Rob Massey di Deloitte: cosa devono sapere gli investitori in Bitcoin sulla nuova guida fiscale dell'IRS
Punti chiave
- •La guida dell'IRS del 2014 classifica il Bitcoin come proprietà: vendite, scambi e pagamenti possono generare plusvalenze o minusvalenze che i contribuenti devono auto-dichiarare.
- •Il Infrastructure Investment and Jobs Act del 2021 ha introdotto il reporting dei broker tramite il modulo 1099-DA per le risorse digitali, ma non ci si attende che i documenti dei broker cogliano ogni transazione del contribuente.
- •Nessuna esenzione de minimis è stata approvata: anche i piccoli pagamenti in Bitcoin, come pagare un idraulico, sono tassabili e devono essere dichiarati.
- •I trasferimenti tra i wallet di uno stesso contribuente non coinvolgono alcun broker, lasciando ai possessori la responsabilità di identificare quali movimenti costituiscono eventi di realizzazione.
- •I professionisti chiedono ulteriori indicazioni dal Treasury su lending, natura e basis, mentre l'uso transfrontaliero è complicato dalla mancanza di convenzioni fiscali che coprano il Bitcoin.

Le regole fiscali sul Bitcoin hanno continuato a evolversi negli Stati Uniti, ma il sistema di auto-dichiarazione su cui poggia la tassazione federale non è cambiato, lasciando ai possessori di Bitcoin la responsabilità di identificare e dichiarare i propri eventi tassabili. Questo è stato il tema centrale di un'intervista con Rob Massey, che dal 2012 fornisce consulenza su temi fiscali legati alle criptovalute in Deloitte, pubblicata da Bitcoin Magazine.
Nella discussione, Massey spiega perché l'uso del Bitcoin come moneta crea un "nuovo muscolo" per la dichiarazione fiscale, quali trasferimenti tra wallet sono — e non sono — eventi di realizzazione, e perché i moduli 1099 dei broker non presenteranno mai il quadro completo dell'attività di un contribuente. Condivide inoltre l'unica cosa che chiederebbe ai Bitcoiner di sostenere, e non si tratta di un abrogazione.
L'intervista completa è disponibile su YouTube.
Secondo la guida dell'IRS emanata nel 2014, la valuta virtuale come il Bitcoin è trattata come proprietà ai fini dell'imposta federale sul reddito statunitense, il che significa che venderla, scambiarla o spenderla può generare plusvalenze o minusvalenze in capitale che i contribuenti devono dichiarare autonomamente. Separatamente, il Infrastructure Investment and Jobs Act del 2021 ha ampliato gli obblighi di reporting dei broker per includere le risorse digitali, dando origine al modulo 1099-DA — anche se, come nota Massey, non ci si attende che tali documenti dei broker cogliano l'intera portata delle transazioni di un contribuente. Anche con questi moduli in gioco, i trasferimenti tra i wallet di uno stesso contribuente non coinvolgono alcun broker — una delle ragioni per cui l'obbligo di auto-dichiarazione continua a gravare sul possessore.
Tra gli altri temi affrontati nella conversazione: l'assenza di qualsiasi esenzione de minimis approvata per le piccole transazioni in Bitcoin, con la raccomandazione di dichiarare tutto, grande o piccolo; le domande che i leader aziendali pongono ormai su ETF, leva finanziaria e lending in Bitcoin; la tassabilità dei pagamenti quotidiani come pagare un idraulico in Bitcoin; e la visibilità dell'IRS sull'attività registrata on-chain. Massey discute anche ciò che i professionisti chiederebbero al Treasury statunitense di chiarire — ulteriori indicazioni su lending, natura e basis — oltre alle considerazioni transfrontaliere, tra cui la mancanza di convenzioni fiscali che coprano il Bitcoin, la ritenuta alla fonte e le regole Subpart F. Queste richieste ancora aperte rendono ulteriori indicazioni del Treasury l'elemento da monitorare mentre le regole fiscali statunitensi sulle risorse digitali continuano a evolversi. L'intervista esamina inoltre come le multinazionali confrontano Bitcoin e stablecoin nei diversi corridoi di pagamento, come gestire transazioni rimaste a lungo non dichiarate, come un acquisto di pizza nel 2015, collaborando con un avvocato e un commercialista, ricostruendo una narrativa completa e regolarizzando la posizione, e come dimostrare il costo di base dopo anni di spostamenti di monete tra wallet.
Capitoli:
- 0:00 – Lo stato delle regole fiscali sul Bitcoin: auto-dichiarazione e transazioni di baratto
- 1:25 – Reporting dei broker, moduli 1099 e perché non saranno mai il quadro completo
- 2:06 – Nessuna esenzione de minimis è stata approvata: dichiarare tutto, grande o piccolo
- 3:00 – Cosa chiedono ora i leader aziendali: ETF, leva finanziaria e lending in Bitcoin
- 4:07 – Pagare l'idraulico è tassabile e l'IRS vede tutto on-chain
- 5:38 – Cosa chiedere al Treasury: più indicazioni su lending, natura e basis
- 6:51 – Bitcoin oltre confine: nessuna convenzione fiscale, ritenute e Subpart F
- 8:50 – Come le multinazionali confrontano Bitcoin e stablecoin per corridoio di pagamento
- 10:06 – Pizza del 2015 non dichiarata? Avvocato, commercialista, narrativa completa, regolarizzarsi
- 12:37 – Dimostrare il costo di base dopo anni di spostamenti di monete
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Questo post Rob Massey di Deloitte: cosa devono sapere gli investitori in Bitcoin sulla nuova guida fiscale dell'IRS è apparso per la prima volta su Bitcoin Magazine ed è stato scritto da Patrick Green.