NotizieCryptoIl wallet Bitcoin da 36 milioni di dollari dell’hacker di Coldcard diventa una bacheca blockchain di richieste e truffe

Il wallet Bitcoin da 36 milioni di dollari dell’hacker di Coldcard diventa una bacheca blockchain di richieste e truffe

Autore: Coindesk·

Punti chiave

  • L’exploit del wallet hardware Coldcard, individuato il 30 luglio, ha provocato perdite confermate superiori a 100 milioni di dollari.
  • Un wallet Bitcoin collegato all’attaccante e contenente circa 36 milioni di dollari ha attirato messaggi pubblici inseriti tramite la funzione OP_RETURN di Bitcoin.
  • I messaggi inviati al wallet includono appelli delle vittime per la restituzione, proposte di servizi di riciclaggio e richieste di donazioni non correlate.
  • Coldcard è prodotto da Coinkite ed è stato commercializzato per utenti attenti alla sicurezza grazie al suo design di firma air-gapped, rendendo la violazione particolarmente rilevante per l’ecosistema della self-custody.
  • L’uso di OP_RETURN per comunicare con presunti ladri non è una novità: messaggi on-chain simili furono inviati durante il furto del mining pool LuBian del 2020, che coinvolse oltre 127,000 BTC.
Il wallet Bitcoin da 36 milioni di dollari dell’hacker di Coldcard diventa una bacheca blockchain di richieste e truffe

Il wallet Bitcoin da 36 milioni di dollari dell’hacker di Coldcard diventa una bacheca blockchain di richieste e truffe

Un wallet Bitcoin collegato all’hacker del wallet hardware Coldcard — che attualmente contiene circa 36 milioni di dollari in fondi rubati — è diventato una bacheca pubblica improvvisata, mentre vittime dell’attacco e opportunisti pagano per incidere note permanenti sulla blockchain indirizzate al ladro.

Il wallet, identificato come bc1qq85v2c926eg6pgxh7lf6cnsz80qs3fcu9r, è stato confermato dai ricercatori blockchain di Galaxy Research come uno degli indirizzi controllati dall’attaccante collegati al furto. Da quando l’exploit di Coldcard è emerso per la prima volta il 30 luglio, l’indirizzo ha ricevuto una serie di piccoli depositi, molti dei quali con messaggi di testo allegati tramite la funzione OP_RETURN di Bitcoin.

I messaggi vanno da appelli accorati per la restituzione dei fondi a vere e proprie richieste. Uno recita semplicemente: "You stole, please return some." Un altro supplica: "Please Please Please." Un messaggio più diretto chiede indietro "80% of my 5 BTC". È difficile verificare se provengano da vittime reali o da opportunisti che cavalcano l’ondata di simpatia pubblica.

Come OP_RETURN trasforma la blockchain in una bacheca

Il meccanismo alla base di questi messaggi è una funzione integrata di Bitcoin nota come OP_RETURN, che consente a qualsiasi utente di aggiungere a una transazione una breve stringa di testo. Una volta incluso, il testo viene registrato con timestamp permanente sulla blockchain insieme al trasferimento dei fondi — visibile a chiunque, impossibile da cancellare.

Sebbene OP_RETURN sia stato progettato per usi tecnici — come l’apposizione di timestamp a documenti o l’incorporazione di prove crittografiche — da tempo viene riutilizzato dagli utenti per lasciare note personali, dichiarazioni politiche e persino proposte di matrimonio. Ogni messaggio richiede un pagamento reale, seppur minimo, in bitcoin per essere incluso. La funzione è diventata un mezzo espressivo noto nell’ecosistema Bitcoin, con utenti che inseriscono regolarmente messaggi legati a eventi importanti, dagli slogan politici ai memoriali — una pratica che è cresciuta ulteriormente con la maggiore accessibilità degli strumenti di inscription on-chain per gli utenti non tecnici.

Opportunisti e hustler si uniscono al coro

Non tutti i messaggi sono appelli. Alcuni sono proposte commerciali sfacciate. Un utente ha offerto direttamente servizi di riciclaggio all’hacker, scrivendo: "I clean btc, do kyc and cashout. I take 10%," insieme a un handle Telegram. Un altro messaggio — "1 BTC for my Bitcoin journey" — appare del tutto estraneo al furto, con il mittente che sembra sfruttare la visibilità pubblica del wallet per sollecitare donazioni da sconosciuti.

Un messaggio sembra quasi poesia astratta: "Monday owns my day / five plus ten bitcoin stranger / let me call in free." La piattaforma di analisi on-chain Arkham Intelligence ha evidenziato diverse di queste transazioni, rendendole tracciabili pubblicamente.

Una transazione rappresentativa può essere visualizzata su mempool.space.

Una violazione della self-custody in crescita

L’exploit del wallet hardware Coldcard, individuato per la prima volta il 30 luglio, si è trasformato in un significativo incidente di sicurezza della self-custody. Le perdite confermate derivanti dalla violazione superano ora i 100 milioni di dollari, secondo quanto riportato da CoinDesk. L’entità del furto ha attirato l’attenzione sulle vulnerabilità della sicurezza dei wallet hardware e sulle implicazioni più ampie per la self-custody nell’ecosistema delle criptovalute.

Coldcard, prodotto da Coinkite, è un wallet hardware solo Bitcoin commercializzato specificamente per utenti attenti alla sicurezza grazie al suo design di firma air-gapped — una funzione pensata per mantenere le chiavi private isolate dai dispositivi connessi a Internet. Una compromissione di un dispositivo presentato come soluzione di self-custody di fascia alta solleva interrogativi più ampi sui presupposti alla base della sicurezza dei wallet hardware, soprattutto considerando che il settore ha a lungo promosso il cold storage come standard di riferimento per proteggere grandi quantità di criptovalute.

Non è la prima volta che OP_RETURN viene usato per contattare un ladro

Il ricorso a OP_RETURN per comunicare con un presunto attaccante non è senza precedenti. Durante il furto del mining pool LuBian del 2020 — in cui sono scomparsi più di 127,000 BTC — gli operatori del pool usarono messaggi OP_RETURN per contattare direttamente l’attaccante e tentare di negoziare la restituzione dei fondi. Quelle comunicazioni on-chain divennero poi un dato chiave per gli analisti che cercavano di distinguere tra i wallet controllati da LuBian e quelli controllati dall’attaccante.

Ciò che distingue la situazione di Coldcard è la natura dell’iniziativa. Invece di una sola parte che cerca di negoziare, il wallet dell’hacker di Coldcard ha attirato una folla: vittime reali in cerca di recupero, opportunisti che propongono servizi e individui casuali in cerca di attenzione — tutti disposti a pagare per immortalare le proprie parole nel registro pubblico permanente di Bitcoin.