Sigel di VanEck indica alla community di Bitcoin il percorso BIP-360 contro il rischio quantistico
Punti chiave
- •Matthew Sigel, responsabile della ricerca su asset digitali di VanEck, ha dichiarato che il calcolo quantistico è un rischio reale per Bitcoin, ma che la community ha già organizzato il talento attorno a un framework per aggiornare il sistema.
- •La governance decentralizzata di Bitcoin rallenta le modifiche al protocollo, ma garantisce che le proposte ricevano un ampio scrutinio prima dell'attivazione, come nel processo pluriennale dell'aggiornamento SegWit.
- •Gli sviluppatori stanno testando schemi di firma resistenti ai computer quantistici su sidechain attive, e Coinbase ha annunciato piani per una pipeline di firma post-quantistica basata su secure enclave e crittografia a soglia.
- •Il Bitcoin Security Consortium, formato a luglio e comprendente BlackRock, Fidelity Digital Assets e Block, finanzia il lavoro open source su BIP-360, che introduce un nuovo tipo di output di transazione volto a ridurre i rischi quantistici legati all'esposizione a lungo termine.
- •Non è mai stato costruito un computer quantistico in grado di violare la crittografia di Bitcoin, il che significa che non è prevista alcuna violazione crittografica nel breve periodo per chi detiene a lungo termine.

Matthew Sigel, responsabile della ricerca su asset digitali della società di gestione VanEck, ha dichiarato venerdì che il calcolo quantistico rappresenta una minaccia reale per Bitcoin (BTC) — una minaccia che la community ha già riconosciuto e ha iniziato ad affrontare. In una intervista televisiva trasmessa lo stesso giorno, Sigel ha descritto la sfida come abbastanza seria da richiedere un'azione coordinata, inquadrando però la risposta come una questione di processo più che di panico.
«È un rischio», ha detto, «ma la community ha riconosciuto l'entità del problema. C'è molto talento che si è ormai riunito attorno a un framework per aggiornare il sistema».
Il punto centrale di Sigel riguardava la governance. Bitcoin non ha un amministratore delegato che possa ordinare agli sviluppatori di rilasciare una patch su richiesta. Il suo design decentralizzato — fondamento del più grande modello di sicurezza proof-of-work esistente — rende il cambiamento più lento e, a parole sue, «un po' più confusionario», ma significa anche che le proposte sopravvivono a un ampio scrutinio prima dell'attivazione.
Ha affermato che esistono già percorsi tecnologici verso la resistenza quantistica e ha previsto che la community vedrà ulteriori progressi «nei prossimi due anni».
I computer quantistici esistono già oggi, ma rimangono macchine sperimentali soggette a errori. Nessun dispositivo attualmente in grado di violare la crittografia di Bitcoin è mai stato costruito, e il protocollo di Bitcoin opera ancora la più grande rete informatica esistente. Questo divario — tra un'ipotetica capacità futura e concreto sforzo ingegneristico difensivo — è esattamente il terreno che Sigel stava mappando.
Le sue dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente attenzione istituzionale alla crittografia post-quantistica nel settore degli asset digitali, con gestori patrimoniali, exchange e aziende di infrastrutture che ormai trattano la questione non come una curiosità remota, ma come una tappa ingegneristica programmata su un orizzonte pluriennale. Per chi detiene a lungo termine, la conclusione pratica è che non è all'orizzonte alcuna violazione crittografica nel breve periodo.
La difesa post-quantistica prende forma
Le preparazioni concrete sono già in corso, ben oltre la fase dei commenti. Gli sviluppatori di Bitcoin hanno iniziato a testare schemi di firma resistenti ai computer quantistici su sidechain attive — catene separate che operano alongside della rete principale di Bitcoin — offrendo agli ingegneri un ambiente di livello produttivo per valutare come si comporta la crittografia post-quantistica in condizioni reali.
Anche il livello aziendale si sta muovendo. Coinbase, il più grande exchange di criptovalute degli Stati Uniti, ha dichiarato a luglio che intende realizzare una pipeline di firma post-quantistica basata su secure enclave e crittografia a soglia — un'architettura che suddivide l'autorità di firma in modo che nessun singolo componente compromesso esponga una chiave privata. Anche l'azienda di infrastrutture Bitcoin Blockstream sta lavorando a soluzioni.
Lo sforzo con il maggiore peso istituzionale è tuttavia il Bitcoin Security Consortium. Fondato a luglio, il gruppo conta tra i suoi membri BlackRock, Fidelity Digital Assets, Block e altre grandi aziende. Dona fondi e dedica ingegneri al lavoro open source a sostegno di proposte come BIP-360, una Bitcoin Improvement Proposal che mira a introdurre un nuovo tipo di output di transazione — il meccanismo che definisce come le monete vengono bloccate e spese — progettato per ridurre i rischi quantistici legati all'esposizione a lungo termine.
La lista dei partecipanti è notevole: diverse delle stesse istituzioni alla base dei più grandi prodotti ETF spot su Bitcoin stanno ora finanziando la modernizzazione crittografica della rete. Questo conta perché un avversario dotato di capacità quantistiche prenderebbe di mira le chiavi pubbliche esposte, e i custodi degli ETF detengono alcuni dei saldi più grandi e accessibili nella classe di asset.
Esiste un precedente per un aggiornamento coordinato di questa scala. La rete ha in passato attivato Segregated Witness (SegWit), una modifica del protocollo che a sua volta ha richiesto anni di dibatt tra i contributori prima di ottenere l'adozione. L'impostazione di Sigel indica un processo simile, con cicli più lenti, per le misure post-quantistiche — governato dal consenso piuttosto che da un decreto, e validato sull'intera rete Bitcoin prima di qualsiasi attivazione.
BIP-360: l'attenzione è sul momento
Prese insieme, l'intervista e la nascita del consorzio a luglio suggeriscono che il rischio quantistico si è spostato da un avvertimento minoritario a un programma ingegneristico organizzato. Il fatto determinante è la struttura del consorzio: BlackRock, Fidelity Digital Assets e Block stanno impegnando fondi e ingegneri dedicati su proposte open source come BIP-360, che introduce un nuovo tipo di output di transazione per ridurre il rischio di esposizione a lungo termine.
La governance rimarrà lenta per design, garantendo che le proposte affrontino un ampio scrutinio prima che qualsiasi cambiamento entri in vigore. L'indicatore da osservare nei prossimi trimestri è se BIP-360 avrà avanzato da proposta a consenso implementabile tra sviluppatori e miner.