Il prezzo di Bitcoin rischia i 73.000$ mentre i rendimenti obbligazionari e la guerra Iran-USA mettono sotto pressione BTC
Punti chiave
- •Bitcoin è sceso sotto i 77.000 dollari il 2 settembre e ha scambiato intorno a 76.500–76.700 dollari durante la seduta.
- •La criptovaluta è scesa di circa il 6% dal massimo del 28 agosto vicino a 81.300–81.500 dollari.
- •I rendimenti a 10 anni di Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito sono tutti saliti, riflettendo una pressione più ampia sui mercati obbligazionari globali.
- •Il Brent è salito a 96,88 dollari mentre le rinnovate ostilità tra Stati Uniti e Iran hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio e le preoccupazioni sull’inflazione.
- •Gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per 236 milioni di dollari martedì, mentre l’open interest sui futures è rimasto sotto pressione.

Bitcoin è rimasto sotto pressione il 2 settembre, mentre l’aumento dei rendimenti obbligazionari e le rinnovate ostilità tra Stati Uniti e Iran hanno irrigidito le condizioni finanziarie globali.
BTC ha scambiato intorno a 76.500–76.700 dollari durante la seduta dopo essere sceso sotto i 77.000 dollari. La criptovaluta ha corretto di circa il 6% dal massimo del 28 agosto, intorno a 81.300–81.500 dollari, a seconda dell’exchange.
Il ribasso è coinciso con una vendita globale di titoli di Stato, prezzi del petrolio più alti e aspettative crescenti per un altro rialzo dei tassi della Federal Reserve. Questi fattori hanno aumentato la pressione sugli asset rischiosi, pur con Bitcoin ancora ben sopra i minimi di metà agosto, mantenendo l’attenzione su come le condizioni macro continuino a influenzare il trading crypto piuttosto che su qualsiasi cambiamento nell’offerta sottostante di Bitcoin.
Il prezzo di Bitcoin scende mentre i rendimenti obbligazionari globali aumentano
Il prezzo di BTC resta sotto pressione questa settimana, mentre le preoccupazioni sul mercato obbligazionario hanno continuato a generare volatilità oggi. Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury a 10 anni è salito al 4,8%, il livello più alto da gennaio di quest’anno. Questo indicatore è importante perché normalmente determina l’andamento del mercato obbligazionario globale.
Lo stesso aumento si sta verificando in altri Paesi. In Francia, il rendimento a 10 anni è salito al 4,27%, il livello più alto dal 2008. In Germania, il rendimento a 10 anni è salito al 3,367%, mentre nel Regno Unito è salito al 5,22%.
Questi rendimenti stanno aumentando per diversi motivi, incluso il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran che ha spinto al rialzo i prezzi del greggio. Brent, il benchmark globale, è salito fino a 96,88 dollari, il livello più alto dal 24 luglio.
I due Paesi hanno ripreso le operazioni cinetiche e l’escalation potrebbe continuare. Di conseguenza, i prezzi più alti del petrolio potrebbero portare a un forte aumento dell’inflazione, che potrebbe spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi. Per i trader di Bitcoin, questo è rilevante perché l’asset reagisce spesso rapidamente ai cambiamenti nelle aspettative sui tassi e nelle condizioni di liquidità più ampie, soprattutto quando i mercati obbligazionari stanno riprezzando il rischio su azioni e criptovalute allo stesso tempo.
In secondo luogo, questo aumento è alimentato dal continuo incremento della spesa pubblica. Negli Stati Uniti, il debito pubblico è salito a 40,1 mila miliardi di dollari, e questa crescita accelererà nei prossimi mesi. La stessa espansione del debito si sta verificando in Paesi europei come Germania e Francia, dove la spesa per la difesa sta aumentando.
In terzo luogo, i titoli di Stato stanno ora competendo con le obbligazioni societarie emesse da alcune delle grandi aziende con molta liquidità, come Google e Apple.
In teoria, l’aumento dei rendimenti obbligazionari dovrebbe essere positivo per Bitcoin, che ha una fornitura fissa di 21 milioni di coin. Bitcoin è stato a lungo considerato un asset rifugio dai suoi sostenitori.
Prezzi del greggio in aumento e inflazione
La sfida, tuttavia, è che tutto questo sta avvenendo mentre Stati Uniti e Iran continuano a combattere. La guerra tra Stati Uniti e Iran ha già spinto l’inflazione più in alto, con il prezzo medio della benzina che resta sopra i 4 dollari al gallone. Il diesel si aggira vicino ai massimi storici in diversi Paesi, inclusi gli Stati Uniti.
Di conseguenza, gli analisti ritengono ora che la Federal Reserve possa alzare i tassi già questo mese. Il CME FedWatch tool mostra che la probabilità di rialzi quest’anno è salita al 62,2%. Bitcoin spesso sottoperforma il mercato quando queste probabilità aumentano.
Le crescenti preoccupazioni spiegano anche perché gli investitori americani stiano vendendo i propri ETF su Bitcoin. Questi fondi hanno registrato deflussi per 236 milioni di dollari martedì, dopo aver raccolto 216 milioni di dollari il giorno prima. I deflussi dagli ETF su Bitcoin significano che la domanda di Bitcoin sta diminuendo. Allo stesso modo, l’open interest sui futures è rimasto sotto pressione negli ultimi giorni, un altro segnale che i trader restano cauti mentre l’incertezza macro rimane elevata.
Previsione del prezzo di Bitcoin: analisi tecnica
Il grafico giornaliero mostra che il prezzo di BTC è arretrato negli ultimi giorni, passando da un massimo di 81.365 dollari all’attuale 76.250 dollari. Sul lato positivo, è rimasto sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni.
Bitcoin resta inoltre sopra il Major S/R Pivot Point dello strumento Murrey Math Lines. Questi indicatori tecnici suggeriscono che il trend rialzista è ancora intatto. Inoltre, il prezzo resta sopra l’importante livello di supporto di 76.250 dollari, sotto il quale ha resistito dal 23 agosto.
Pertanto, la moneta potrebbe rimbalzare nei prossimi giorni. In tal caso, il prossimo obiettivo chiave da monitorare sarà 81.365 dollari. Un calo sotto il livello di supporto a 73.000 dollari invaliderebbe la prospettiva rialzista.
L’articolo Bitcoin Price Risks $73K as Bond Yields and Iran War Pressure BTC è apparso per la prima volta su The Market Periodical .