NotizieCryptoBlockstream respinge la richiesta di una ricompensa del 10% per i 598,5 BTC dell’exploit di Liquid

Blockstream respinge la richiesta di una ricompensa del 10% per i 598,5 BTC dell’exploit di Liquid

Autore: CryptoMeter io·

Punti chiave

  • •Blockstream ha rifiutato di pagare la ricompensa del 10% richiesta dal gruppo che detiene circa 598,5 BTC dell’exploit di Liquid, esortando invece gli autori a restituire volontariamente i fondi.
  • •L’exploit del 6 settembre ha sottratto circa 4.000 BTC, allora valutati circa $320 milioni, attraverso l’elaborazione di L-BTC non validi nel sistema peg-out di Liquid; le indagini hanno attribuito l’incidente a una vulnerabilità software, non alla compromissione della chiave di autorizzazione di SideSwap.
  • •Gli autori si sono inizialmente dichiarati hacker white-hat e hanno restituito 3.400 BTC dopo che Blockstream ha confermato l’applicazione delle patch di sicurezza ai nodi bridge interessati, trattenendo circa 598,5 BTC dal valore vicino a $47 milioni.
  • •Blockstream ha definito un crimine, e non una divulgazione responsabile, la presa e la trattenuta non autorizzata degli asset e intende valutare il coinvolgimento di forze dell’ordine, exchange di criptovalute, fornitori di servizi e specialisti di analisi forense della blockchain se i fondi non verranno restituiti.
  • •Liquid ha sospeso l’attività della rete dopo l’exploit e resta soggetta a restrizioni mentre gli sviluppatori e i membri della federazione preparano un riavvio sicuro.
Blockstream respinge la richiesta di una ricompensa del 10% per i 598,5 BTC dell’exploit di Liquid

Blockstream ha respinto la richiesta di una ricompensa del 10% avanzata dal gruppo che detiene circa 600 BTC rimasti dall’exploit della scorsa settimana ai danni di Liquid Network. La società ha dichiarato che non pagherà per recuperare i Bitcoin e ha invece esortato gli autori a restituire volontariamente i fondi.

La controversia fa seguito a un exploit del 6 settembre che ha sottratto circa 4.000 BTC dal wallet della federazione di Liquid. All’epoca, i Bitcoin rubati valevano circa $320 milioni. Liquid ha sospeso l’attività della rete dopo aver scoperto l’incidente.

Blockstream respinge la richiesta di pagamento

Gli autori si erano inizialmente identificati come hacker white-hat. Hanno restituito 3.400 BTC dopo che Blockstream ha confermato che i nodi bridge interessati avevano ricevuto le patch di sicurezza. Tuttavia, circa 598,5 BTC risultano ancora non restituiti. Ai prezzi di mercato recenti, i Bitcoin rimanenti valevano circa $47 milioni.

In seguito, il gruppo ha chiesto a Blockstream una ricompensa del 10% e ha avvertito che gli utenti di Liquid avrebbero potuto subire una perdita del 15% se la controversia non fosse stata risolta. Blockstream ha respinto la proposta.

“Prendere asset senza autorizzazione e trattenerne la restituzione è un crimine, non una divulgazione responsabile”, ha dichiarato Blockstream in un comunicato. La società ha aggiunto di considerare i Bitcoin rimanenti come rubati, anziché idonei a una legittima ricompensa per la segnalazione di una vulnerabilità.

Proseguono gli sforzi di recupero

Blockstream ha dichiarato di aver dialogato in buona fede con gli autori mentre tentava di recuperare i fondi degli utenti. La società intende ora perseguire altre strade se i Bitcoin non verranno restituiti.

Tali iniziative potrebbero coinvolgere le forze dell’ordine, gli exchange di criptovalute, i fornitori di servizi e gli specialisti di analisi forense della blockchain. L’obiettivo sarebbe rintracciare i Bitcoin rimanenti e identificare i responsabili.

L’exploit originale ha coinvolto l’elaborazione di L-BTC non validi attraverso il sistema peg-out di Liquid. Le indagini hanno collegato l’incidente a una vulnerabilità software, piuttosto che alla compromissione della chiave di autorizzazione di SideSwap.

Liquid ha proseguito il lavoro sulla sicurezza dopo l’exploit. La rete resta inoltre soggetta a restrizioni mentre gli sviluppatori e i membri della federazione preparano un riavvio sicuro.

La controversia evidenzia una sfida per la sicurezza delle criptovalute: alcuni soggetti possono sfruttare una vulnerabilità, restituire la maggior parte dei fondi e poi chiedere un compenso per gli asset trattenuti. In questo caso, Blockstream ha chiarito di non riconoscere i Bitcoin rimanenti come una ricompensa autorizzata.

Fonte: CryptoMeter