BitMEX chiuderà nel settembre 2026 dopo il fallimento del processo di vendita durato due anni
Punti chiave
- •BitMEX chiuderà il 23 settembre 2026 dopo che un tentativo di vendita durato due anni per circa 1 miliardo di dollari non si è concluso con alcun accordo.
- •I co-fondatori Arthur Hayes, Ben Delo e Samuel Reed hanno mantenuto una quota di maggioranza dopo essersi allontanati dalle operazioni nel 2020, complicando le trattative di acquisizione perché non gestivano più l’attività.
- •Tutti e tre i co-fondatori si sono dichiarati colpevoli di violazioni del Bank Secrecy Act e BitMEX ha pagato 100 milioni di dollari nel 2021 per chiudere le accuse civili della CFTC e della FinCEN relative alla gestione di una piattaforma non registrata e a carenze AML.
- •BitMEX ha lanciato lo swap perpetuo XBTUSD nel 2016, creando un prodotto finanziario che oggi rappresenta la grande maggioranza del volume globale di trading dei derivati cripto, ma l’exchange non è riuscito a mantenere la propria posizione competitiva contro rivali più grandi e decentralizzati.
- •Il mercato più ampio delle fusioni e acquisizioni nel settore crypto rimane attivo nel 2026, con 144 accordi annunciati per un valore di 11,8 miliardi di dollari, in aumento del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

BitMEX, l’exchange di derivati su criptovalute che ha introdotto il perpetual futures contract, chiuderà il 23 settembre 2026 dopo che un tentativo durato due anni di vendere la società si è concluso senza un accordo. La società madre, HDR Global Trading, ha annunciato la decisione il 24 luglio a seguito di una revisione strategica. Le nuove registrazioni di account sono state sospese immediatamente.
🚨BREAKING: BitMEX's $1 BILLION sale collapses as buyers walk away.
Potential buyers, including Exodus, reportedly walked away over founder control, BitMEX's collapsing market share, and lingering legal and reputational concerns.
BitMEX once handled roughly 57% of global crypto… pic.twitter.com/rdCZZGslpj
— Coin Bureau (@coinbureau) August 8, 2026
Perché la vendita è fallita
Diversi potenziali acquirenti, tra cui la piattaforma di pagamenti in criptovalute Exodus, si sono ritirati dalle trattative. Una fonte a conoscenza dei colloqui ha indicato tre principali preoccupazioni tra gli acquirenti: la struttura proprietaria dei fondatori, un’attività in contrazione e questioni legali irrisolte.
I co-fondatori Arthur Hayes, Ben Delo e Samuel Reed si sono allontanati dalle attività quotidiane nel 2020 dopo che i pubblici ministeri statunitensi avevano presentato accuse penali contro di loro per il mancato impiego di procedure antiriciclaggio (AML). Tutti e tre si sono successivamente dichiarati colpevoli di violazioni del Bank Secrecy Act: Hayes ha ricevuto sei mesi di detenzione domiciliare e due anni di libertà vigilata, Delo 30 mesi di libertà vigilata e Reed 18 mesi di libertà vigilata. BitMEX ha inoltre accettato nel 2021 di pagare 100 milioni di dollari per risolvere parallelamente accuse civili della CFTC e della FinCEN relative alla gestione di una piattaforma di trading non registrata e a carenze AML. Nonostante la rinuncia al controllo operativo, i tre co-fondatori hanno mantenuto una quota di maggioranza nella società, complicando in modo significativo le trattative. In genere gli acquirenti cercano di legare una parte del corrispettivo al mantenimento dei dirigenti chiave dopo il closing, una struttura che diventa difficile quando i fondatori detengono il controllo azionario ma non gestiscono più l’attività.
BitMEX puntava a una valutazione di circa 1 miliardo di dollari, anche se non è chiaro se siano mai state presentate offerte formali. La banca d’investimento Broadhaven ha assistito il processo di vendita.
Il calo della quota di mercato ha aumentato la pressione
La posizione competitiva di BitMEX ha continuato a peggiorare per tutta la durata del tentativo di vendita. Con il trasferimento dei trader verso piattaforme più grandi come Binance e Bybit, oltre che verso exchange decentralizzati di perpetual futures, BitMEX ha perso costantemente quote di mercato. Questa contrazione continua ha reso gli acquirenti riluttanti a pagare una valutazione tipicamente riservata alle imprese in crescita.
L’exchange era un tempo una forza dominante nel trading di criptovalute. Nel 2016, BitMEX ha lanciato lo swap perpetuo XBTUSD, introducendo il perpetual futures contract, un prodotto finanziario che consente ai trader di mantenere posizioni con leva senza una data di scadenza. Oggi i perpetual contract rappresentano la grande maggioranza del volume di trading dei derivati cripto sugli exchange di tutto il mondo. BitMEX ha creato il modello che è diventato uno standard del settore, ma alla fine non è riuscita a mantenere la propria posizione di mercato.
Continuano i problemi legali
BitMEX deve ora affrontare una causa che sostiene che l’exchange abbia trattenuto il collaterale dei trader e partecipato a insider trading. Il reclamo afferma che i co-fondatori abbiano progettato la piattaforma per trattenere il collaterale dei clienti e trasferire il bitcoin in eccesso nel fondo assicurativo dell’exchange.
Con la chiusura ormai vicina, tutti gli utenti devono chiudere le posizioni e prelevare i fondi entro la scadenza del 23 settembre.
Quadro più ampio di M&A
Il più ampio mercato delle fusioni e acquisizioni nel settore crypto resta attivo anche con l’uscita di BitMEX. Secondo Architect Partners, nel 2026 fino a questo momento sono stati annunciati 144 accordi per un valore complessivo di 11,8 miliardi di dollari, pari a un aumento del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra le operazioni recenti figura l’acquisizione dell’exchange giapponese Bitbank da parte di SBI Holdings per 289 milioni di dollari.
La chiusura di BitMEX segna la fine di una piattaforma che ha contribuito a definire il trading dei derivati su criptovalute ma che non è riuscita a sopportare la crescente pressione legale e competitiva.