BitGo: senza autorizzazione esplicita non si toccano gli asset dei clienti
Punti chiave
- •I contratti di servizi di custodia di BitGo vietano all'azienda di accedere o impiegare gli asset dei clienti senza l'autorizzazione diretta del cliente, che ne mantiene la piena proprietà.
- •Gli asset dei clienti sono custoditi su base rigorosamente 1:1 senza reipotecazione e sono mantenuti in conti segregati, separati dal bilancio di BitGo.
- •BitGo si affida a portafogli multi-firma e multi-party computation, che limitano entrambi l'approvazione unilaterale delle transazioni, così nessuna singola parte può spostare fondi da sola.
- •BitGo dispone di una copertura assicurativa fino a 250 milioni di dollari presso Lloyd's di Londra, cifra che rappresenta un tetto massimo e non una garanzia contro tutte le possibili perdite.
- •La ribadizione arriva mentre BitGo si espande nel prime brokerage, nello staking e negli asset tokenizzati, mentre la sua divisione bancaria con licenza federale, BitGo Bank & Trust, NA, è vigilata dall'Office of the Comptroller of the Currency.

Il Chief Product Officer di BitGo, Eugene Hahr, ha ribadito che il custode di asset digitali opera strettamente in qualità di custode e non può accedere o ridistribuire gli asset dei clienti senza un'autorizzazione esplicita del cliente.
La dichiarazione giunge in un momento cruciale per l'azienda. BitGo sta puntando al prime brokerage, allo staking e agli asset tokenizzati — linee di business che spingono regolarmente i clienti istituzionali a porre una domanda fondamentale: dove si trovano realmente i loro fondi e chi è in grado di spostarli?
Impegni contrattuali, non affermazioni di marketing
Secondo BitGo, l'impegno è inscritto direttamente nei suoi contratti di servizi di custodia. Secondo tali contratti, BitGo non può accedere o impiegare gli asset dei clienti senza l'autorizzazione diretta del cliente.
La proprietà segue lo stesso principio. I clienti manteng la piena proprietà dei propri asset in ogni momento e non si verifica alcun trasferimento di proprietà quando i fondi vengono affidati alla custodia di BitGo.
BitGo precisa inoltre che gli asset sono custoditi su base rigorosamente 1:1 senza reipotecazione. Il termine indica la pratica con cui un custode prende gli asset che un cliente ha impegnato o depositato e li riutilizza per propri scopi, come prestarli o impiegarli come garanzia altrove. BitGo afferma che ciò non avviene con i fondi dei clienti: una moneta depositata significa una moneta custodita. Questa distinzione ha un peso nel settore. Il crollo del 2022 dell'exchange di criptovalute FTX, in cui i fondi dei clienti furono commisti e utilizzati da una società di trading affiliata, ha trasformato le politiche di segregazione e reipotecazione in domande standard di due diligence per gli allocatori istituzionali.
Gli asset dei clienti sono inoltre custoditi in conti segregati, il che significa che non vengono commisti con il bilancio stesso dell'azienda.
Inoltre, BitGo dichiara di disporre di una copertura assicurativa fino a 250 milioni di dollari presso Lloyd's di Londra. Tale cifra rappresenta un tetto massimo di copertura e non una garanzia che ogni possibile perdita venga integralmente risarcita.
La tecnologia che sostiene la carta
I contratti valgono quanto i sistemi che li supportano. BitGo si affida a due tecnologie per fondare le sue promesse: i portafogli multi-firma e la multi-party computation, comunemente abbreviata in MPC.
La multi-firma è l'equivalente cripto di un conto bancario cointestato che richiede più di una firma su ogni assegno. Una transazione va a buon fine solo quando più chiavi separate la approvano, così nessuna singola parte può spostare fondi da sola.
La MPC raggiunge un risultato simile per una strada diversa. Invece di utilizzare più chiavi complete, una chiave viene divisa matematicamente in porzioni detenute da parti diverse. Tali porzioni cooperano per firmare una transazione senza che la chiave completa esista mai in un unico luogo.
Entrambe le configurazioni limitano l'autorizzazione unilaterale delle transazioni, secondo BitGo. In pratica, l'azienda ha progettato i propri sistemi in modo da non poter spostare silenziosamente i fondi dei clienti per conto proprio, nemmeno se qualcuno internamente lo desiderasse.
Perché la custodia attira ora più attenzione
BitGo non è più soltanto una cassaforte. L'azienda si è espansa nei servizi di prime brokerage e di stablecoin, e sta sviluppando le offerte di staking e di asset tokenizzati.
BitGo dichiara di servire migliaia di clienti istituzionali. La sua divisione bancaria, BitGo Bank & Trust, NA, è un istituto con licenza federale vigilato dall'Office of the Comptroller of the Currency, o OCC, il regolatore statunitense che autorizza e supervisiona le banche nazionali.
Hahr ha inoltre sostenuto che una solida infrastruttura di custodia è essenziale per scalare le azioni tokenizzate nei mercati che operano senza interruzione. Le borse tradizionali chiudono di notte e nei fine settimana, mentre i mercati delle criptovalute non lo fanno mai. Se le azioni tokenizzate scambiano 24/7, anche l'infrastruttura che le supporta deve operare senza sosta. La spinta alla tokenizzazione fa parte di un cambiamento più ampio del settore: grandi gestori di asset, tra cui BlackRock, hanno lanciato fondi tokenizzati su blockchain pubbliche dal 2024.
Cosa significa per gli istituzionali e la corsa alla custodia
Per i clienti istituzionali, il messaggio riguarda il controllo. I fondi restano loro, rimangono segregati e non possono essere ridistribuiti senza la loro approvazione.
La tensione più interessante è commerciale. Il prime brokerage e lo staking sono tipicamente le aree in cui i custodi generano ricavi aggiuntivi, e in alcuni modelli di business tali ricavi derivano dal mettere al lavoro gli asset dei clienti. La posta in gioco di questa linea è nota dalla finanza tradizionale: i prime broker in quel contesto reipotecano abitualmente le garanzie dei clienti secondo accordi standard, e fallimento di Lehman Brothers nel 2008 ha lasciato alcuni clienti hedge fund come creditori non garantiti dopo la reipotecazione dei loro asset. BitGo segnala di fatto che intende crescere in queste aree senza oltrepassare la linea che separa il custode dall'utilizzatore dei fondi dei clienti. I clienti possono aderire volontariamente ad attività come lo staking, ma per impostazione predefinita nulla si muove senza di loro.
Il modo in cui BitGo strutturerà i prodotti opzionali come lo staking e gli asset tokenizzati — contesti in cui gli asset dei clienti sono, per progetto, messi al lavoro — e se ciascun utilizzo rimarrà subordinato a un'autorizzazione esplicita del cliente saranno la prova pratica di questi impegni proseguendo nell'espansione.