Indagine OSC: il 25% dei canadesi ora detiene criptoasset, più del doppio rispetto ai livelli del 2023
Punti chiave
- •Il sondaggio 2026 dell’OSC sugli crypto-asset ha rilevato che il 25% dei canadesi possiede criptovalute, più del doppio rispetto al tasso misurato nel 2023.
- •L’OSC ha attribuito la crescita della detenzione alla maggiore consapevolezza e all’ottimismo verso gli asset cripto, non a un catalizzatore specifico.
- •Il Canada ha approvato nel 2021 il primo ETF spot su Bitcoin del Nord America e gli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum quotati in Canada continuano a offrire un’esposizione retail regolamentata.
- •I Canadian Securities Administrators avevano in precedenza richiesto alle piattaforme di trading crypto di presentare impegni pre-registrazione, ridefinendo quali piattaforme siano disponibili per gli utenti canadesi.
- •I risultati dell’OSC potrebbero influenzare future decisioni normative mentre la commissione valuta se le misure di protezione degli investitori siano allineate agli attuali livelli di partecipazione.

Un canadese su quattro possiede ora criptovalute, secondo una nuova ricerca della Ontario Securities Commission (OSC), un dato che rappresenta più del doppio del tasso di detenzione registrato dall’autorità nel 2023 e segnala uno spostamento delle detenzioni di asset digitali dai margini al comportamento retail mainstream.
La rilevazione proviene dall’ultimo sondaggio dell’OSC sugli crypto-asset, pubblicato il 28 luglio 2026, che ha misurato la proprietà di criptovalute tra i canadesi al 25%. La commissione ha inquadrato il risultato come parte di una tendenza più ampia di crescente consapevolezza, detenzione e ottimismo verso gli asset cripto, secondo il suo annuncio ufficiale. Il rapporto di ricerca completo è disponibile sul sito dell’OSC.
Confronto del dato del 25% con il 2023
Il dato principale è una misura di detenzione basata su sondaggio, non un movimento di mercato. L’OSC riferisce che la quota attuale di canadesi che detiene cripto è più del doppio rispetto al livello misurato nel 2023, un cambiamento monitorato attraverso i cicli di sondaggio e non tramite le fluttuazioni giornaliere dei prezzi.
Quel ritmo di cambiamento è il segnale più chiaro nei dati: l’esposizione retail canadese alle cripto è circa raddoppiata tra le due rilevazioni. L’OSC attribuisce lo spostamento alla crescente consapevolezza e detenzione, non a un singolo catalizzatore, e il sondaggio non indica una causa specifica oltre a queste conclusioni.
Implicazioni per le politiche crypto canadesi e per le piattaforme
Poiché i dati provengono da un’autorità di vigilanza sui titoli, la loro rilevanza riguarda la supervisione e la protezione degli investitori più che i prezzi dei token. Tassi di detenzione più elevati aumentano la posta in gioco per gli obblighi di informativa e adeguatezza, dal momento che un numero crescente di famiglie canadesi detiene ora asset monitorati dall’OSC.
Il Canada si è già affermato come uno dei primi mercati a offrire accesso regolamentato agli crypto-asset. L’OSC ha approvato nel 2021 il primo ETF spot su Bitcoin del Nord America e, da allora, gli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum quotati in Canada hanno fornito agli investitori retail un’esposizione negoziata in borsa all’interno degli attuali quadri normativi sui titoli. Il dato del 25% suggerisce che l’adozione si è estesa ben oltre gli investitori che utilizzano questi veicoli quotati, includendo potenzialmente la custodia diretta sugli exchange e su altre piattaforme.
Una partecipazione retail più forte ha implicazioni anche per le piattaforme che обслужano gli utenti canadesi, inclusi exchange, fornitori di wallet e altri service provider di asset digitali. I Canadian Securities Administrators (CSA) in precedenza avevano richiesto alle piattaforme di trading di crypto-asset operanti in Canada di presentare impegni pre-registrazione o affrontare misure di enforcement, un processo che ha ridefinito quali piattaforme restano accessibili agli utenti canadesi. I dati più recenti dell’OSC potrebbero informare la prossima fase di questo approccio regolamentare mentre la commissione valuta se le attuali misure di protezione degli investitori siano commisurate alla scala della partecipazione. Le autorità di altre giurisdizioni stanno ricalibrando i propri quadri normativi con l’espandersi dell’adozione. La Corea del Sud, ad esempio, prevede di applicare dal 2027 una tassa del 22% sui guadagni crypto superiori a 2,5 milioni di won, e il volume di trading domestico nel paese è diminuito del 54,6% nella prima metà dell’anno.
Il sondaggio dell’OSC indica che il Canada si trova ora in una posizione simile, in cui la proprietà retail è sufficientemente ampia da influenzare le priorità di politica pubblica. L’adozione nei mercati regolamentati passa sempre più spesso attraverso prodotti supervisionati, richiamando sviluppi come i flussi netti in entrata degli ETF spot su XRP negli Stati Uniti, che convogliano la domanda retail in strumenti favorevoli alla supervisione.
La ricerca non fornisce alcuna reazione in termini di prezzo, capitalizzazione di mercato o volume di trading collegata al dato sulla detenzione, per cui qualsiasi valutazione del suo impatto resta ancorata ai trend di adozione e alla rilevanza regolamentare. I dati dell’OSC stabiliscono la scala della partecipazione canadese agli crypto-asset; il modo in cui la commissione reagirà seguirà da questa base.
Disclaimer: Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Fai sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni.