La corte blocca l’ordine dell’amministrazione Trump per mantenere aperta la centrale a carbone del Michigan
Punti chiave
- •La corte d’appello si è pronunciata a favore del procuratore generale del Michigan e dei gruppi ambientalisti che avevano contestato l’ordinanza.
- •La decisione ripristina l’autorizzazione del Michigan a dismettere la centrale J.H. Campbell e a sostituirla con energia rinnovabile.
- •La corte ha stabilito che l’autorità d’emergenza del DOE non si applica in assenza di una crisi qualificata legata a una guerra o alla fornitura di elettricità.
- •Secondo funzionari statali, mantenere aperto l’impianto è costato al Michigan almeno 135 milioni di dollari nel 2025.
- •La sentenza potrebbe avere ripercussioni su altri casi riguardanti ordinanze del DOE che hanno impedito la chiusura di centrali a carbone.

L’amministrazione Trump ha perso la battaglia legale per mantenere in funzione la centrale elettrica a carbone J.H. Campbell del Michigan, dopo che l’impianto era stato destinato alla dismissione e alla sostituzione con energia rinnovabile.
Nel 2024, Donald Trump aveva fatto campagna elettorale promettendo di porre fine a quella che definiva la “guerra all’energia americana” di Joe Biden. Il suo programma prevedeva il rilancio della produzione di combustibili fossili e la riduzione delle norme ambientali. Trump, da sempre critico nei confronti dell’energia eolica, aveva inoltre promesso di ridurre i costi energetici, puntando al contempo a eliminare le politiche a favore delle energie rinnovabili. La sua retorica sul “carbone pulito” presentava le centrali a carbone come fonti di posti di lavoro, elettricità affidabile e supremazia energetica degli Stati Uniti.
Dopo il suo insediamento, Trump aveva emesso un’ordinanza d’emergenza che imponeva di mantenere aperta la centrale J.H. Campbell, nonostante la precedente autorizzazione del Congresso alla sua dismissione. Il Michigan e i gruppi ambientalisti avevano impugnato l’ordinanza in tribunale.
Venerdì, la Corte d’appello degli Stati Uniti per il Circuito del Distretto di Columbia si è pronunciata a favore del procuratore generale del Michigan e ha annullato l’ordinanza del Dipartimento dell’Energia. La decisione consente di procedere con il piano dello Stato per chiudere la centrale. Il piano di dismissione precedentemente autorizzato per il Michigan resta in vigore, mentre la stessa autorità d’emergenza continua a essere oggetto di controversie riguardanti altre centrali a carbone.
L’Institute of Energy and the Environment della Pennsylvania State University ha riferito lo scorso anno che, anche grazie al sostegno di Trump al mantenimento in attività delle centrali a carbone, l’energia prodotta dal carbone restava da due a tre volte più costosa rispetto alle alternative. La sua analisi è disponibile qui.
La giudice della Corte d’appello Cornelia Pillard ha scritto per un collegio unanime di tre giudici che il ricorso del DOE alla disposizione d’emergenza del Federal Power Act “is essentially a narrow, last-resort backstop mechanism empowering DOE to address certain electricity supply emergencies.”
Pillard ha spiegato che la disposizione consente al segretario all’Energia di imporre la produzione di elettricità solo “[d]uring the continuance of any war in which the United States is engaged” oppure quando il segretario “determines that an emergency exists by reason of a sudden increase in the demand for electric energy, or a shortage of electric energy or of facilities for the generation or transmission of electric energy, or of fuel or water for generating facilities, or other causes.”
La corte d’appello ha affermato che la legge era nata da una situazione della Prima guerra mondiale legata a una “serious power shortage”, una condizione che, secondo i giudici, oggi non esiste negli Stati Uniti. La sentenza ha stabilito che non vi era “no ‘emergency’ within the meaning” della norma.
Pillard ha inoltre scritto che invertire il “long and carefully planned retirement ... the results are disruptive.” della centrale. Secondo funzionari statali, mantenere aperto l’impianto del Michigan è costato allo Stato almeno 135 milioni di dollari soltanto nel 2025.
La sentenza rientra in una serie più ampia di controversie legali tra gli Stati e il Dipartimento dell’Energia. L’Associated Press ha riferito ad aprile che Trump aveva utilizzato la stessa autorità d’emergenza per impedire la chiusura di una mezza dozzina di centrali a carbone. Il parere della corte è disponibile qui.