CLARITY Act senza i voti necessari al Senato: le regole sul rendimento degli stablecoin dividono i sostenitori
Punti chiave
- •Il CLARITY Act conta 49 sostenitori al Senato ma necessita di altri 11 voti per raggiungere la soglia dei 60 per la cloture, e quattro sostenitori attuali vogliono revisioni prima del voto finale.
- •Un precedente voto di cloture sul disegno di legge è fallito per 50 a 49, impedendo il passaggio al dibattito finale.
- •La disputa centrale riguarda come la legge dovrebbe regolamentare gli stablecoin che pagano un rendimento ai detentori, con il timore che possano essere classificati come titoli finanziari soggetti a più severe registrazione e obblighi informativi della SEC.
- •L'ultima bozza del disegno di legge ha aggiunto disposizioni sull'etica crypto, ma i disaccordi sulla formulazione del rendimento restano irrisolti.
- •Banche e 17 procuratori generali statali hanno contestato la legislazione, aggiungendo pressione sui senatori indecisi affinché chiedano modifiche prima di impegnare i propri voti.

Il CLARITY Act, un'importante legge statunitense sulla regolamentazione delle criptovalute, non ha ancora i voti necessari al Senato per essere approvata, e alcuni legislatori che già sostengono il disegno di legge ne vogliono una riscrittura prima di impegnarsi per un voto finale. La fase di stallo si concentra su un'unica questione: come la legge tratterebbe gli stablecoin che pagano un rendimento a chi li detiene. Finché tale questione non sarà risolta, le regole per gli stablecoin con rendimento restano indefinite sia per gli emittenti sia per i detentori.
Perché mancano voti al Senato
Il CLARITY Act è una legislazione in discussione nel Congresso statunitense che stabilirebbe regole su come gli asset digitali, incluse criptovalute e stablecoin, vengono regolamentati. Uno stablecoin è un token crittografico progettato per mantenere un valore stabile, di solito ancorato al dollaro statunitense.
Secondo quanto riportato da CryptoSlate, il disegno di legge necessita di altri 11 voti al Senato per avanzare. Attualmente conta 49 sostenitori confermati, ma 4 dei 49 senatori vogliono modifiche al testo prima di sostenere il voto finale — la stessa disputa sul rendimento al centro dello stallo.
Il divario è rilevante. Nel Senato statunitense, la parte delle grandi leggi necessita di 60 voti per superare un ostacolo procedurale denominato voto di cloture. Un precedente voto di cloture sul CLARITY Act è fallito per 50 a 49, il che significa che il disegno di legge non è nemmeno potuto passare al dibattito finale. Ottenere altri 11 voti mantenendo unite le posizioni dei sostenitori attuali è una sfida notevole.
Al di là del conteggio dei voti, il destino del disegno di legge si definisce mentre le imprese crypto hanno versato 206 milioni di dollari nei super PAC per le elezioni di metà mandato, e il bitcoin punta a 82.000 dollari dopo gli shock di Fed e CLARITY.
Cosa potrebbero cambiare regole più severe sul rendimento degli stablecoin
Il rendimento, in questo contesto, indica un compenso corrisposto a chi detiene uno stablecoin, simile agli interessi pagati su un conto di risparmio. Alcune piattaforme crypto offrono rendimenti sugli stablecoin come modo per attirare depositi, e i legislatori che spingono per le modifiche vogliono regole più severe su questa pratica.
La preoccupazione è che gli stablecoin che pagano un rendimento possano confondere il confine tra uno strumento di pagamento stabile e un prodotto di investimento — lo stesso confine che separa il denaro destinato alla spesa dal denaro depositato in un conto interessato. Se i regolatori trattassero gli stablecoin con rendimento come titoli finanziari (contratti di investimento regolamentati dalla SEC), le regole applicabili diventerebbero molto più severe, con gli obblighi di registrazione e informativa associati ai prodotti di investimento.
L'ultima bozza del CLARITY Act ha aggiunto regole di etica crypto prima del voto al Senato, ma i disaccordi sulle disposizioni sul rendimento restano irrisolti. Il testo del disegno di legge è disponibile pubblicamente su Congress.gov, dove è registrato come House Bill 3633 nel 119° Congresso.
Cosa significa lo stallo al Senato per gli utenti crypto
Finché il Senato non risolverà il proprio disaccordo, le imprese e le piattaforme che offrono prodotti di rendimento su stablecoin si trovano ad affrontare incertezza giuridica. Non sanno quale regolatore li supervisionerà, quali obblighi informativi dovranno rispettare, o se i loro prodotti potrebbero essere riclassificati come titoli finanziari — e per i singoli detentori di stablecoin con rendimento la stessa incertezza grava sui prodotti che usano oggi.
L'opposizione si è anche estesa oltre il Senato. Banche e 17 procuratori generali statali hanno contestato il disegno di legge, aggiungendo pressione sui senatori indecisi affinché chiedano modifiche prima di impegnare i propri voti.
Per chiunque detenga uno stablecoin che genera rendimento su una piattaforma crypto, conclusione pratica è semplice: le regole che governano quel prodotto non sono ancora legge consolidata. Bisogna seguire le negoziazioni al Senato sulle disposizioni sul rendimento, eventuali nuove formulazioni del testo, e se i promotori del disegno di legge riusciranno a ottenere gli 11 voti aggiuntivi necessari per avanzare.
Dichiarazione di non responsabilità: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Effettuare sempre proprie ricerche prima di prendere decisioni.