Chris Skinner: la crypto non è la truffa — i truffatori lo sono
Punti chiave
- •Chris Skinner sostiene che la responsabilità per le frodi ricada su chi usa impropriamente un asset, non sull'asset o sulla tecnologia sottostante.
- •Distingue le perdite sugli investimenti, come Bitcoin che scende da $100.000 a $50.000, dagli schemi deliberati come la promessa di rendimenti mensili segreti del 20% e l'appropriazione dei depositi.
- •Skinner cita Charles Ponzi e Bernie Madoff per sostenere che le tattiche classiche delle truffe — strategie segrete, rendimenti straordinari promessi e urgenza costruita — precedono da lungo tempo le criptovalute.
- •JPMorgan ha dichiarato nel 2025 che avrebbe consentito ai clienti di acquistare Bitcoin, mentre l'IBIT di BlackRock deteneva circa 61,6 miliardi di dollari in attivi netti all'8 settembre 2026.
- •Skinner conclude che l'accesso istituzionale a Bitcoin non garantisce sicurezza o legittimità, e che il controllo dovrebbe concentrarsi su condotte e rischi piuttosto che etichettare come criminale l'intera classe di asset.

Chris Skinner, commentatore finanziario e autore, sostiene che la criptovaluta non debba essere liquidata come una truffa semplicemente perché i criminali la utilizzano. In un saggio pubblicato a settembre 2026, traccia una netta linea di demarcazione tra le perdite su asset rischiosi e l'inganno deliberato, sostenendo che la responsabilità per le frodi ricade su chi usa impropriamente un asset — e non sull'asset stesso. Un'impostazione che risponde a una domanda che continua a condizionare il modo in cui gli asset digitali vengono giudicati: se i crimini legati alle crypto incriminino la tecnologia o le persone che la sfruttano.
Al centro dell'argomentazione di Skinner c'è la distinzione tra un investimento che perde valore e uno schema costruito per rubare. Se Bitcoin scende da $100.000 a $50.000, scrive, un investitore ha perso denaro ma non è necessariamente stato truffato. Al contrario, chi promette un rendimento mensile del 20% attraverso una strategia di trading segreta e poi si impossessa del deposito sta commettendo una frode, secondo il suo esempio.
Descrive inoltre un promotore di token che controlla segretamente la maggior parte dell'offerta di un token, ne fa salire il prezzo e vende le proprie posizioni a acquirenti ignari. Skinner afferma che tale condotta può configurare frode e manipolazione del mercato. Un falso exchange che accetta i depositi dei clienti per poi rubare gli asset è un altro caso in cui sono le azioni dell'operatore, e non la tecnologia sottostante, a definire il crimine.
Le frodi usano tattiche familiari
Secondo Skinner, le truffe crypto si basano su un metodo antico: raccontare una storia prima di prendere i soldi di qualcuno. Il truffatore sostiene di sapere ciò che gli altri non sanno, indica rendimenti straordinari, cita successi apparenti e crea un senso di urgenza. La proposta può far sentire l'obiettivo fortunato per aver trovato l'opportunità e sciocco a metterla in dubbio.
Paragona questo comportamento alle frodi finanziarie storiche, citando Charles Ponzi e Bernieoff come esempi che non dipendevano da Bitcoin o dalla blockchain. A suo avviso, la tecnologia è semplicemente un nuovo involucro attorno a un vecchio sfruttamento della fiducia — lo stesso tema che attraversa il suo ultimo libro, Diary of a Ponzi Scheme. I segnali che descrive — strategie segrete, rendimenti straordinari promessi, urgenza costruita — precedono da lungo tempo gli asset digitali, rafforzando la sua tesi secondo cui gli strumenti cambiano mentre le tattiche no.
L'argomentazione non scusa i crimini che coinvolgono gli asset digitali. Skinner elenca i pagamenti di ransomware, i furti, il riciclaggio di denaro e i tentativi di oscurare le transazioni come problemi seri per il settore, e nota che le società crypto hanno dovuto sviluppare controlli più solidi su custodia, identità, monitoraggio delle transazioni e criminalità finanziaria.
Sostiene inoltre che le altre forme di moneta non vengono etichettate come criminali solo perché i criminali le utilizzano. Dollari, euro e sterline possono essere usati nella criminalità, mentre banche, società veil, giurisdizioni offshore, casinò e finanza commerciale sono serviti come canali per fondi illeciti. La criptovaluta, dice, è giudicata secondo uno standard diverso soprattutto perché molte persone la considerano ancora nuova, complicata e slegata dalle istituzioni finanziarie familiari.
L'accesso istituzionale non elimina il rischio
Skinner indica l'attività commerciale di JPMorgan come prova che le istituzioni possono trattare Bitcoin come un asset anche quando i dirigenti restano scettici. Racconta che Jamie Dimon ha dichiarato nel 2025 che JPMorgan avrebbe consentito ai clienti di acquistare Bitcoin e di mostrare le posizioni sugli estratti conto. La banca, aggiunge, prosegue il lavoro sulla blockchain attraverso Kinexys, in ambiti che comprendono repo, condivisione dei dati e corrispondenza bancaria.
Cita inoltre l'iShares Bitcoin Trust di BlackRock (IBIT), un prodotto quotato in borsa che offre esposizione a Bitcoin. Skinner riferisce che BlackRock ha dichiarato che IBIT deteneva circa 61,6 miliardi di dollari in attivi netti all'8 settembre 2026, e che le prospettive di investimento 2026 della società citavano 25,2 miliardi di dollari affluiti nei prodotti exchange-traded su Bitcoin durante il 2025.
Secondo Skinner, questi esempi mostrano come Bitcoin venga discusso in termini di investimento convenzionali — allocazione, diversificazione, volatilità, rendimento e rischio. Non dimostrano che Bitcoin sia sicuro, che i prezzi saliranno o che ogni criptovaluta sia legittima. L'accesso istituzionale e l'uso criminale, sostiene, possono coesistere, e pertanto la partecipazione istituzionale non è una garanzia di sicurezza o legittimità.
La conclusione di Skinner è che il controllo dovrebbe concentrarsi su condotte e rischi piuttosto che trattare un'intera classe di asset come criminale. Man mano che asset digitali, depositi tokenizzati e servizi blockchain convergono con la finanza tradizionale, dice, il confine tra "crypto" e "finanza" diventa sempre più difficile da tracciare. Ciò, tuttavia, non elimina la necessità di identificare e contrastare le frodi all'interno del mercato.
Leggi l'argomentazione completa di Skinner.