I dati di Cambridge mostrano che il consumo elettrico del mining di Bitcoin è aumentato del 38% mentre l’idroelettrico ha superato il gas
Punti chiave
- •Il consumo di elettricità del mining di Bitcoin è aumentato del 38%, secondo dati associati all’Università di Cambridge.
- •L’energia idroelettrica ha superato il gas naturale come parte più rilevante del mix energetico riportato della rete Bitcoin.
- •Il monitoraggio dell’elettricità di Cambridge si concentra sul consumo energetico della rete, non sul prezzo di mercato di Bitcoin.
- •Un maggiore uso di energia rinnovabile può incidere sul profilo emissivo del mining, mentre l’aumento della domanda totale resta rilevante per reti elettriche e politiche pubbliche.
- •Gli ultimi dati indicano una crescita simultanea del consumo di elettricità e un cambiamento delle fonti energetiche del mining.

Il consumo di elettricità del mining di Bitcoin è aumentato del 38%, secondo dati associati all’Università di Cambridge, mentre l’energia idroelettrica ha superato il gas naturale come componente più rilevante del mix energetico riportato della rete Bitcoin.
L’aggiornamento aggiunge due risultati distinti al dibattito in corso sull’impronta ambientale del mining di Bitcoin: la domanda complessiva di elettricità è aumentata e la composizione delle fonti energetiche utilizzate dai miner si è spostata ulteriormente verso l’idroelettrico.
I dati di Cambridge indicano una maggiore domanda di energia per il mining
Il dato del 38% proviene dalla ricerca di Cambridge che monitora il consumo di elettricità della rete Bitcoin. L’Università di Cambridge mantiene da tempo un corpus di ricerca sul mining di asset digitali, tra cui il Cambridge Digital Mining Industry Report e il Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index.
L’aumento riportato è presentato come una variazione misurata della domanda di energia per il mining, non come un’indicazione sul prezzo di mercato di Bitcoin. L’indice di consumo elettrico di Cambridge si concentra su quanta elettricità assorbe la rete Bitcoin, una questione distinta da come l’asset viene scambiato in un determinato giorno.
La domanda di elettricità del mining di Bitcoin è da anni una parte centrale della discussione sulla sostenibilità del settore. Confronti precedenti tra l’uso di elettricità del mining di Bitcoin e consumi su scala nazionale, inclusa la Svezia, hanno mostrato perché anche cambiamenti incrementali nella domanda di energia attirano l’attenzione di ricercatori, responsabili politici e pubblico.
L’uso di elettricità è anche una delle metriche più visibili per Bitcoin, perché il mining è il processo proof-of-work che valida i blocchi e protegge la rete. Questo rende le variazioni della domanda energetica della rete rilevanti oltre i mercati crypto, soprattutto nelle regioni in cui i miner competono con altri grandi consumatori di elettricità per la capacità della rete.
L’idroelettrico supera il gas naturale
Il secondo risultato principale è un cambiamento nella graduatoria delle fonti energetiche utilizzate dalla rete. L’energia idroelettrica ha superato il gas naturale nel mix energetico del mining riportato, rendendo questo spostamento una parte centrale degli ultimi dati, non un dettaglio secondario.
Il cambiamento è rilevante per il dibattito ambientale perché l’idroelettrico è una fonte di energia rinnovabile, mentre il gas naturale è un combustibile fossile. Il lavoro di Cambridge sulla sostenibilità, incluso il suo Cambridge Bitcoin Network Sustainability Index, monitora come le fonti di elettricità della rete evolvono nel tempo.
La distinzione è importante perché consumo di elettricità ed emissioni sono collegati, ma non identici. Una quota più elevata di energia rinnovabile può modificare il profilo emissivo del mining, mentre la domanda totale continua a incidere sulle reti elettriche, sulla pianificazione delle infrastrutture e sulle politiche energetiche locali.
Il profilo energetico del mining mostra due tendenze contemporaneamente
Considerati insieme, i risultati complicano una lettura semplice dell’impronta del mining di Bitcoin. Il consumo energetico della rete è aumentato anche mentre il mix energetico si spostava verso una quota maggiore di idroelettrico, il che significa che un consumo di elettricità più elevato e un ruolo relativo ridotto del gas possono verificarsi nello stesso momento.
Questa distinzione conta perché il dibattito sull’energia del mining viene spesso inquadrato come un movimento in un’unica direzione. I dati di Cambridge indicano invece due sviluppi simultanei: aumento dei consumi e cambiamento delle fonti. Nessuno dei due risultati annulla l’altro.
Il cambiamento del profilo elettrico si sta inoltre sviluppando insieme all’attenzione delle politiche pubbliche su dove mining e data center prelevano la loro energia, incluse misure come norme più rigide sui data center in Wyoming mentre cresce la domanda di elettricità legata a Bitcoin.
Le cifre di Cambridge supportano quindi una lettura più precisa della storia energetica del settore: il mining di Bitcoin non riguarda soltanto l’aumento del consumo di energia, né soltanto fonti più pulite, ma entrambi gli sviluppi che avvengono insieme.
Disclaimer: Questo articolo ha esclusivamente finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Svolgi sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni.