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Blockstream respinge la richiesta di una ricompensa dopo la restituzione di 3.400 BTC al wallet Liquid

Autore: CoinLineup·

Punti chiave

  • •Secondo i report, circa 3.400 BTC sono stati restituiti a un wallet della federazione Liquid il 7 settembre 2026.
  • •È stato riferito che circa 598,5 BTC restavano ancora dovuti dopo il prelievo di quasi 4.000 BTC, sebbene le cifre non siano state confermate da un audit completo.
  • •Blockstream ha definito la richiesta una domanda di riscatto e ha respinto la descrizione della sottrazione e della ritenzione non autorizzata degli asset come attività white-hat.
  • •I termini della richiesta restano non verificati, comprese le dichiarazioni su una ricompensa del 10% e su una cifra separata di $50 milioni.
  • •Blockstream ha avvertito gli utenti di non rispondere a messaggi non sollecitati che chiedano trasferimenti di fondi, frasi di recupero, rimborsi, un nuovo peg o l’installazione di software.
Blockstream respinge la richiesta di una ricompensa dopo la restituzione di 3.400 BTC al wallet Liquid

Blockstream ha respinto la richiesta di una ricompensa avanzata da un attaccante che ha sottratto bitcoin dalla Liquid Network, nonostante la restituzione segnalata di 3.400 BTC. La società ha dichiarato che la sottrazione e la ritenzione non autorizzata degli asset costituiscono un crimine, anziché una divulgazione di sicurezza in buona fede o un’attività “white-hat”.

Blockstream, la società che gestisce Liquid, descrive la rete come una “sidechain” collegata a Bitcoin, progettata per supportare trasferimenti più rapidi e privati. Nell’incidente, alcuni fondi sono stati sottratti dalla rete prima che, secondo quanto riportato, venisse richiesto un pagamento in cambio della loro restituzione.

Blockstream afferma che non pagherà

L’11 settembre 2026, Blockstream ha dichiarato in un comunicato pubblicato su X che non avrebbe pagato la ricompensa richiesta. Il post della società recitava:

To those responsible for the theft of bitcoin from the Liquid Network: Blockstream will not pay a ransom for the return of stolen funds. Taking assets without authorization and withholding their return is a crime, not responsible disclosure. It is not white-hat activity. It is… — Blockstream (@Blockstream) September 11, 2026

Il comunicato è disponibile su @Blockstream on X. Blockstream ha definito la richiesta una domanda di riscatto e ha dichiarato che collaborerà con le autorità, gli exchange e gli specialisti forensi. Non sono state rese pubbliche accuse penali né una specifica agenzia incaricata dell’applicazione della legge.

Il rifiuto della società è seguito alla restituzione segnalata della maggior parte dei bitcoin coinvolti. Un report dell’11 settembre di crypto.news ha riferito che 3.400 BTC sono stati restituiti a un wallet della federazione Liquid il 7 settembre 2026.

Movimenti segnalati e saldo ancora dovuto

I bitcoin restituiti non rappresentavano tutti i fondi che, secondo quanto riferito, avevano lasciato il wallet. crypto.news ha dichiarato che quasi 4.000 BTC sono stati prelevati dal wallet della federazione il 6 settembre 2026. Si tratta di una stima riportata, non del risultato di un audit transazione per transazione.

Sia crypto.news sia Unchained hanno indicato l’importo ancora dovuto in circa 598,5 BTC. La cifra di “600 BTC” citata di frequente è quindi arrotondata e non dovrebbe essere considerata un saldo osservato esatto.

La distinzione tra la restituzione segnalata e il saldo ancora dovuto è rilevante dal punto di vista operativo: i report disponibili descrivono un recupero parziale, non la conferma che tutti i bitcoin interessati siano stati restituiti. Una rendicontazione completa dipende ancora da registri delle transazioni verificati e da ulteriori informazioni sui fondi rimanenti.

La cronologia disponibile stabilisce che la restituzione dei 3.400 BTC ha preceduto il rifiuto pubblico della richiesta da parte di Blockstream. Non stabilisce però con precisione quando sia stata avanzata la richiesta di ricompensa né chi controllasse il wallet che ha ricevuto o restituito i fondi.

Unchained ha attribuito la ricostruzione dei movimenti a SideSwap, un servizio di trading Liquid. Secondo tale ricostruzione, 4.000 L-BTC hanno raggiunto il servizio peg-out di SideSwap alle 14:05 UTC, seguiti dal pagamento di circa 4.000 BTC 23 minuti dopo. Secondo quanto riportato, SideSwap ha dichiarato che i propri sistemi e la propria Peg-out Authorization Key non erano stati compromessi.

I dettagli della richiesta restano non confermati

La controversia riguarda anche il modo in cui descrivere la persona o il gruppo responsabile della transazione. Una richiesta di pagamento avanzata dopo la sottrazione di fondi è diversa dalla partecipazione a un programma ufficiale di bug bounty, nell’ambito del quale una società invita i ricercatori a segnalare vulnerabilità e concorda in anticipo un eventuale compenso. Non è stato reso pubblico alcun accordo che autorizzasse l’attaccante a trattenere le monete.

La richiesta precisa è stata documentata solo parzialmente. crypto.news ha riferito che messaggi on-chain chiedevano una ricompensa del 10% finanziata da Blockstream. Tuttavia, i messaggi originali e il denominatore esatto utilizzato per il calcolo non sono stati verificati in modo indipendente.

Alcuni report hanno parlato di una richiesta da $50 milioni. Questa cifra proveniva da un report bloccato e, sulla base delle informazioni non confermate citate nel materiale di origine, non può essere considerata un importo accertato.

Anche esponenti del settore hanno messo in discussione la descrizione dell’incidente come attività white-hat. Unchained ha riferito che Charles Guillemet, Chief Technology Officer di Ledger, ha contestato tale definizione e ha dichiarato che una ricompensa negoziata relativa alle monete trattenute appariva più simile a un’estorsione. Si tratta di una parafrasi attribuita a Guillemet, non di una citazione diretta.

Blockstream lancia un avvertimento sul phishing

Blockstream ha inoltre messo in guardia gli utenti da possibili truffe basate sull’impersonificazione dopo l’incidente. Nel suo avviso di sicurezza del 9 settembre, la società ha dichiarato che alcuni impostori si spacciavano per Liquid, Blockstream e il personale di supporto.

Blockstream ha dichiarato che l’incidente non richiedeva agli utenti di trasferire fondi, inserire una frase di recupero, verificare un rimborso, effettuare nuovamente il peg degli asset o installare software inviato via email. I messaggi che chiedono agli utenti di compiere queste azioni sono probabilmente truffe, non comunicazioni legittime della società.

Gli utenti dovrebbero ignorare le richieste non sollecitate e verificare le informazioni esclusivamente attraverso i canali ufficiali. Tentativi simili di impersonificazione si sono verificati durante altri incidenti di sicurezza, comprese le false richieste ufficiali segnalate in relazione a Revolut.

Restano irrisolti diversi dettagli importanti, tra cui l’esatta ricompensa richiesta, le motivazioni complete alla base del rifiuto di Blockstream e la destinazione finale delle monete ancora dovute. I prossimi sviluppi verificabili sarebbero la conferma dei movimenti segnalati dei wallet, il chiarimento dei termini della richiesta e qualsiasi risultato forense o delle autorità reso pubblico. La società continua a descrivere la sottrazione e la ritenzione degli asset come un crimine, mentre i movimenti dei wallet, i termini della richiesta e l’attribuzione restano soggetti a verifica.

Per un contesto più ampio sul mercato, al momento della stesura Bitcoin veniva scambiato vicino a $77,139 e risultava poco variato nella giornata, secondo CoinGecko. Tale prezzo riflette le condizioni di mercato prevalenti e non dovrebbe essere interpretato come una reazione all’incidente di Liquid.

Questo articolo ha esclusivamente finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria o d’investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Svolgere sempre ricerche indipendenti prima di prendere decisioni.