NotizieCryptoIl Ministero della Sicurezza di Stato cinese avvisa: le transazioni blockchain possono essere tracciate

Il Ministero della Sicurezza di Stato cinese avvisa: le transazioni blockchain possono essere tracciate

Autore: CryptoMeter io·

Punti chiave

  • •Il Ministero della Sicurezza di Stato cinese ha dichiarato il 28 settembre che i record delle transazioni blockchain consentono alle autorità di tracciare i fondi e identificare gli utenti di criptovalute: gli asset digitali non offrono ai criminali alcuna protezione legale.
  • •Il ministero ha sottolineato che gli indirizzi dei wallet sono pseudonimi e non anonimi, poiché le blockchain pubbliche conservano in modo permanente gli storici delle transazioni che gli investigatori possono incrociare con altri dati.
  • •Le conversioni tra valute virtuali e valute fiat tramite exchange e interfacce di pagamento possono generare tracce aggiuntive, inclusi record relativi a dispositivi e connessione internet.
  • •A febbraio, diversi ministeri cinesi hanno dichiarato che Bitcoin, Ether e Tether non hanno status di valuta legale e che le attività commerciali in valuta virtuale sul territorio nazionale sono illegali, rafforzando il divieto del 2021 su trading e mining di criptovalute.
  • •Il ministero ha inoltre evidenziato i rischi legati alla custodia delle chiavi private, osservando che chiavi perdute o divulgate possono privare in modo permanente del possesso degli asset, mentre la dipendenza dalle piattaforme introduce il rischio di controparte.
Il Ministero della Sicurezza di Stato cinese avvisa: le transazioni blockchain possono essere tracciate

Il Ministero della Sicurezza di Stato cinese ha avvertito che le transazioni in criptovalute non offrono ai criminali alcuno scudo legale, sostenendo che i record blockchain possono aiutare le autorità a tracciare i fondi e a identificare gli utenti.

In una dichiarazione pubblica pubblicata il 28 settembre, il ministero ha evidenziato quelli che ha descritto come i rischi del trattare le valute virtuali come strumenti di pagamento anonimi. Sebbene i criminali possano impiegare le criptovalute per riciclaggio di denaro, attacchi informatici e altre attività illegali, ha sottolineato che tali transazioni lasciano comunque tracce digitali.

Le tracce sulla blockchain restano visibili

Secondo il ministero, gli indirizzi crittografici possono creare un certo grado di separazione tra l'attività dei wallet e l'identità reale di una persona, ma questa separazione non equivale a un vero anonimato. Le reti blockchain conservano gli storici delle transazioni su registri pubblici, ha affermato la nota, e gli investigatori possono analizzare tali record e combinarli con altri dati per ricostruire il movimento dei fondi.

È proprio questa trasparenza strutturale a distinguere le blockchain pubbliche dal contante: gli indirizzi dei wallet sono pseudonimi e non anonimi, e ogni trasferimento è registrato in modo permanente su un registro condiviso che chiunque può consultare. È anche il motivo per cui l'analisi on-chain è diventata uno strumento abituale nelle indagini finanziarie: gli stessi record che verificano le transazioni possono mappare come i fondi si spostano tra wallet e servizi.

Il ministero ha inoltre richiamato l'attenzione su exchange di criptovalute e interfacce di pagamento, osservando che le conversioni tra valute virtuali e valute fiat possono generare informazioni aggiuntive, inclusi record relativi a dispositivi e connessione internet.

La Cina inasprisce le restrizioni sulle criptovalute

L'avviso segue un irrigidimento della posizione restrittiva sulleute virtuali da parte delle autorità cinesi all'inizio di quest'anno. A febbraio, diversi ministeri hanno ribadito che Bitcoin, Ether e Tether non hanno lo status legale di valuta fiat in Cina, aggiungendo che le attività commerciali correlate alle valute virtuali condotte sul territorio nazionale costituiscono attività finanziarie illegali. Tali misure hanno esteso il focus normativo ad aree tra cui le stablecoin e la tokenizzazione di asset del mondo reale.

Le misure di febbraio si sono basate su un quadro precedente: la Cina ha vietato il trading e il mining di criptovalute nel 2021, e i regolatori hanno mantenuto tale posizione restrittiva da allora, collocando le attività in valuta virtuale al di fuori del sistema finanziario formale del Paese.

Il Ministero della Sicurezza di Stato ha anche segnalato i rischi legati alla custodia delle chiavi private. Gli individui che perdono o divulgano le proprie chiavi private possono perdere in modo permanente il controllo dei propri asset, mentre il ricorso alle piattaforme introduce rischi separati di controparte.

L'ultima dichiarazione rafforza un messaggio più ampio delle autorità cinesi: l'uso delle criptovalute non cancella automaticamente le tracce finanziarie né elimina l'esposizione legale. Per gli investigatori blockchain, la trasparenza e la permanenza dei dati sulle transazioni possono invece fornire prove per tracciare come gli asset digitali si spostano tra wallet e servizi.