NotizieCryptoIl rifiuto del riscatto da parte di Blockstream per l’exploit di Liquid da 600 BTC resta non confermato

Il rifiuto del riscatto da parte di Blockstream per l’exploit di Liquid da 600 BTC resta non confermato

Autore: CoinWy·

Punti chiave

  • •Le segnalazioni secondo cui Blockstream avrebbe respinto una richiesta di riscatto per un exploit della Liquid Network, insieme alla cifra di 600 BTC, non sono state confermate da alcuna dichiarazione originale o prova on-chain.
  • •L’unica comunicazione verificata di Blockstream è un avviso di phishing del 9 settembre 2026, con cui la società ha riconosciuto l’incidente e invitato gli utenti a non agire sulla base di messaggi non richiesti provenienti da soggetti impersonatori.
  • •Non sono stati identificati hash di transazioni, indirizzi di wallet o registri di blockchain explorer che dimostrino che i 600 BTC costituiscano un saldo confermato on-chain.
  • •Secondo il sito ufficiale di Liquid, i trasferimenti di asset emessi sono ripresi, ma i trasferimenti di LBTC e le operazioni di peg-out restano sospesi, indicando solo un recupero parziale dei servizi.
  • •I meccanismi dell’exploit, l’entità della perdita e lo stato del riscatto o del recupero dei fondi restano non dimostrati nel materiale disponibile.
Il rifiuto del riscatto da parte di Blockstream per l’exploit di Liquid da 600 BTC resta non confermato

Secondo alcune segnalazioni, Blockstream avrebbe rifiutato una richiesta di riscatto collegata a un exploit della Liquid Network che coinvolgerebbe 600 BTC ancora rimanenti. Tuttavia, il rifiuto non è stato confermato in modo indipendente. L’unica comunicazione pubblica attualmente verificata della società è un avviso di phishing, mentre i termini del riscatto, lo stato del recupero e i meccanismi del presunto exploit restano non dimostrati.

Cosa è stato riferito

Un titolo ampiamente diffuso afferma che Blockstream avrebbe respinto una richiesta di riscatto collegata all’exploit della Liquid Network e include la frase “Restituite i bitcoin”. Secondo segnalazioni non confermate, la formulazione proverrebbe da Blockstream. Tuttavia, non sono stati verificati alcuna dichiarazione originale, alcun portavoce identificato o alcuna data di pubblicazione; pertanto, la frase dovrebbe essere considerata un’espressione da titolo e non una citazione confermata.

Il titolo fa inoltre riferimento a 600 BTC come all’ammontare rimanente dopo l’exploit. Non stabilisce che 600 BTC rappresentino l’importo del riscatto e il materiale disponibile non fornisce alcuna ricostruzione dell’incidente che indichi la perdita iniziale, i recuperi precedenti, la custodia degli asset o l’entità della richiesta.

La comunicazione verificata di Blockstream

La comunicazione pubblica verificata di Blockstream è un avviso di sicurezza del 9 settembre 2026, presentato come un alert di phishing. Nell’avviso, la società ha riconosciuto un recente incidente sulla Liquid Network e si è identificata come fornitore tecnico di Liquid. L’avviso afferma che gli utenti non devono trasferire fondi, inserire una frase di recupero, verificare un rimborso, effettuare il re-peg degli asset o installare software inviato via email.

Blockstream ha inoltre avvertito che soggetti che si spacciano per Liquid, Blockstream e il personale di supporto stavano utilizzando email, siti web copiati e messaggi diretti. La società ha dichiarato che non chiederà mai agli utenti una frase di recupero o un PIN e non chiederà loro di inviare fondi a qualcuno. L’avviso è disponibile sul blog ufficiale di Blockstream.

L’avviso di sicurezza riconosce un incidente, ma non spiega come si sia verificato. Non stabilisce inoltre se sia stato compromesso il protocollo Liquid in sé, anziché un componente correlato. Anche gli asset e gli utenti coinvolti restano non verificati sulla base delle prove disponibili.

Cosa indica la cifra di 600 BTC

L’uso della parola “rimanenti” non indica quanti bitcoin siano stati sottratti inizialmente né se siano stati restituiti dei fondi. Nel materiale disponibile non sono stati identificati hash di transazioni, indirizzi di wallet o registrazioni di blockchain explorer collegati all’incidente a sostegno della cifra di 600 BTC. Pertanto, tale importo non dovrebbe essere considerato un saldo confermato on-chain.

Anche una conversione in dollari richiederebbe un prezzo documentato al momento del trasferimento rilevante. Un riferimento generale al fatto che Bitcoin sia scambiato al livello attuale, o a livelli superiori a quelli osservati nei precedenti cicli di mercato, non dimostrerebbe un collegamento con questo incidente né fornirebbe una base per valutare la presunta perdita o il riscatto.

Le informazioni disponibili non mostrano inoltre se i 600 BTC menzionati siano ancora sotto il controllo di una determinata parte, se siano state avviate attività di recupero o se sia stata formalmente presentata una richiesta di riscatto. Il riferimento del titolo a un rifiuto non risolve di per sé nessuna di queste questioni.

Stato dei servizi di Liquid e interrogativi sul recupero

Una presunta richiesta di restituzione dei fondi non costituisce una prova del loro recupero. Il titolo disponibile non fornisce alcun esito confermato del recupero e non sono presenti dichiarazioni di supporto, registri di transazioni o aggiornamenti investigativi che dimostrino la restituzione di bitcoin.

L’avviso pubblico di Liquid offre i dettagli operativi verificati più chiari. Il sito ufficiale di Liquid afferma che i trasferimenti di asset emessi sono ripresi, mentre i trasferimenti di LBTC (Liquid Bitcoin) e le operazioni di peg-out restano sospesi. Ciò indica un ripristino parziale dei servizi, ma non conferma il recupero dei fondi oggetto della controversia.

Qualsiasi affermazione secondo cui i bitcoin sarebbero stati restituiti richiederebbe una dichiarazione diretta supportata da prove di transazione. Analogamente, eventuali affermazioni su negoziati ancora in corso richiederebbero dichiarazioni documentate. Nessuna delle due è disponibile nel materiale esaminato. Ulteriori chiarimenti dipenderebbero da una ricostruzione verificata dell’incidente, da registri on-chain identificabili o da successivi aggiornamenti ufficiali sui servizi sospesi di Liquid e sulle eventuali attività di recupero.

L’interruzione segue una precedente segnalazione secondo cui la Liquid Network si era fermata dopo un ingente prelievo di bitcoin, ma tale segnalazione non dimostra in modo indipendente i meccanismi dell’exploit, l’entità di eventuali perdite o lo stato del presunto riscatto. Sebbene in passato gli incidenti alle infrastrutture abbiano coinciso con movimenti più ampi dei mercati, in questo caso non è stata verificata alcuna reazione di mercato specificamente attribuibile all’incidente.

Al momento, il presunto rifiuto del riscatto, la cifra di 600 BTC e lo stato del recupero restano non confermati. Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi.