Michael Burry attacca l'accordo AI da 500 miliardi di Nvidia definendolo una 'farsa di Wall Street' che ricorda il 2008
Punti chiave
- •Michael Burry ha ampliato la sua scommessa ribassista su Nvidia acquistando ulteriori opzioni put, sostenendo finanziariamente le sue critiche pubbliche alla strategia di finanziamento delle infrastrutture AI dell'azienda.
- •Nvidia ha firmato accordi preliminari con sei grandi società di gestione degli asset per consentire alle aziende di finanziare la costruzione di data center attraverso prestiti istituzionali invece del proprio capitale.
- •La struttura di finanziamento richiede a Nvidia di detenere il 25% di partecipazione nelle joint venture e di riacquistare o riaffittare le GPU se i progetti finanziati falliscono.
- •La Banca dei Regolamenti Internazionali ha avvertito che le Business Development Companies detengono 115 miliardi di dollari in prestiti a società software, rappresentando oltre l'80% della loro esposizione tecnologica, con rischi sottostimati se l'AI generativa compromette i ricavi dei mutuatari.
- •Le azioni Nvidia sono salite del 16,62% dall'inizio dell'anno fino a chiudere a 217,50 dollari, indicando che la maggior parte degli investitori rimane indifferente alle preoccupazioni sollevate da Burry e da altri veterani del mercato.

Michael Burry, l'investitore celebre per la sua scommessa preveggente contro il mercato immobiliare statunitense in vista del collasso del 2008, ha aspramente criticato il piano di Nvidia di facilitare oltre 500 miliardi di dollari in finanziamenti per infrastrutture di intelligenza artificiale, paragonandolo all'ingegneria finanziaria complessa che ha preceduto la crisi finanziaria globale.
Burry, che gestisce Scion Asset Management e in passato ha attirato l'attenzione per i suoi avvertimenti su fondi indiciali, criptovalute e valutazioni speculative delle società tecnologiche, ha progressivamente concentrato i propri commenti pubblici su ciò che considera rischi sistemici in crescita sotto il boom dell'AI.
In un post su X, Burry ha descritto l'accordo come una "farsa di Wall Street", tracciando parallelismi tra la struttura di finanziamento focalizzata sull'AI e gli strumenti collateralizzati che hanno contribuito al collasso di quasi due decenni fa.
La partnership di Nvidia con sei colossi finanziari
Nvidia ha stipulato accordi preliminari con sei grandi società di gestione degli asset: Apollo Global Management, BlackRock, Blackstone, Brookfield Asset Management, Goldman Sachs e KKR. Le partnership sono progettate per consentire alle aziende di finanziare la costruzione di data center attraverso prestiti istituzionali piuttosto che attingendo al proprio capitale aziendale.
L'iniziativa arriva mentre le maggiori società cloud e tecnologiche — tra cui Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon — hanno collettivamente impegnato centinaia di miliardi di dollari in spese in conto capitale legate all'AI nei prossimi anni, esercitando una domanda straordinaria sull'offerta di chip e sulla capacità dei data center.
Il CEO di Nvidia Jensen Huang ha definito l'iniziativa rivoluzionaria, affermando che segna "la prima volta che i chip tecnologici diventano una classe di attività in cui investire", collocando di fatto i semiconduttori allo stesso livello delle infrastrutture tradizionali.
La struttura di finanziamento sotto esame
Secondo l'accordo, Nvidia assumerebbe posizioni di partecipazione del 25% nelle joint venture e stabilirebbe un "meccanismo di valore residuo" che obbligherebbe l'azienda a riacquistare o riaffittare le GPU in caso di fallimento dei progetti.
Burry ha condiviso sui social media un'analisi visiva che illustra quella che considera una catena finanziaria circolare e troppo indebitata. Secondo il suo schema, il capitale delle rendite pensionistiche scorre attraverso enti di riassicurazione internazionali, viene amplificato tramite titoli garantiti da attività e finanzia infine gli acquisti di GPU per clienti tra cui xAI di Elon Musk.
Ha citato un'operazione specifica in cui una entità finalizzata ha acquisito processori GB200 di Nvidia per un valore di 5,4 miliardi di dollari — parte della piattaforma di architettura Blackwell di nuova generazione di Nvidia — per affittarli a xAI, la startup di intelligenza artificiale di Musk fondata nel 2023, per l'infrastruttura del suo supercomputer AI Grok.
Burry ha messo in guardia i suoi follower con un riferimento pungente: "Meet the new Boss. Same as the old Boss", suggerendo che l'industria finanziaria non ha cambiato fondamentalmente il proprio ricorso a prodotti strutturati complessi dalla crisi del 2008.
Preoccupazioni più ampie da parte di veterani del mercato e regolatori
Burry non è il solo a nutrire riserve. Il veterano stratega di mercato Ed Yardeni ha descritto la risposta degli investitori agli accordi preliminari come tiepida e ha messo in guardia contro "un po' di esagerazione".
La ricerca di Goldman Sachs indica che l'emissione di debito legata alle infrastrutture AI ha raggiunto circa 500 miliardi di dollari nel 2026, con i team del reddito fisso dell'azienda che segnalano le preoccupazioni degli investitori relative a scadenze prolungate ed esposizione concentrata a specifici emittenti.
Separatamente, la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) ha avvertito che le Business Development Companies hanno concesso prestiti per 115 miliardi di dollari a società software, rappresentando oltre l'80% della loro esposizione al settore tecnologico. La BIS ha rilevato che i disagi derivanti dall'AI generativa potrebbero erodere i ricavi di questi mutuatari software, creando rischi sottostimati nei mercati del credito privato.
L'avvertimento della BIS sottolinea una questione più ampia che incombe sullo sviluppo dell'AI: se le aziende che si indebitano pesantemente per acquistare GPU genereranno ricavi sufficienti da prodotti e servizi AI per ripagare tale debito, una preoccupazione che si estende oltre il bilancio di Nvidia stessa all'intera catena di prestatori, locatori e utenti finali.
Risposta del mercato e posizione di Burry
Le azioni Nvidia sono salite del 16,62% dall'inizio dell'anno, chiudendo a 217,50 dollari nella seduta di martedì. Il titolo ha guadagnato circa l'1,17% nelle contrattazioni pre-market di mercoledì, suggerendo che gli investitori stanno in gran parte ignorando gli avvertimenti di Burry.
Burry, tuttavia, ha sostenuto la propria posizione scettica con capitale. Ha recentemente ampliato la sua posizione ribassista su Nvidia acquistando ulteriori opzioni put — contratti che aumentano di valore se il titolo sottostante scende — sull'azione.