Cama si adatta alle mutevoli esigenze del packaging del caffè
Punti chiave
- •L’alluminio sta guadagnando terreno nel packaging del caffè come materiale che preserva meglio protezione del prodotto, qualità e appeal a scaffale rispetto a molte soluzioni riciclabili alternative.
- •Cama afferma che le capsule autoprotettive restano una sfida tecnica quando non integrano proprietà barriera sufficienti e richiedono un imballaggio esterno aggiuntivo.
- •L’azienda si concentra sul packaging secondario e terziario per sacchetti, capsule, contenitori, stickpack e pod, con una forte attenzione alle soluzioni in cartone riciclato.
- •Cama ha implementato sistemi Industry 4.0 e sta sviluppando il suo Machine Enhancement Program per supportare scambio dati, manutenzione predittiva e prestazioni operative.
- •L’MEP combina tecnologie come Augmented Reality, Digital Twin, cambio formato automatico, caricamento automatico di scatole e palletizzazione collaborativa.

Flessibilità e digitalizzazione sono al centro dell’attenzione di Cama mentre l’azienda lavora per rispondere alle esigenze in evoluzione del packaging nel settore del caffè.
Il leader italiano del packaging sta rispondendo a un settore che sta ripensando il modo in cui i prodotti vengono confezionati, protetti e presentati. Secondo Sergio Cornago, Sales Manager di Cama, il settore del caffè è cambiato in modo significativo negli ultimi anni, spinto dall’evoluzione delle scelte di materiali, dalle maggiori esigenze di efficienza e dalla necessità di una maggiore flessibilità produttiva.
Uno sviluppo chiave è stato il crescente focus sulla riduzione degli sprechi e sull’adozione di materiali riciclabili. Questo ha accelerato i cambiamenti nel packaging primario, con l’alluminio che sostituisce sempre più la plastica, mentre le soluzioni riciclabili alternative non hanno ancora raggiunto in modo costante gli standard prestazionali richiesti dal mercato.
Cornago indica lo sviluppo di capsule autoprotettive come una delle principali sfide tecniche in questa transizione. Quando nella capsula non sono integrate adeguate proprietà barriera e protettive, i produttori hanno spesso dovuto fare affidamento su un imballaggio esterno aggiuntivo, con conseguenze sia sull’efficienza della linea sia sulla qualità del prodotto.
In questo scenario, l’alluminio è emerso come la soluzione più efficace, offrendo una combinazione di protezione del prodotto, mantenimento della qualità e maggiore appeal a scaffale.
Su questo sfondo, il recente confronto con il settore a Interpack ha fornito ulteriori indicazioni su come il mercato stia evolvendo. Cornago evidenzia una rinnovata attività dei clienti, segnalando una crescente fiducia in tutto il comparto del packaging.
Una tendenza significativa è il ritorno da parte dei grandi brand di una quota maggiore di produzione all’interno dell’azienda, insieme a una più ampia diversificazione dei formati di packaging secondario. Questo riflette un cambiamento più ampio verso la consolidazione e una maggiore flessibilità operativa nelle attività di confezionamento del caffè.
In questo panorama in continua evoluzione, Cama continua a concentrarsi sulle applicazioni di packaging secondario e terziario, coprendo formati come sacchetti, capsule, contenitori, stickpack e pod.
“Cama ha sempre avuto una posizione forte nel packaging secondario e terziario, con una vera attenzione alle soluzioni in cartone riciclato che offrono vantaggi sia in termini ambientali sia per il prodotto finale”, afferma Cornago.
Ma oltre alla scelta dei materiali, l’approccio dell’azienda si basa sulla collaborazione. “Ciò che davvero ci distingue è la nostra capacità di lavorare fianco a fianco con i clienti per sviluppare soluzioni di packaging in base alle loro esigenze specifiche”, spiega.
La flessibilità è diventata un requisito distintivo in tutto il settore del caffè. La crescente diversità di prodotti e formati richiede sistemi in grado di rispondere rapidamente senza interrompere le operazioni. In risposta, Cama sviluppa sistemi su misura, orientati all’applicazione, anziché configurazioni standardizzate, supportando i clienti con soluzioni progettate intorno a casi d’uso specifici.
Questo approccio si applica a un’ampia gamma di clienti, dai piccoli operatori ai grandi brand, con l’obiettivo di allineare le prestazioni del packaging a obiettivi aziendali più ampi.
“Ogni soluzione viene sviluppata in base alle esigenze specifiche del cliente e lavoriamo a stretto contatto con lui per assicurarci che il risultato finale sia coerente con i suoi requisiti produttivi, gli obiettivi di packaging e il posizionamento di mercato”, afferma Cornago.
Oltre alla flessibilità, questi sistemi offrono una serie di vantaggi operativi, tra cui migliore accessibilità, minori esigenze di manutenzione, ergonomia migliorata ed efficienza costantemente elevata. Stanno inoltre influenzando lo sviluppo stesso del packaging. Attraverso una stretta collaborazione con i grandi brand, Cama ha perfezionato i formati di confezionamento per supportare una presentazione più premium, mantenendo al tempo stesso le prestazioni protettive richieste durante trasporto e movimentazione.
Automazione e digitalizzazione sono da tempo un pilastro centrale dell’approccio di Cama, con l’azienda che continua a sviluppare soluzioni mirate a migliorare efficienza, affidabilità e prestazioni operative lungo le linee di confezionamento.
Negli ultimi anni, questo orientamento è stato ulteriormente rafforzato dall’implementazione di soluzioni Industry 4.0, che consentono il pieno scambio di dati su consumi, output e prestazioni, supportando al tempo stesso strategie di manutenzione preventiva e predittiva.
Mentre il settore si muove verso l’Industry 5.0 – dove l’attenzione va oltre la sola performance produttiva per includere sostenibilità, adattabilità e migliori condizioni di lavoro – Cama ha tradotto questi principi in un quadro pratico, orientato all’applicazione, attraverso il suo MEP (Machine Enhancement Program).
Progettato come piattaforma scalabile sia per nuove installazioni sia per applicazioni di retrofit, l’MEP si concentra sull’ottimizzazione dell’uso di materiali, energia, tempo e spazio. La sua struttura è pensata per consentire un’adozione rapida e offrire miglioramenti misurabili in aree come il cambio formato, la qualità di processo e la continuità produttiva.
In questo senso, il programma rappresenta un’implementazione concreta dei concetti di Industry 5.0, combinando tecnologie avanzate con una forte enfasi su efficienza operativa, sostenibilità e supporto agli operatori.
L’MEP integra attualmente una serie di soluzioni avanzate, tra cui guida in Augmented Reality, funzionalità di Digital Twin, Automatic Format Changeover, Automatic Carton Loading e Collaborative Palletising, con ulteriori moduli in fase di sviluppo.
Questo approccio riflette una visione più ampia in cui l’automazione non è solo uno strumento per migliorare l’efficienza del sistema, ma anche un mezzo per aumentare l’intelligenza complessiva del processo e consentire ambienti produttivi più reattivi e sostenibili.
All’interno di questo quadro, l’automazione è progettata per lavorare insieme agli operatori, migliorando sicurezza, ergonomia e qualità complessiva del lavoro, riducendo al contempo le attività ripetitive e a basso valore e consentendo al personale di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.
Mentre il settore del caffè continua a evolversi, il packaging sta diventando una leva fondamentale per bilanciare efficienza, sostenibilità e differenziazione del prodotto. In questo contesto, la capacità di combinare automazione avanzata e progettazione orientata all’applicazione sarà decisiva.
Per Cama, l’obiettivo rimane quello di fornire soluzioni che non solo rispondano alle esigenze attuali, ma anticipino anche la prossima fase di trasformazione dell’intero settore.
Per maggiori informazioni, visitare camagroup.com
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nell’edizione July/August 2026 di Global Coffee Report. Leggi di più qui .