profilo di rischio nettamente diverso da quello di Solana, pari a $326 milioni, nonostante entrambe le reti siano state le chain più colpite nel semestre. Il rapporto descrive Ethereum come la sede di molti protocolli ad alto valore, inclusi sistemi di restaking, contratti di stablecoin e aggregatori di exchange decentralizzati, il che la rende un obiettivo naturale per grandi exploit di smart contract.

Solana, al contrario, ha visto gli attaccanti concentrarsi meno sulla logica dei contratti e più sull’infrastruttura delle firme, il livello che autorizza le transazioni e l’accesso agli account. Questa distinzione suggerisce che i difensori debbano adattare i controlli alla specifica architettura di ciascuna chain, invece di applicare una checklist di audit uniforme.

Il rapporto osserva inoltre che due dei quattro maggiori furti del semestre hanno seguito lo stesso percorso di social engineering basato su LinkedIn, in cui gli attaccanti hanno persuaso o ingannato i firmatari multisig inducendoli a cedere il controllo. Le misure di protezione attuali non sono sufficienti a fermare questo schema, perché verifica dell’identità, custodia delle chiavi e flussi di approvazione spesso restano fuori dall’ambito degli audit convenzionali degli smart contract. Per i team su Ethereum, ciò significa che l’igiene delle hardware key, la rotazione dei firmatari e la simulazione delle transazioni possono essere importanti quanto la verifica formale del codice.

Le perdite DeFi calano mentre crescono gli incidenti

La stessa ricerca mostra che le perdite DeFi sono scese del 74% rispetto al picco del 2022, segno che audit ripetuti e programmi bug bounty hanno ridotto l’entità dei singoli drenaggi anche se il numero degli incidenti continua a salire.

Il nuovo punto di pressione è il software automatizzato. Un drenaggio da $216,000 da Bankr è stato identificato come il primo caso noto collegato a un agente AI, e il rapporto stima che il deployment di AI su blockchain stia crescendo di circa 10 volte all’anno. I ricercatori si aspettano più incidenti nella seconda metà, coinvolgendo un AI crypto wallet o un AI trading bot, con attacchi di prompt injection usati per fornire istruzioni malevole agli agenti, seguiti da abuso degli strumenti e firme non autorizzate.

Contesto di mercato

Il contesto di mercato generale resta prudente. L’indice Fear and Greed si è attestato a 29 su 100, indicando una lettura di paura, mentre la dominance di Bitcoin era al 69.8% su una capitalizzazione totale del mercato crypto pari a $1.853 trillion.

La narrativa sulla sicurezza sembra quindi spostarsi dai rari guasti catastrofici del codice ai frequenti guasti della sicurezza operativa. Il record di fonte primaria — il rapporto di sicurezza e le tracce delle transazioni on-chain — indica che la prossima frontiera difensiva riguarda la gestione dei firmatari, il controllo degli accessi e la supervisione degli agenti AI.