Brasile e Argentina puntano più a fondo sulle stablecoin mentre il FMI segnala lacune di vigilanza
Punti chiave
- •Il FMI ha affermato che le stablecoin e altri asset digitali sono diventati il principale canale per trasferire denaro dentro e fuori dal Brasile.
- •Il FMI ha avvertito che la supervisione brasiliana dei virtual asset service providers presenta ancora lacune nella protezione degli utenti, negli standard di custodia, nella tracciabilità dei fondi e nei controlli antiriciclaggio.
- •Due gruppi bancari argentini starebbero sviluppando stablecoin ancorate al peso per usi istituzionali come operazioni di tesoreria, pagamenti on-chain e prestiti con collateral.
- •La banca centrale argentina vieta alle banche private di offrire direttamente servizi crypto dal maggio 2022, anche se il divieto potrebbe essere riesaminato.
- •The Digital Chamber ha affermato che il volume delle transazioni in stablecoin in America Latina ha raggiunto $324 billion nel 2025, con Brasile e Argentina responsabili della maggior parte dei flussi crypto regionali.

Le due maggiori economie del Sud America stanno accelerando il loro passaggio verso alternative basate su asset digitali, con Brasile e Argentina che emergono come gli ultimi punti di tensione nella spinta della regione verso la tecnologia finanziaria.
Il cambiamento è stato ribadito questa settimana dopo che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha affermato che i rail crypto gestiscono ora la maggior parte dei trasferimenti transfrontalieri di fondi del Brasile. Quasi contemporaneamente, sono emerse notizie secondo cui gruppi bancari argentini stanno sviluppando le proprie stablecoin in peso, nonostante l’attuale divieto della banca centrale per le banche private di offrire direttamente servizi crypto. Nel complesso, questi sviluppi mostrano come le stablecoin stiano passando da strumento di pagamento di nicchia a componente più visibile del dibattito bancario e di policy della regione.
I trasferimenti transfrontalieri del Brasile si basano sempre più sulle crypto
Nell’ultimo Financial System Stability Assessment del Brasile, il FMI ha affermato che gli asset digitali, in particolare le stablecoin, sono diventati il principale modo in cui il denaro entra ed esce dal Brasile. Il rapporto indica che l’utilizzo è cresciuto costantemente dal 2017 e ha ormai superato i canali tradizionali.
La prima analisi di questo tipo sull’economia brasiliana dal 2018 ha inoltre indicato costi di trasferimento più bassi e vantaggi fiscali come fattori alla base dell’adozione delle stablecoin da parte di aziende e utenti retail.
Il FMI solleva preoccupazioni su vigilanza e supervisione
Il Fondo ha affermato di aver riscontrato correlazioni tra la domanda di stablecoin e indicatori economici più ampi, tra cui l’S\u0026P 500, l’indice di volatilità VIX, il prezzo di Bitcoin, i tassi di cambio, i tassi d’interesse e i cambiamenti delle politiche fiscali. Secondo il FMI, questi legami mostrano come gli asset digitali si siano inseriti nella struttura economica più ampia del Brasile.
Allo stesso tempo, il FMI ha avvertito che la Banca Centrale del Brasile non ha coperto pienamente alcune aree nella sua supervisione dei virtual asset service providers. Le criticità segnalate includevano:
- Protezione legale insufficiente per gli utenti
- Standard poco chiari per la gestione degli asset in custodia
- Carenze nell’applicazione del Travel Rule
- Ritardi nella tracciabilità dei trasferimenti di fondi e negli standard antiriciclaggio
Il Congresso brasiliano sta già lavorando a una normativa per portare gli asset digitali sotto una copertura legale più chiara. Il disegno di legge 4308/2024 dovrebbe definire in modo esplicito i confini giuridici per le stablecoin, anche se nel Paese esiste già una spinta a non classificarle come moneta elettronica.
Il FMI ha affermato che colmare queste lacune richiederà ai regolatori brasiliani di condividere le responsabilità di reporting con controparti estere.
Le grandi banche argentine preparano token ancorati al peso
In Argentina, due conglomerati bancari starebbero preparando stablecoin ancorate al peso destinate alle istituzioni e non ai risparmiatori comuni, secondo Iproup. I token previsti sarebbero utilizzati per operazioni di tesoreria, pagamenti attivati da eventi on-chain e prestiti con collateral.
Uno dei gruppi è BIND Group, che gestisce oltre $2 billion in assets e possiede BIND Banco Industrial. Sta costruendo il proprio token tramite BEN, un virtual asset service provider interno. La mossa segue notizie precedenti secondo cui il gruppo bancario aveva avviato una partnership con Circle per servire clienti istituzionali.
L’altro gruppo è The Petersen Group, che possiede e gestisce diverse banche regionali. Sta portando avanti un prodotto separato chiamato DIPE, con il supporto di Lirium, una società crypto-as-a-service. Il progetto dispone già di un whitepaper.
I vincoli attuali e i possibili cambiamenti regolamentari in Argentina
La banca centrale argentina vieta alle banche private di offrire direttamente servizi crypto dal maggio 2022, motivo per cui entrambe le istituzioni stanno incanalando i loro piani attraverso società controllate.
Questi espedienti potrebbero diventare meno rilevanti se la banca centrale confermerà le indiscrezioni secondo cui sta valutando di revocare il divieto. Tuttavia, la situazione resta incerta. Il regolatore dei mercati finanziari argentino ha bloccato la stablecoin argt peso, affermando che si trattava di un titolo offerto senza la conformità richiesta.
Il caso delle stablecoin in valuta locale
Il dibattito regionale più ampio ruota attorno alla scelta se l’America Latina debba continuare a fare affidamento su stablecoin ancorate al dollaro o sviluppare alternative domestiche.
Scrivendo per il World Economic Forum, il fondatore e CEO di Ripio Sebastián Serrano ha affermato che monete ancorate al dollaro come USDT di Tether si sono diffuse in America Latina come copertura contro l’inflazione. Tuttavia, ha avvertito che fare affidamento su dollari digitali emessi all’estero indebolisce gli strumenti dei policymaker per gestire l’offerta monetaria domestica. Serrano ha invece sostenuto stablecoin garantite da valute locali.
La scala dell’adozione evidenzia la posta in gioco. The Digital Chamber ha affermato che il volume delle transazioni in stablecoin in America Latina ha raggiunto $324 billion nel 2025, in aumento dell’89% su base annua. Ha aggiunto che le stablecoin hanno rappresentato oltre il 90% dei flussi crypto in Brasile e più del 60% in Argentina. Il rapporto ha inoltre indicato che il 71% delle istituzioni latinoamericane utilizza già stablecoin per i pagamenti transfrontalieri, il tasso più alto di qualsiasi regione.