Bitcoin scivola sotto i $63,000 mentre i deflussi dagli ETF e la proposta di indice MSCI pesano sul mercato
Punti chiave
- •Bitcoin ha scambiato sotto il livello di $63,000, toccando un minimo intraday di $62,470, mentre la capitalizzazione di mercato è rimasta sotto $1.27 trilioni e le perdite a sette giorni hanno raggiunto il 2.6%.
- •Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato oltre $131 milioni di deflussi netti giovedì, il secondo giorno consecutivo di rimborsi e la terza occorrenza nell'ultima settimana.
- •Circa $26 milioni in posizioni long su Bitcoin con leva sono stati liquidati in 24 ore, contribuendo a $94 milioni di liquidazioni long totali nel più ampio mercato delle criptovalute.
- •MSCI ha proposto nuove verifiche per le società non operative nei suoi Global Investable Market Indexes che probabilmente escluderebbero grandi detentori di asset digitali come Strategy e Metaplanet, con una decisione prevista per il 16 ottobre e possibili esclusioni a novembre.
- •Strategy ha espresso pubblicamente opposizione alla proposta di MSCI, affermando che gli asset digitali sono asset e che i provider di indici dovrebbero misurare i mercati invece di decidere quali asset le società possono detenere.

Bitcoin è scivolato sotto la soglia dei $63,000, toccando un minimo intraday di $62,470, mentre i persistenti deflussi dagli exchange-traded fund (ETF) spot e una nuova proposta dell'indice MSCI hanno aggiunto pressione al mercato. Gli ETF spot hanno registrato oltre $131 milioni di rimborsi netti giovedì.
La criptovaluta ha inizialmente tentato di consolidarsi sopra $63,000, ma ha incontrato una rinnovata pressione in vendita. Sebbene abbia poi riguadagnato la soglia dei $63,000, la sua capitalizzazione di mercato è rimasta sotto $1.27 trilioni, con perdite a sette giorni pari al 2.6% mentre agosto raggiungeva il suo punto medio. Questo andamento piatto segue un forte inizio di mese per Bitcoin.
Nel mercato dei derivati, la volatilità dei prezzi ha innescato liquidazioni significative, in particolare tra le posizioni long con leva eccessiva. Circa $26 milioni in posizioni long su Bitcoin con leva sono stati liquidati entro 24 ore, contribuendo a $94 milioni di liquidazioni long totali nel più ampio mercato delle criptovalute.
I deflussi istituzionali aggiungono pressione al mercato
La performance deludente di Bitcoin è stata influenzata in modo evidente dai dati sugli ETF spot, che hanno mostrato oltre $131 milioni di deflussi. Si tratta del secondo giorno consecutivo di rimborsi netti e della terza occorrenza nella settimana. Questi deflussi prolungati suggeriscono un possibile arretramento degli investitori istituzionali, in contrasto con il rinnovato interesse osservato nella settimana precedente.
Gli ETF spot su Bitcoin, lanciati negli Stati Uniti nel gennaio 2024, sono diventati uno dei principali canali attraverso cui gli investitori istituzionali ottengono esposizione a Bitcoin, motivo per cui i dati giornalieri sui flussi vengono considerati un indicatore della domanda dei grandi operatori. Tali rimborsi possono segnalare un sentiment prudente tra questi investitori, che spesso influenzano la direzione del mercato attraverso i loro veicoli di investimento. Il costante ritiro di capitale da questi fondi aggiunge un ulteriore livello di pressione in vendita al mercato, pesando sulla stabilità di breve termine del prezzo di Bitcoin.
La proposta di indice di MSCI punta ai detentori di asset digitali
Ad aggravare le difficoltà del mercato, MSCI, importante provider di indici, ha proposto nuove verifiche per le società "non operative" per i suoi Global Investable Market Indexes. Il quadro proposto non prende di mira esplicitamente le criptovalute; invece, valuta se gli asset operativi principali di una società costituiscano più del 50% delle sue attività totali.
Gli osservatori di mercato notano che società con consistenti tesorerie in asset digitali, come Strategy e Metaplanet, probabilmente non soddisferebbero i criteri proposti. La loro inclusione nei principali benchmark azionari ha storicamente consentito ai fondi indicizzati passivi e agli ETF di acquistare automaticamente le loro azioni. Tuttavia, l'esclusione da questi indici potrebbe innescare vendite istituzionali forzate e creare ulteriori pressioni al ribasso.
MSCI dovrebbe prendere una decisione sulla proposta il 16 ottobre, con eventuali esclusioni dai suoi indici che entrerebbero in vigore a novembre. Questa tempistica getta un'ombra sulle prospettive di Bitcoin per fine anno, poiché potrebbe portare a un'ondata significativa di disinvestimenti da parte delle società interessate.
Strategy risponde alle regole proposte
In risposta alla proposta di MSCI, Strategy ha diffuso una dichiarazione su X esprimendo una forte opposizione. La società ha sostenuto che "Digital assets are assets" e che "Index providers should measure markets, not decide which assets companies are allowed to own." Strategy ha inoltre affermato che la proposta di MSCI la pone in disallineamento con i regolatori, i mercati e i propri clienti.
Questa posizione evidenzia il dibattito in corso su come i quadri finanziari tradizionali debbano adattarsi alla crescente presenza di asset digitali nei bilanci aziendali. L'esito della decisione di MSCI potrebbe stabilire un precedente per il modo in cui altri provider di indici classificano e trattano le società con consistenti partecipazioni in asset digitali, influenzando potenzialmente una più ampia adozione istituzionale delle criptovalute.
La proposta di MSCI e la successiva reazione di società come Strategy sottolineano il crescente scrutinio sulle aziende che hanno integrato asset digitali nelle proprie strategie di tesoreria. La possibilità di vendite forzate dovute al ribilanciamento degli indici potrebbe creare ulteriore volatilità per Bitcoin e per il più ampio mercato degli asset digitali, incidendo sui modelli di investimento dei fondi istituzionali. Gli investitori seguiranno da vicino la decisione finale di MSCI in ottobre, che potrebbe definire il quadro di mercato per le società con una significativa esposizione ad asset digitali.
L'attuale contesto di mercato, caratterizzato da deflussi dagli ETF e da decisioni regolamentari ancora pendenti, indica un periodo di prudenza per gli operatori istituzionali. L'interazione tra le regole tradizionali di indicizzazione finanziaria e il settore in evoluzione degli asset digitali continua a presentare sfide e opportunità complesse per investitori e società. La chiarezza sui fronti regolamentari, come il Digital Asset Market Clarity Act, resta un fattore chiave per la futura stabilità del mercato.