NotizieCryptoIl CLARITY Act si avvia al voto del Senato del 15 settembre senza un sostegno democratico pubblico

Il CLARITY Act si avvia al voto del Senato del 15 settembre senza un sostegno democratico pubblico

Autore: Cryptofrontnews·

Punti chiave

  • •Il CLARITY Act richiede 60 voti per avanzare, mentre i Repubblicani detengono 53 seggi al Senato e nessun senatore democratico lo ha pubblicamente appoggiato.
  • •Il testo legislativo rivisto incorpora oltre 114 disposizioni richieste dai Democratici, ma lascia in gran parte invariate le principali norme etiche.
  • •Il disegno di legge creerebbe un quadro normativo per gli asset digitali e dividerebbe la vigilanza tra SEC e CFTC.
  • •Patrick Witt e il segretario al Tesoro Scott Bessent hanno esortato i senatori a sostenere il voto procedurale del 15 settembre.
  • •Polymarket e Kalshi stimano intorno al 20% le probabilità che il provvedimento venga approvato entro la fine dell’anno.
Il CLARITY Act si avvia al voto del Senato del 15 settembre senza un sostegno democratico pubblico

Il Senato degli Stati Uniti dovrebbe tenere il 15 settembre un voto procedurale sul CLARITY Act, ma il disegno di legge non ha ancora ottenuto il sostegno pubblico dichiarato di alcun senatore democratico. Il provvedimento richiede 60 voti per avanzare, il che significa che sono necessari almeno sei voti democratici, mentre i Repubblicani detengono 53 seggi al Senato.

Il testo rivisto, composto da 630 pagine, incorpora oltre 114 disposizioni richieste dai Democratici, sebbene le contestate norme etiche siano rimaste in gran parte invariate. Le piattaforme di previsione Polymarket e Kalshi stimano intorno al 20% le probabilità che il provvedimento venga approvato entro la fine dell’anno.

Esponenti della Casa Bianca sollecitano un sostegno bipartisan

Patrick Witt, direttore esecutivo del White House Digital Asset Advisory Council, ha avvertito che un voto fallito sulla mozione per procedere potrebbe chiudere l’attuale finestra legislativa. In dichiarazioni a Semafor, Witt ha affermato che il risultato non soddisferebbe nessuno dei due partiti e si è chiesto quando i legislatori potrebbero avere un’altra opportunità per riesaminare il provvedimento.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha esortato separatamente i senatori ad approvare la mozione procedurale. Ha avvertito che non procedere indebolirebbe la leadership degli Stati Uniti nel settore degli asset digitali.

Il CLARITY Act istituirebbe un quadro normativo per gli asset digitali e dividerebbe le responsabilità di vigilanza tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC). Le disposizioni sui protocolli di finanza non decentralizzati stabilirebbero inoltre quando determinati protocolli debbano registrarsi e quali agenzie debbano elaborare i relativi requisiti.

Il testo rivisto mantiene le norme etiche al centro della disputa

La senatrice Cynthia Lummis ha pubblicato la versione rivista di 630 pagine dopo aver incorporato oltre 114 disposizioni richieste dai legislatori democratici. Il disegno di legge contiene inoltre norme relative ai protocolli di finanza non decentralizzati.

Secondo il testo rivisto, i protocolli le cui funzioni, operazioni o regole possono essere modificate in modo sostanziale da una singola persona o da un gruppo coordinato sarebbero soggetti a requisiti di registrazione. Il disegno di legge incarica la CFTC e il Treasury Department di elaborare norme per tali protocolli. Inoltre, chiede alle autorità di valutare i requisiti riguardanti titoli, materie prime e antiriciclaggio.

Tuttavia, il testo legislativo rivisto lascia sostanzialmente invariate le principali disposizioni etiche. I legislatori democratici hanno indicato tali disposizioni come un ostacolo centrale all’approvazione. Il Department of Justice manterrebbe l’autorità principale per l’applicazione delle norme sui conflitti di interesse.

Le prospettive di approvazione restano incerte

Politico ha riferito che il disegno di legge rivisto continua a non avere un sostegno democratico pubblico. Polymarket e Kalshi stimano entrambe intorno al 20% le probabilità di approvazione entro la fine dell’anno.

Il provvedimento è stato approvato dalla Camera a luglio, dopo essere stato presentato nel maggio 2025. Se il Senato respingesse la mozione procedurale, i legislatori potrebbero riesaminare il provvedimento durante la sessione di fine mandato o sotto un futuro Congresso.

Witt e Bessent hanno esortato i legislatori a proseguire i negoziati prima del 15 settembre. Il voto procedurale imminente rappresenta il test legislativo immediato per il disegno di legge, mentre le disposizioni etiche irrisolte restano una questione centrale per i senatori che valutano se sostenerlo.

Fonte: Cryptofrontnews