La Cina presenta la proposta di una rete blockchain nazionale insieme alle riforme del mercato dei dati
Punti chiave
- •Il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e il Consiglio di Stato hanno emesso congiuntamente il 9 ottobre una politica di 19 misure che propone una rete blockchain nazionale insieme a una rete nazionale integrata di potenza di calcolo.
- •Il documento di politica omette data di lancio, budget e dettagli tecnici per la blockchain, lasciando gli accordi di accesso a essere definiti dalle successive regole di attuazione.
- •Il piano punta a regole più chiare su proprietà dei dati, transazioni di mercato e distribuzione dei benefici, includendo prove che trattino i dati come risorsa economica e meccanismi per trasferimenti transfrontalieri sicuri.
- •Le proposte riguardano il movimento e l'uso commerciale dei dati, non la negoziazione di criptovalute, poiché la Cina continua a far rispettare le restrizioni sulle attività in valuta virtuale, sul mining e su certi prodotti tokenizzati.
- •Ad agosto i regolatori hanno approvato otto ulteriori operatori bancari per lo yuan digitale, portando il totale a 30, mentre il Guangdong ha proposto prove di pagamenti transfrontalieri in yuan digitale nel suo piano per le zone di libero scambio 2026-2030.

La Cina ha proposto la costruzione di una rete blockchain nazionale nell'ambito di un nuovo piano di politica volto a collegare la tecnologia digitale all'economia più ampia. La proposta figura in un documento di politica contenente 19 misure rilasciato dalle autorità cinesi il 9 ottobre, come riportato da Xinhua.
Il documento prevede inoltre una rete nazionale di potenza di calcolo e revisioni delle regole sulla proprietà e sulla negoziazione dei dati. Le autorità vogliono che le imprese adottino sistemi digitali mentre prende forma un mercato dei dati più organizzato.
Reti blockchain e di calcolo nazionali
Il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e il Consiglio di Stato hanno collocato la proposta blockchain all'interno di un programma più ampio per lo sviluppo industriale e tecnologico. La politica prevede una rete blockchain nazionale insieme a una rete integrata di potenza di calcolo, e le autorità pianificano inoltre di migliorare l'infrastruttura dati nazionale e la sua operatività quotidiana. L'emissione congiunta da parte del Comitato Centrale del Partito e del Consiglio di Stato colloca il piano nel livello più alto dei documenti di politica cinese, lo stesso canale attraverso cui la leadership del Paese definisce le priorità economiche e tecnologiche.
Il documento non fornisce una data di lancio, un budget o dettagli tecnici per la rete blockchain proposta. Lascia inoltre aperta la questione di come, in pratica, organi governativi e imprese potrebbero accedere alla rete. Le successive regole di attuazione sarebbero il primo indicatore di come la rete verrà costruita e di chi potrà utilizzarla.
Le stesse misure riguardano il potenziamento della produzione e un uso più ampio dei sistemi di internet industriale. La Cina pianifica di far avanzare il programma East Data, West Computing, che indirizza le risorse di calcolo verso le regioni occidentali. Le autorità vogliono inoltre che le imprese adottino strumenti di produzione intelligente ed espandano la produzione basata sulla tecnologia digitale. La politica prevede distretti industriali digitali capaci di competere a livello internazionale, con sostegno sia ai fornitori di tecnologia sia alle manifatture che ne adottano i servizi.
Regole su proprietà e negoziazione dei dati
La politica punta anche a regole più chiare sulla proprietà dei dati, sulle transazioni di mercato e sulla distribuzione dei benefici derivanti dall'uso dei dati. Indirizza le autorità a rafforzare le tutele per i partecipanti all'economia dei dati e prevede prove che trattino i dati come una risorsa economica, testando come le organizzazioni possano scambiarli o utilizzarli secondo regole definite.
Separatamente, il documento auspica un mercato nazionale dei dati aperto, condiviso e sicuro. Le autorità intendono inoltre sviluppare meccanismi per i trasferimenti transfrontalieri di dati, mantenendo i controlli di sicurezza.
Queste proposte riguardano il movimento e l'uso commerciale dei dati, non la negoziazione di criptovalute. La Cina non ha annunciato reg operative dettagliate per la rete blockchain né spiegato come si collegherebbe al mercato dei dati proposto.
Le banche esplorano l'uso della blockchain mentre cresce la rete dello yuan digitale
Le autorità finanziarie cinesi hanno già incoraggiato le applicazioni blockchain nel settore bancario. Ad aprile, l'Amministrazione Statale della Tassazione e l'Autorità di Regolamentazione Finanziaria Nazionale hanno esortato le banche a migliorare la condivisione dei dati fiscali con imprese ed enti governativi, indicando la tecnologia blockchain come strumento per lo scambio di informazioni. Gli enti hanno inoltre incoraggiato una migliore valutazione del credito e processi di prestito per le piccole imprese che rispettano gli obblighi fiscali.
La Cina ha continuato a espandere il proprio sistema di yuan digitale attraverso separate misure bancarie. Il 17 agosto, la Banca Popolare Cinese ha approvato otto operatori aggiuntivi, portando il totale della rete a 30 operatori bancari approvati. I nuovi partecipanti comprendevano Ping An Bank, Bank of Shanghai e Bank of Hangzhou. Ciascuna istituzione deve completare le necessarie preparazioni commerciali e tecniche prima di offrire servizi ai clienti. In entrambi i casi, la tecnologia viene canalizzata attraverso banche autorizzate che i regolatori supervisionano direttamente. L'espansione dello yuan digitale e la rete blockchain proposta restano iniziative separate.
I progetti transfrontalieri continuano sotto le restrizioni sulle criptovalute
Anche le autorità provinciali stanno valutando nuovi usi dello yuan digitale. Ad agosto, il Guangdong ha proposto prove di pagamenti transfrontalieri nel proprio piano di sviluppo delle zone di libero scambio per il periodo 2026-2030. La bozza copre finanza offshore, finanziamento della supply chain e conti che supportano più valute. Le autorità hanno cercato feedback pubblici prima di finalizzare il piano regionale, quindi l'ambito finale delle prove potrebbe ancora cambiare.
La Cina continua a limitare le attività in criptovalute nonostante il sostegno alle infrastrutture blockchain. A febbraio, i regolatori hanno rafforzato i controlli sulle attività in valuta virtuale, sul mining e su certi prodotti tokenizzati.