Schumer riunisce il caucus democratico in vista del voto procedurale sul CLARITY Act
Punti chiave
- •I democratici chiedono limiti espliciti ai profitti ottenuti da attuali ed ex funzionari attraverso iniziative legate alle criptovalute.
- •Il CLARITY Act rivisto contiene più di 100 modifiche richieste dai democratici durante i negoziati.
- •Le norme sui rendimenti delle stablecoin restano controverse perché i democratici temono possano penalizzare le banche locali e gli istituti finanziari più piccoli.
- •Donald Trump ha incontrato i suoi consiglieri il 12 settembre per discutere disposizioni etiche che potrebbero incidere sui suoi interessi finanziari.
- •Il voto del 15 settembre è procedurale e determinerà se il provvedimento passerà verso un voto finale, non se diventerà legge.

Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha convocato domenica 13 settembre una riunione del caucus democratico per definire la posizione del partito sul Digital Asset Market Clarity Act, ampiamente noto come CLARITY Act. La riunione si è tenuta due giorni prima del voto procedurale sul disegno di legge di vasta portata sulla regolamentazione delle criptovalute, fissato per il 15 settembre, mentre i democratici continuavano a chiedere modifiche prima di decidere se sostenere l’avanzamento del provvedimento.
La disputa centrale riguarda le disposizioni etiche volte a impedire agli attuali e agli ex funzionari governativi di trarre profitto da iniziative legate alle criptovalute mentre ricoprono incarichi che potrebbero influenzare le norme del settore. I democratici hanno citato i ricavi dichiarati dall’ex presidente Donald Trump nel settore crypto, superiori a 1,4 miliardi di dollari nel 2025, come esempio del motivo per cui ritengono necessarie tali garanzie.
Il disegno di legge rivisto include più di 100 modifiche
Una versione rivista del CLARITY Act è stata diffusa il 10 settembre e includeva più di 100 modifiche richieste dai democratici durante negoziati proseguiti per diversi mesi. Le divergenze ancora aperte riguardano principalmente due aree: i requisiti etici e la regolamentazione dei rendimenti delle stablecoin.
I democratici chiedono restrizioni esplicite sui profitti ottenuti da attuali ed ex funzionari attraverso iniziative legate alle criptovalute. Restano inoltre preoccupati che il quadro normativo sulle stablecoin previsto dal disegno di legge possa penalizzare le banche locali e altri istituti finanziari di minori dimensioni che intendono offrire prodotti basati sulle stablecoin.
Circa una dozzina di senatori democratici ha partecipato direttamente ai negoziati. Il caucus domenicale di Schumer mirava a portare l’intero gruppo parlamentare democratico su una posizione negoziale unitaria prima che il voto procedurale imponesse ai senatori di prendere posizione sull’avanzamento del disegno di legge.
I consiglieri di Trump discutono le norme etiche proposte
Trump ha incontrato i suoi consiglieri il 12 settembre, un giorno prima del caucus di Schumer, per discutere le disposizioni etiche proposte. L’incontro indica che le norme potrebbero incidere direttamente sugli interessi finanziari di Trump, rendendo il testo definitivo una questione dalle conseguenze sia politiche sia personali per l’ex presidente.
Il voto procedurale determinerà se il disegno di legge avanzerà
Il voto imminente non riguarda l’approvazione definitiva del CLARITY Act. Si tratta invece di un voto procedurale sull’opportunità di procedere verso un voto finale. Questa distinzione rende il voto del 15 settembre un primo test per capire se le modifiche negoziate siano sufficienti a mantenere in movimento il disegno di legge, piuttosto che un giudizio definitivo sulle sue disposizioni.
In un Senato diviso da margini ridotti, un numero limitato di defezioni democratiche potrebbe determinare se il provvedimento avanzerà, si fermerà o tornerà a una nuova fase di revisione.
La decisione di Schumer di convocare il gruppo nel fine settimana ha evidenziato l’incertezza sul fatto che i democratici avessero raggiunto una posizione unitaria prima del voto.
Le disposizioni sulle stablecoin restano una questione rilevante per gli istituti finanziari e gli operatori di mercato. Se la legislazione definitiva limiterà la capacità delle banche locali di offrire prodotti con rendimento in stablecoin, l’attività legata alle stablecoin potrebbe concentrarsi maggiormente presso le istituzioni più grandi, riducendo potenzialmente la concorrenza e l’innovazione in un segmento del mercato in rapida espansione.