NotizieMacroCathie Wood: la Federal Reserve improbabile che stringa nel 2026 tra boom della produttività e calo dell'inflazione

Cathie Wood: la Federal Reserve improbabile che stringa nel 2026 tra boom della produttività e calo dell'inflazione

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • Cathie Wood ritiene che la campagna di rialzi dei tassi della Fed si sia conclusa, rendendo un'ulteriore stretta nel 2026 di fatto impensabile.
  • I dati Truflation di inizio gennaio 2026 indicavano un tasso di inflazione dell'1,7% e Wood prevede che l'inflazione potrebbe scendere alla fascia 0–1% man mano che i guadagni di produttività accelerano.
  • Wood prevede una crescita della produttività su base annua del 4–6%, guidata principalmente dai progressi nell'intelligenza artificiale, rispetto alla media storica statunitense di circa 1,5–2%.
  • Wood si aspetta che la disoccupazione superi il 5% nel breve termine, ma lo considera una giustificazione per tagli dei tassi che potrebbero alimentare una ripresa economica nel secondo semestre del 2026.
  • Le prospettive ottimistiche di Wood contrastano con quelle di economisti di spicco che avvertono che deficit fiscali e deglobalizzazione potrebbero mantenere l'inflazione strutturalmente elevata.
Cathie Wood: la Federal Reserve improbabile che stringa nel 2026 tra boom della produttività e calo dell'inflazione

L'AD e chief investment officer di ARK Invest Cathie Wood sostiene che il ciclo di stretta monetaria della Federal Reserve ha esaurito il suo corso, rendendo ulteriori rialzi dei tassi nel 2026 di fatto impensabili. Wood, la cui società è strettamente associata agli investimenti tematici nelle tecnologie dirompenti, è stata una coerente sostenitrice dello scenario deflattivo per tutto il periodo post-pandemia.

Wood ha descritto l'economia statunitense come una "molla compressa" pronta a un'impennata di crescita, trainata dall'accelerazione della produttività, dal calo dell'inflazione e dagli effetti persistenti di un prolungato rallentamento economico.

Una recessione continua di tre anni

L'argomentazione di Wood parte da quella che lei definisce una recessione continua di tre anni. L'economia statunitense, a sua valutazione, ha assorbito l'impatto cumulativo delle interruzioni delle catene di approvvigionamento post-COVID unito alla campagna di rialzi dei tassi più aggressiva della storia recente. La Federal Reserve ha portato il proprio tasso di riferimento dallo 0,25% di marzo 2022 al 5,5% entro luglio 2023.

I danni economici, rileva Wood, sono stati tangibili. L'attività immobiliare è calata di circa il 40%, raggiungendo livelli non più visti dal 2010, mentre il settore manifatturiero è rimasto in una contrazione prolungata.

Allentamento delle pressioni inflazionistiche

Sull'inflazione, Wood fa riferimento ai dati Truflation di inizio gennaio 2026 che mostrano un tasso di inflazione dell'1,7%. Truflation, una piattaforma di monitoraggio dell'inflazione in tempo reale che aggrega dati sui prezzi in modo indipendente rispetto ai rapporti governativi ufficiali, è stata citata da diversi analisti di mercato come alternativa a maggiore frequenza rispetto all'Indice dei prezzi al consumo del Bureau of Labor Statistics. Wood suggerisce che l'inflazione generale potrebbe persino diventare negativa man mano che i guadagni di produttività accelerano. Le sue proiezioni collocano l'inflazione dei costi del lavoro unitari a circa l'1,2%, con un percorso plausibile verso un'inflazione complessiva nella fascia 0–1%.

In quelle condizioni, sostiene Wood, una Federal Reserve guidata da Kevin Warsh passerebbe decisamente dal rigore monetario a politiche volte a incoraggiare la crescita economica. Warsh, ex membro del Consiglio della Federal Reserve in carica dal 2006 al 2011, è stato ampiamente indicato come possibile successore del presidente Jerome Powell.

L'IA come catalizzatore della produttività

La produttività è al centro della tesi macroeconomica di Wood. Prevede una crescita della produttività su base annua del 4–6%, alimentata principalmente dai progressi nell'intelligenza artificiale e nelle tecnologie correlate. Per confronto, la crescita della produttività statunitense ha registrato storicamente una media di circa 1,5–2% all'anno. L'ultima impennata sostenuta della produttività di entità paragonabile si è verificata durante il boom tecnologico della fine degli anni '90, quando i incrementi su base annua hanno superato brevemente il 3%.

Wood prevede una crescita nominale del PIL del 6–8% e una crescita reale prossima al 5%, descrivendo l'ambiente risultante come "Goldilocks" — una combinazione di espansione robusta e inflazione contenuta.

Disoccupazione e venti a favore delle politiche

Wood prevede che la disoccupazione superi il 5,0% nel breve termine. Lungi dal segnare un deterioramento, considera l'aumento della disoccupazione come una giustificazione aggiuntiva per la Fed per tagliare i tassi, ponendo potenzialmente le basi per una forte ripresa economica nel secondo semestre del 2026.

Cita inoltre deregolamentazione e tagli fiscali come venti a favore delle politiche che potrebbero rafforzare la ripresa una volta che prenda slancio.

Implicazioni per i mercati

Sul reddito fisso, Wood suggerisce che un'inflazione in avvicinamento allo zero o al di sotto sarebbe favorevole per le obbligazioni, in particolare per i Treasury a lunga scadenza. Per quanto riguarda le risorse digitali, cita Bitcoin esclusivamente come potenziale strumento di diversificazione di portafoglio, con il proprio quadro macroeconomico non dipendente da alcun catalizzatore specifico delle criptovalute. Le prospettive di Wood contrastano con le opinioni di diversi economisti di spicco che hanno ammonito come deficit fiscali persistenti e pressioni di deglobalizzazione possano mantenere l'inflazione strutturalmente elevata, un dibattito che i dati in arrivo nel corso del 2026 saranno probabilmente chiamati a chiarire.