La Cina fissa il 2030 come scadenza per la rete blockchain nazionale mantenendo intatto il divieto sulle criptovalute
Punti chiave
- •Il 15° Piano Quinquennale per l'Informatizzazione Nazionale della Cina, emanato il 23 ottobre dalla Commissione Centrale per gli Affari di Cyberspazio, fissa il 2030 come scadenza per completare sostanzialmente una rete blockchain nazionale.
- •Il piano tratta la blockchain come parte di uno sforzo più ampio di infrastrutture digitali che comprende anche 6G, intelligenza artificiale, sistemi di calcolo e misure rafforzate di cybersecurity in 10 aree di attività chiave.
- •Gli standard tecnici per blockchain, sistemi operativi e database sono una priorità dichiarata, poiché le specifiche condivise determinano se sistemi blockchain costruiti separatamente possano interconnettersi tra le reti governative e industriali.
- •L'implementazione della blockchain è mirata ad applicazioni aziendali, del settore pubblico e industriali, con il piano che la collega alla digitalizzazione industriale e all'attività economica basata sui dati anziché ai mercati delle criptovalute.
- •A febbraio 2026, le autorità finanziarie cinesi hanno ribadito che le attività in valuta virtuale, inclusi i servizi legati a Bitcoin, Ether e stablecoin, sono attività finanziarie illegali, mantenendo il divieto del 2021 su trading e mining di criptovalute.

La Cina ha collocato una rete blockchain nazionale al centro della propria mappa di infrastrutture digitali nazionali, fissando la scadenza del 2030 per completarne in gran parte la realizzazione. L'obiettivo figura nel 15° Piano Quinquennale per l'Informatizzazione Nazionale del paese, pubblicato il 23 ottobre dalla Commissione Centrale per gli Affari di Cyberspazio, il massimo regolatore internet della Cina.
Secondo la nuova strategia digitale quinquennale, Pechino mira a compiere progressi significativi verso l'informatizzazione entro il 2030, completando il rollout delle infrastrutture di comunicazione di nuova generazione e costruendo sostanzialmente una rete blockchain nazionale, come indicato nel piano ufficiale. I Piani Quinquennali sono i documenti programmatici di vertice della Cina, quindi un obiettivo blockchain scritto in tale documento porta con sé il sostegno della pianificazione nazionale anziché una direttiva di un singolo settore. Accanto a 6G, intelligenza artificiale e altre tecnologie, la blockchain fa parte dello sforzo del paese per aggiornare le infrastrutture digitali e implementare sistemi internet intelligenti.
Blockchain ancorata agli obiettivi infrastrutturali del 2030
Il piano invita inoltre la Cina a rafforzare il proprio panorama tecnologico interno e a sviluppare prodotti competitivi a livello globale in settori come circuiti integrati, nuovi display, tecnologia blockchain e intelligenza artificiale. Gli standard tecnici sono un'altra priorità: i funzionari cinesi hanno dichiarato che il paese migliorerà gli standard in aree come blockchain, sistemi operativi, database e altre tecnologie digitali di base. L'enfasi sugli standard è importante perché le specifiche condivise determinano se sistemi blockchain costruiti separatamente possano interconnettersi tra le reti governative e industriali.
L'ambito va oltre una singola rete
L'iniziativa non si limita a un singolo livello di infrastruttura blockchain. Secondo il documento ufficiale, la blockchain è integrata nell'infrastruttura applicativa, con inclusi anche una rete nazionale di calcolo e lo sviluppo di reti intelligenti. Il piano collega inoltre l'implementazione della blockchain alla digitalizzazione industriale più ampia e all'attività economica basata sui dati, ampliando l'obiettivo del 2030 oltre un singolo progetto di rete autonomo.
Pechino sta impiegando la tecnologia dei registri distribuiti per support applicazioni aziendali, del settore pubblico e industriali, anziché per gestire mercati aperti di criptovalute. In questo quadro, la blockchain funge da infrastruttura — non da concorrente delle criptovalute né da canale per il trading di asset digitali.
Il divieto sulle criptovalute resta fermo
Il nuovo obiettivo blockchain non è segno di una riapertura del mercato crypto della Cina nella terraferma. A febbraio 2026, le autorità finanziarie cinesi hanno ribadito che le attività che coinvolgono valute virtuali sono attività finanziarie illegali. La politica si applica ai servizi legati alle criptovalute, inclusi Bitcoin, Ether e stablecoin, nonché alla supervisione della tokenizzazione non autorizzata di asset del mondo reale.
Questa demarcazione definisce l'approccio della Cina: la tecnologia blockchain è benvenuta, ma un ambiente di trading crypto decentralizzato non lo è. Le regolamentazioni del 2026 includono un divieto per le istituzioni finanziarie di fornire servizi alle imprese di valuta virtuale, insieme a un limite persistente sul mining di criptovalute. La posizione è coerente con il divieto nazionale su trading e mining di criptovalute imposto dalle autorità nel 2021, ribadito ancora una volta dalla dichiarazione di febbraio 2026.
Una componente di uno stack digitale più ampio
Blockchain 2030 è un elemento di una strategia nazionale che copre anche 6G, sistemi di calcolo, sistemi di intelligenza artificiale e misure rafforzate di cybersecurity. Secondo il piano ufficiale, ci sono 10 aree di attività chiave per la Cina, relative a infrastrutture, innovazione tecnologica, industrie digitali, governance, coordinamento regionale, sicurezza, standard tecnici e altri settori.
Le implicazioni per le criptovalute sono evidenti. La Cina continua a rafforzare la distinzione tra infrastruttura blockchain permissioned e applicazioni permissioned delle tecnologie tokenizzate — ampliando la prima mantenendo le seconde strettamente limitate. Tra la pubblicazione del piano e la scadenza del 2030, il lavoro sugli standard e la realizzazione delle infrastrutture che descrive sono i marker concreti di come la rete nazionale prenderà forma nella pratica.
Fonte: Crypto Ninjas