NotizieCryptoLa CLARITY Act affronta la prima prova in Senato: servono 60 voti per avanzare

La CLARITY Act affronta la prima prova in Senato: servono 60 voti per avanzare

Autore: CoinWy·

Punti chiave

  • La CLARITY Act, designata H.R. 3633, è arrivata alla sua prima prova al plenum del Senato, ma l'esito della votazione e l'atto procedurale specifico coinvolto restano non confermati.
  • Il disegno di legge approvato dalla Camera istituirebbe un quadro che ripartisce la supervisione delle commodity digitali tra SEC e CC, includerebbe un'Anti-CBDC Surveillance State Act sull'emissione di valuta digitale della Federal Reserve ed escluderebbe determinate attività di finanza decentralizzata.
  • Jason Somensatto di Coin Center ha scritto in un'analisi del 14 settembre 2026 che i redattori del disegno di legge cercavano 60 voti, cifra coerente con il requisito standard di cloture del Senato per chiudere il dibattito sulla maggior parte delle leggi.
  • Somensatto ha criticato le modifiche dell'ultimo minuto al linguaggio del Blockchain Regulatory Certainty Act che mantengono le protezioni del Bank Secrecy Act per gli sviluppatori blockchain non controllanti ma eliminano la tutela dalla responsabilità penale prevista dal 18 U.S.C. § 1960.
  • Rapporti non confermati hanno suggerito che la votazione procedurale potrebbe non essere riuscita, ma né una prova fallita né una riuscata determinerebbero la sorte finale della legislazione.
La CLARITY Act affronta la prima prova in Senato: servono 60 voti per avanzare

La CLARITY Act affronta la sua prima prova al plenum del Senato, con 60 voti riportati come necessari per far avanzare la proposta sul market structure crypto. Le informazioni disponibili non confermano l'esito della votazione né identificano l'esatto atto procedurale coinvolto.

La CLARITY Act arriva alla prima prova in Senato

La prova al plenum del Senato segna il passaggio della proposta dalla Camera a una fase decisiva nell'aula superiore. Il disegno di legge è formalmente noto come Digital Asset Market Clarity Act del 2025 ed è identificato nel testo ufficiale approvato dalla Camera come H.R. 3633.

La versione della Camera istituirebbe un quadro per la regolamentazione dell'offerta e della vendita di commodity digitali attraverso la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC). Contiene inoltre il Titolo VI, noto come Anti-CBDC Surveillance State Act, che affronta l'emissione di una valuta digitale di banca centrale da parte della Federal Reserve. Ulteriori disposizioni escluderebbero dal quadro determinate attività di finanza decentralizzata. Come i mandati di queste due agenzie si applichino agli asset digitali è una questione di lunga data nella regolamentazione finanziaria statunitense, e le proposte sul market structure che assegnano ruoli distinti ai regolatori sono stati un tema ricorrente dell'attenzione del Congresso.

Tali disposizioni descrivono il testo approvato dalla Camera e non confermano il contenuto di eventuali sostitutivi del Senato. I reportaggi di settore hanno incluso precedenti account secondo cui il Senato avrebbe votato per far avanzare la CLARITY Act e che la seduta del 15 settembre sarebbe servita come test della politica crypto statunitense. Coperture correlate hanno anche affrontato l'iter del disegno di legge in una commissione del Senato statunitense e le dichiarazioni di Tim Scott secondo cui il Senato avrebbe votato la proposta.

Perché la soglia riportata di 60 voti è importante

In un'analisi del 14 settembre 2026, Jason Somensatto di Coin Center ha scritto che il Senato era programmato per tenere il giorno successivo una votazione decisiva sulla CLARITY Act e ha affermato che i redattori del disegno di legge cercavano 60 voti. L'analisi di Coin Center descrive una soglia riportata per far avanzare il disegno di legge in questa prova; non stabilisce in modo indipendente un requisito per l'approvazione finale.

La cifra riflette la prassi standard del Senato: 60 voti sono normalmente richiesti per chiudere il dibattito tramite cloture sulla maggior parte delle leggi, motivo per cui 60 è comunemente considerata la soglia pratica per far avanzare un disegno di legge contestato. Far avanzare una proposta in una prova al plenum è distinto dall'approvazione definitiva e dalla promulgazione. Il contesto disponibile non identifica l'atto specifico, la ripartizione tra i partiti né quali senatori abbiano assunto impegni a sostegno della misura. Di conseguenza, l'applicazione esatta della cifra di 60 voti resta non verificata.

Somensatto ha anche sollevato preoccupazioni per le modifiche dell'ultimo minuto al linguaggio del Blockchain Regulatory Certainty Act (BRCA) incorporate nel pacchetto. Ha scritto:

"Il linguaggio rivisto continherebbe a fornire importanti protezioni per gli sviluppatori blockchain non controllanti ai sensi del Bank Secrecy Act (BSA), ma rimuove la protezione del BRCA dalla responsabilità penale prevista dal 18 U.S.C. § 1960."

— Jason Somensatto, Coin Center

Cosa potrebbe significare la prova al plenum

Se il disegno di legge raggiungesse la soglia riportata, supererebbe l'immediato ostacolo procedurale. Se non la raggiungesse, non avanzerebbe in quella specifica prova. Nessuno dei due esiti determinerebbe la sorte finale della legislazione: una prova al plenum fallita non costituirebbe una sconfitta definitiva, mentre una votazione riuscita non equivarrebbe alla promulgazione.

L'esito della votazione, l'eventuale calendario successivo e il prossimo passaggio procedurale restano irrisolti nelle informazioni disponibili. Alcuni rapporti non confermati hanno suggerito che la votazione procedurale potrebbe non essere passata, ma tale esito non è stato verificato. Account precedenti riferivano inoltre che il Senato aveva rinviato l'esame della CLARITY Act, inclusa la copertura del rinvio del Senato.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. I lettori dovrebbero effettuare le proprie ricerche prima di prendere decisioni.