BitMEX affronta una class action negli USA per perdite da liquidazioni forzate pari a 622,66 BTC
Punti chiave
- •I ricorrenti BKX Services Inc. e David Namdar hanno depositato la class action presso la U.S. District Court for the Southern District of New York, denunciando perdite complessive pari a 622,66 BTC dovute a liquidazioni attivate in modo improprio.
- •La denuncia accusa BitMEX di aver consentito al proprio desk di trading interno di continuare a operare durante blocchi dei server che impedivano ai clienti ordinari di accedere ai conti o chiudere le posizioni.
- •La class action proposta riguarderebbe i clienti statunitensi che hanno acquistato prodotti swap BTC in transazioni risalenti al 23 luglio 2018.
- •BitMEX ha annunciato lo stesso giorno del deposito che avrebbe chiuso tutti i servizi il 23 settembre, a seguito di una revisione strategica condotta dal proprietario HDR Global Trading.
- •Una class action simile depositata nel 2020 è stata volontariamente archiviata senza pregiudizio nel giugno 2025, lasciando aperta la possibilità di nuove rivendicazioni basate su accuse correlate.

BitMEX affronta una nuova class action negli Stati Uniti che accusa l’exchange di derivati crypto di aver progettato liquidazioni forzate per appropriarsi delle garanzie in Bitcoin dei trader. La denuncia, depositata giovedì presso un tribunale federale di New York da BKX Services Inc. e David Namdar, sostiene che i ricorrenti abbiano perso oltre 622 BTC attraverso eventi di liquidazione che, a loro dire, sarebbero stati attivati e temporizzati in modo improprio.
Il deposito arriva mentre BitMEX si prepara a ridurre progressivamente le proprie attività. L’exchange ha annunciato che chiuderà dopo una revisione strategica condotta dal suo proprietario, HDR Global Trading, con la cessazione dei servizi prevista per settembre. Questa tempistica potrebbe incidere sul modo in cui gli utenti rimasti affronteranno posizioni contestate, richieste sulle garanzie e qualsiasi procedura amministrativa disponibile prima della chiusura della piattaforma.
Le accuse si concentrano su liquidazioni forzate e garanzie
Secondo la denuncia depositata presso la U.S. District Court for the Southern District of New York, i ricorrenti sostengono che BitMEX abbia liquidato automaticamente posizioni in circostanze non giustificate dal valore delle garanzie degli utenti. Il documento afferma che BitMEX consentiva una leva fino a 100 volte le garanzie degli utenti e poi eseguiva liquidazioni anche se, secondo i ricorrenti, le garanzie mantenevano un valore sostanzialmente superiore alle perdite infine imposte.
Nel trading di derivati crypto, la liquidazione forzata viene generalmente utilizzata per chiudere posizioni con leva quando il margine scende al di sotto dei livelli richiesti, limitando perdite che potrebbero incidere sulla piattaforma o su altri trader. La causa contesta il modo in cui tale processo avrebbe operato su BitMEX, concentrandosi sul fatto che le liquidazioni riflettessero il rischio del conto oppure fossero attivate in modalità vantaggiose per l’exchange.
I ricorrenti sostengono che il sistema di liquidazione di BitMEX abbia consentito all’exchange di trarre beneficio dalle liquidazioni forzate quando le garanzie dei clienti avrebbero dovuto rimanere sufficienti. Secondo l’accusa, dopo le liquidazioni, il fondo assicurativo di BitMEX assorbiva i Bitcoin residui, permettendo all’exchange di trarre profitto dagli eventi. La denuncia descrive tale struttura come un meccanismo che convertiva le posizioni dei clienti in guadagni per BitMEX.
Una parte centrale dell’accusa di frode riguarda le operazioni interne dell’exchange. I ricorrenti sostengono che un desk di trading interno avesse accesso a informazioni private dei clienti e potesse continuare a operare durante presunti “blocchi dei server” che impedivano agli utenti ordinari di accedere ai propri conti o chiudere le posizioni. La denuncia presenta tali eventi come parte di un sistema deliberato, e non come un malfunzionamento tecnico, sostenendo che BitMEX avesse sviluppato un assetto che traeva profitto dalle liquidazioni dei clienti.
I ricorrenti chiedono la restituzione dei Bitcoin e danni
La causa chiede la restituzione dei Bitcoin che, secondo i ricorrenti, sarebbero stati trattenuti tramite liquidazioni forzate, oltre a danni compensativi e punitivi. La class action proposta riguarderebbe i clienti statunitensi che hanno acquistato prodotti swap BTC in transazioni risalenti al 23 luglio 2018.
La denuncia afferma che BKX Services Inc. rivendica perdite di almeno 305,81 BTC, mentre Namdar sostiene di aver subito perdite superiori a 316,85 BTC. Nel complesso, le perdite denunciate ammontano a 622,66 BTC.
Il deposito richiama inoltre una precedente class action legata a BitMEX avviata nel 2020 da Brett Messieh e altri trader. Quel caso denunciava condotte simili e includeva rivendicazioni ai sensi del Commodity Exchange Act. La causa è stata volontariamente archiviata senza pregiudizio il 30 giugno 2025, lasciando aperta la possibilità di nuove azioni basate su accuse analoghe.
La causa arriva mentre BitMEX si prepara alla chiusura
La nuova denuncia è stata depositata lo stesso giorno in cui BitMEX ha annunciato pubblicamente il piano di chiusura dopo 11 anni di attività. BitMEX ha dichiarato che interromperà la fornitura dei servizi il 23 settembre, a seguito della revisione strategica di HDR Global Trading.
Nell’ambito della fase di dismissione, BitMEX ha smesso di accettare nuove registrazioni e prevede di impedire agli utenti di aprire nuove posizioni a partire dal 26 agosto. Cointelegraph ha riferito che l’annuncio della chiusura è stato seguito da un calo di circa il 90% del token di utilità BMEX di BitMEX.
La tempistica potrebbe creare problemi pratici per gli utenti con controversie irrisolte. Con la cessazione dei servizi prevista per settembre e il blocco dell’apertura di nuove posizioni prima di allora, gli utenti che ritengono che le garanzie siano state sottratte in modo improprio potrebbero dover fare affidamento su rimedi legali o su eventuali procedure residue dell’exchange disponibili durante la fase di dismissione.
Il caso potrebbe dipendere dai registri delle liquidazioni e dall’accesso alla piattaforma
Per i trader, la controversia probabilmente si concentrerà sul fatto che il processo di liquidazione di BitMEX riflettesse una normale gestione del rischio oppure, come sostengono i ricorrenti, che sistemi interni e accessi privilegiati abbiano prodotto esiti che i clienti ordinari non potevano evitare. L’accusa secondo cui i clienti non potevano chiudere le posizioni durante i “blocchi dei server”, mentre un desk interno avrebbe continuato a operare, dovrebbe diventare un punto chiave con l’avanzare del caso.
Per BitMEX, la causa cerca di qualificare la condotta denunciata come frode intenzionale e indica un importo rilevante di Bitcoin che sarebbe stato perso dai ricorrenti nominati. BitMEX non ha risposto alla richiesta di commento di Cointelegraph prima della pubblicazione del rapporto sul deposito.
Il caso si aggiunge al controllo di lunga data sugli exchange di derivati crypto, in particolare quando le liquidazioni dei clienti si intrecciano con interruzioni della piattaforma, problemi operativi o processi interni di market making. La struttura di class action proposta significa inoltre che la controversia potrebbe estendersi oltre i due ricorrenti nominati, se il tribunale consentirà ad altri clienti statunitensi con rivendicazioni simili su swap BTC di procedere congiuntamente. Mentre BitMEX si avvicina alla chiusura programmata, gli utenti interessati potrebbero dover decidere se promuovere azioni immediatamente, attendere gli sviluppi giudiziari o fare affidamento su eventuali procedure residue che l’exchange renderà disponibili prima della fine dei servizi.
La gestione iniziale della denuncia da parte del tribunale, incluse eventuali istanze relative alla certificazione della classe, determinerà come procederanno le accuse. Si prevede che le rivendicazioni saranno valutate alla luce dei registri tecnici relativi a liquidazioni, accesso ai conti e attività di trading nei periodi citati nella denuncia.