Le azioni cinesi toccano il massimo di una settimana mentre il rally dei chip compensa il calo dei moduli ottici
Punti chiave
- •Le azioni cinesi hanno raggiunto un massimo di una settimana mercoledì, con i titoli dei semiconduttori a trainare i rialzi.
- •Le azioni di Hong Kong sono salite lievemente mentre migliorava la propensione al rischio globale.
- •Secondo indiscrezioni, Samsung Electronics e SK Hynix stanno valutando apparecchiature cinesi per la produzione di chip per ridurre l’esposizione a possibili controlli più rigidi sulle esportazioni statunitensi.
- •La debolezza dei produttori di moduli ottici ha parzialmente compensato i guadagni dei semiconduttori durante la seduta.

Le azioni cinesi sono salite a un massimo di una settimana mercoledì, guidate dai titoli dei semiconduttori, mentre le azioni di Hong Kong hanno chiuso in lieve rialzo. Il movimento è arrivato mentre la propensione al rischio globale migliorava grazie all’allentamento delle tensioni in Medio Oriente.
I titoli dei chip hanno avanzato dopo le indiscrezioni secondo cui Samsung Electronics e SK Hynix starebbero valutando apparecchiature cinesi per la produzione di chip, nel tentativo di ridurre l’esposizione a possibili controlli più rigidi sulle esportazioni statunitensi. L’attenzione sui nomi dei semiconduttori evidenzia come le restrizioni commerciali e le decisioni sulla supply chain continuino a influenzare il settore, anche se il sentiment di mercato più ampio migliora.
I guadagni nei semiconduttori hanno contribuito a compensare la debolezza dei produttori di moduli ottici, che nel corso della seduta sono stati sotto pressione.
Le azioni cinesi sono salite a un massimo di una settimana, guidate dai titoli dei semiconduttori, mentre le azioni di Hong Kong hanno segnato un lieve rialzo. Il miglioramento della propensione al rischio globale, con l’allentamento delle tensioni in Medio Oriente, ha sostenuto anche i mercati. I titoli dei chip hanno guadagnato dopo le indiscrezioni secondo cui Samsung Electronics e SK Hynix starebbero valutando apparecchiature cinesi per la produzione di chip per ridurre l’esposizione a possibili controlli più rigidi sulle esportazioni statunitensi.