NotizieCryptoIl ritardo del CLARITY Act potrebbe innescare una nuova ondata di vendite sulle criptovalute, avverte Bernstein

Il ritardo del CLARITY Act potrebbe innescare una nuova ondata di vendite sulle criptovalute, avverte Bernstein

Autore: Tron Weekly·

Punti chiave

  • Il CLARITY Act mira ad assegnare formalmente le responsabilità di regolamentazione dell'emissione e della negoziazione di asset digitali tra SEC e CFTC, risolvendo una lunga area grigia giurisdizionale.
  • I trader su Polymarket stimano solo al 27% la probabilità che il disegno di legge venga firmato e diventi legge prima del 31 dicembre 2026, con un calo di 10 punti percentuali rispetto alla settimana precedente.
  • Gli analisti di Bernstein hanno avvertito che i ritardi legislativi potrebbero innescare una vendita immediata di Bitcoin e del più ampio mercato crypto, con una potenziale ripresa prevista tra la fine del terzo trimestre e l'inizio del quarto trimestre.
  • Le istituzioni finanziarie si sono opposte alle clausole sulle stablecoin del disegno di legge, sostenendo che consentono alle piattaforme crypto di offrire ricompense senza rispettare i tradizionali obblighi bancari.
  • Secondo le regole procedurali del Senato, una petizione di cloture presentata entro il 5 agosto provocherebbe un voto il 7 agosto, sebbene la cloture richieda 60 voti e concluderebbe solo il dibattito sulla mozione di procedere anziché approvare il disegno di legge stesso.
Il ritardo del CLARITY Act potrebbe innescare una nuova ondata di vendite sulle criptovalute, avverte Bernstein

Il Digital Asset Market Clarity Act, noto come CLARITY Act (H.R. 3633), affronta un percorso sempre più stretto presso il Senato degli Stati Uniti in vista della pausa estiva. Il disegno di legge rappresenta uno dei più significativi provvedimenti legislativi autonomi sulle criptovalute giunto finora in Congresso, con l'obiettivo di risolvere una lunga area grigia giurisdizionale tra SEC e CFTC in materia di classificazione degli asset digitali. Gli analisti di Bernstein hanno avvertito che un ulteriore ritardo legislativo potrebbe innescare una nuova ondata di vendite sui mercati delle criptovalute, sebbene prevedano una ripresa tra la fine del terzo trimestre e l'inizio del quarto trimestre.

Il CLARITY Act era assente dal calendario del Senato di lunedì 3 agosto, lasciando ai legislatori poco tempo per avviare le deliberazioni in aula prima della pausa. Il calendario indicava invece un voto di chiusura dei dibattiti (cloture) alle 17:30 su H.R. 6500, un veicolo legislativo per una continuing resolution. Nessuna azione era prevista per H.R. 3633. Il leader della maggioranza al Senato John Thune potrebbe ancora portare la proposta in aula più tardi nel corso della settimana.

Potenziale impatto sul mercato

Il periodo di lavoro negli Stati dei senatori è programmato dal 10 agosto all'11 settembre. Secondo Bernstein, un mancato avanzamento del disegno di legge provocherebbe una reazione immediata da parte di Bitcoin e del più ampio mercato crypto. Gli analisti hanno definito il potenziale movimento come un'«istintiva» ondata di vendite che potrebbe spingere i prezzi verso un nuovo minore.

Bitcoin rimane sotto pressione mentre gli investitori dubitano sempre più della capacità del Congresso di completare la propria agenda legislativa sulle criptovalute prima delle elezioni di metà mandato. Le tempistiche sono ristrette: con l'intensificarsi delle campagne elettorali in autunno, la capacità legislativa per normative finanziarie complesse si riduce tipicamente, aumentando il rischio che il disegno di legge slitti verso una sessione lame-duck o verso il prossimo Congresso.

Anche i trader dei mercati predittivi sono diventati più pessimisti. Polymarket stima attualmente a solo il 27% la probabilità che il CLARITY Act venga firmato e diventi legge prima del 31 dicembre 2026. Tale cifra è scesa di 10 punti percentuali nell'ultima settimana e di 12 punti dall'inizio del mese. I trader hanno investito 3,77 milioni di dollari sull'esito.

Pressione normativa e orientamenti delle agenzie

Bernstein ha suggerito che ulteriori ritardi legislativi potrebbero intensificare la pressione sulla Securities and Exchange Commission (SEC) e sulla Commodity Futures Trading Commission (CFTC). Entrambi i regolatori potrebbero emettere ulteriori chiarimenti attraverso Project Crypto, un'iniziativa congiunta che sfrutta le rispettive autorità esistenti fino a quando il Congresso non approvi normative permanenti per i mercati degli asset digitali.

Bernstein prevede orientamenti in merito alla classificazione dei token e dei prodotti di finanza decentralizzata (DeFi). I regolatori potrebbero inoltre accelerare una proposta di esenzione per determinate offerte di token. Tuttavia, gli orientamenti delle agenzie da soli non possono fornire il livello di certezza normativa che il CLARITY Act istituirebbe. A differenza delle regole delle agenzie, che possono cambiare con i cambiamenti di amministrazione e sono soggette a contestazioni legali, i quadri statutari forniscono porti franchi legali durevoli che i partecipanti istituzionali richiedono tipicamente prima di impegnare capitale su larga scala. La legge assegnerebbe formalmente le responsabilità di regolamentazione dell'emissione e della negoziazione di asset digitali a SEC e CFTC.

Le istituzioni finanziarie si sono opposte a determinate disposizioni del disegno di legge, sostenendo che le clausole sulle stablecoin consentano alle piattaforme crypto di offrire ricompense senza rispettare i tradizionali obblighi bancari. La resistenza riflette una più ampia tensione competitiva tra le banche tradizionali e le società di asset digitali riguardo a chi possa emettere strumenti di pagamento denominati in dollari e secondo quali regole.

Il Senato affronta una finestra di presentazione ristretta

Ai sensi della Regola XXII del Senato, una petizione di chiusura dei dibattiti (cloture) richiede le firme di 16 senatori. Una petizione presentata mercoledì 5 agosto provocherebbe un voto di cloture venerdì 7 agosto, presumendo che l'aula sia in sessione.

Il voto di cloture porrebbe fine solo al dibattito sulla mozione di procedere, non approverebbe il CLARITY Act stesso. La cloture sulla legislazione richiede generalmente 60 voti e può fornire fino a 30 ore aggiuntive per l'esame. La mozione di procedere richiederebbe quindi l'approvazione del Senato, seguita dal dibattito su eventuali emendamenti prima del voto finale di approvazione. Anche dopo l'approvazione da parte del Senato, il disegno di legge dovrebbe essere riconciliato con l'eventuale versione della Camera prima di arrivare alla scrivania del Presidente.

I prossimi giorni saranno decisivi per la traiettoria a breve termine del disegno di legge. Il CLARITY Act potrebbe avanzare questa settimana, oppure essere rinviato a settembre.