Il cartellone delle mele di Bonghwa illumina Times Square con il messaggio «Non facciamo pubblicità»
Punti chiave
- •Un annuncio pubblicitario in lingua coreana per le mele di Bonghwa è apparso su un cartellone digitale di Times Square con il messaggio ironico «Le mele di Bonghwa sono deliziose, ma non facciamo pubblicità».
- •La campagna è stata ideata e finanziata personalmente da Kim Su-sung, funzionario di 27 anni del Centro per la Tecnologia Agraria di Bonghwa, che ha pagato circa 230 dollari di tasca propria.
- •L'annuncio mirava a generare attenzione in Corea del Sud e ad accrescere la notorietà della specialità locale, non a rivolgersi direttamente ai consumatori statunitensi.
- •Il post su Instagram della contea sul cartellone ha ricevuto più di 7.000 like, e un video che lo mostrava ne ha raccolti oltre 4.000, con reazioni online straordinariamente positive.
- •Le brevi apparizioni sugli schermi di Times Square prenotate tramite piattaforme online costano molto meno delle migliaia di dollari al giorno richieste per le posizioni di primo piano di lunga durata sui cartelloni.

BONGHWA, provincia del Gyeongsang Settentrionale — Un annuncio pubblicitario in lingua coreana per le mele di Bonghwa, una contea della provincia del Gyeongsang Settentrionale, è apparso su un cartellone digitale nel cuore di Times Square a New York, attirando l'attenzione per il suo messaggio non convenzionale: «Le mele di Bonghwa sono deliziose, ma non facciamo pubblicità».
La promozione a basso costo fa da esempio ad altri enti locali
Il cartellone promuove le mele di Bonghwa, una specialità locale della regione sudorientale della Corea del Sud. Bonghwa è una contea rurale e montuosa nota per i suoi meleti d'alta quota. Invece di proporre un consueto messaggio di vendita, dichiara: «Le mele di Bonghwa sono deliziose, ma non facciamo pubblicità», creando un ribaltamento ironico — una formula autocontraddittoria talvolta descritta nel settore pubblicitario come «antipubblicità», che trasforma lo scetticismo del pubblico verso il marketing nel messaggio promozionale stesso.
La campagna è emersa giovedì, quando le foto che documentano l'annuncio sono state pubblicate sull'account Instagram di «Bongsungi», il personaggio promozionale ufficiale della contea di Bonghwa. Nelle immagini, la parola «Bonghwa» appare in blu e «mela» in rosso, con un design che ricorda la bandiera nazionale coreana. Nell'annuncio compare anche l'immagine di una mela di Bonghwa.
Secondo il post su Instagram, l'idea è nata da Kim Su-sung, un funzionario di 27 anni che lavora nella Divisione Distribuzione e Colture Speciali del Centro per la Tecnologia Agraria di Bonghwa. Secondo quanto riportato, avrebbe pagato circa 230 dollari di tasca propria per l'annuncio. Tale cifra è una frazione di quanto costano in genere le posizioni di primo piano a Times Square — gli spazi di lunga durata sui cartelloni più grandi del quartiere sono quotati a migliaia di dollari al giorno — ma le brevi apparizioni sui suoi schermi possono essere prenotate tramite piattaforme online per cifre paragonabili al budget di Kim, ed è così che campagne con budget ridotti riescono talvolta ad arrivare in uno dei distretti pubblicitari più costosi al mondo.
Kim ha dichiarato che la campagna non intendeva rivolgersi direttamente ai consumatori negli Stati Uniti. L'obiettivo era invece far comparire le mele di Bonghwa su un cartellone pubblicitario nel mezzo di Times Square, generare attenzione in Corea e, in ultima analisi, accrescere la notorietà della specialità locale.
«Se non ci spingiamo fino a questo punto, nessuno riconoscerà mai le mele di Bonghwa», ha scritto Kim su Instagram, spiegando la motivazione alla base dell'insolita campagna.
La pubblicità sembra aver dato i suoi frutti. Alle 16:30 di venerdì, il post su Instagram che annunciava il cartellone di Times Square aveva ricevuto più di 7.000 like, mentre un video che mostrava il cartellone a Times Square ne aveva raccolti più di 4.000.
Le reazioni online sono state straordinariamente positive, con commentatori che hanno scritto: «Con tutto questo impegno, devo assaggiare le mele di Bonghwa», «Promuovete subito questo funzionario» e «Bonghwa diventerà famosa grazie a questa cosa».
La campagna è da allora divenuta un esempio inatteso di come un piccolo ente locale possa usare un'idea semplice e di grande impatto per generare visibilità a livello nazionale a un costo relativamente basso. Rientra inoltre in una tendenza più ampia in Corea del Sud, dove enti locali e loro funzionari compaiono sempre più spesso come protagonisti di video promozionali scherzosi e post sui social media per aiutare le colture speciali regionali a distinguersi in un mercato interno affollato. Resta da vedere se il clamore online si tradurrà in una domanda duratura per le mele di Bonghwa, anziché in un momento virale passeggero.
Questo articolo si basa su un reportage dell'Hankook Ilbo, pubblicazione sorella di The Korea Times, tradotto da un sistema di intelligenza artificiale generativa e revisionato da The Korea Times. Fonte: The Korea Times