Gli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum negli Stati Uniti registrano deflussi complessivi per $310.62 milioni il 24 luglio
Punti chiave
- •Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin ed Ethereum hanno registrato deflussi netti totali per $310.62 milioni il 24 luglio.
- •Gli ETF su Bitcoin hanno visto riscatti netti per $240 milioni, una delle uscite in una singola giornata più consistenti delle ultime settimane.
- •Gli ETF su Ethereum hanno registrato deflussi per $70.62 milioni, interrompendo una serie di cinque giorni di afflussi.
- •Non è emerso alcun catalizzatore unico, anche se debolezza dei prezzi, condizioni di liquidità estiva, ribilanciamenti e incertezza regolamentare sono stati citati come possibili fattori.
- •I prossimi dati sui flussi degli ETF potrebbero indicare se i deflussi del 24 luglio siano stati temporanei o parte di un più ampio cambiamento nella domanda istituzionale.

Gli exchange-traded fund spot statunitensi su Bitcoin ed Ethereum hanno registrato deflussi netti complessivi per $310.62 milioni il 24 luglio, mettendo fine a un periodo di relativa stabilità per i prodotti ETF crypto. Dal lancio degli ETF spot su Bitcoin nel gennaio 2024 e degli equivalenti su Ethereum più tardi nello stesso anno, questi strumenti hanno attirato complessivamente decine di miliardi in asset e sono diventati uno dei barometri più seguiti del sentiment istituzionale verso gli asset digitali. Secondo i dati monitorati da SoSoValue e riportati per la prima volta da Wu Blockchain, l’inversione è stata particolarmente marcata per i fondi su Ethereum, che avevano registrato afflussi per cinque sedute di trading consecutive prima del calo di giovedì. Gli ETF su Bitcoin hanno rappresentato $240 milioni del deflusso giornaliero totale, mentre gli ETF su Ethereum hanno perso $70.62 milioni.
La serie di afflussi di Ethereum si interrompe bruscamente
La serie di cinque giorni di afflussi aveva riflesso una fase in cui i trader stavano gradualmente ruotando capitale verso prodotti ETH, potenzialmente spinti dal miglioramento dei fondamentali della rete e da una ripresa dell’attività nella finanza decentralizzata. Quello slancio si è dissolto in una sola seduta. I deflussi per $70.62 milioni hanno posto fine alla più lunga sequenza di afflussi consecutivi osservata dalla categoria degli ETF su Ethereum dalla sua seconda settimana di negoziazione.
Sebbene il totale giornaliero possa apparire modesto in termini assoluti, soprattutto se confrontato con la base patrimoniale molto più ampia degli ETF su Bitcoin, l’arresto improvviso mostra quanto rapidamente possa cambiare il sentiment in questi strumenti, dove un numero limitato di grandi ordini istituzionali può modificare in modo significativo il saldo giornaliero.
Gli ETF su Bitcoin registrano deflussi per $240 milioni
Gli ETF su Bitcoin hanno subito riscatti più consistenti. I deflussi netti per $240 milioni hanno interessato prodotti in modo generalizzato, con poca differenziazione tra emittenti a basse commissioni e ad alte commissioni. Sebbene i dati sui flussi giornalieri siano per loro natura volatili, si è trattato di una delle uscite in una singola giornata più rilevanti delle ultime settimane, suggerendo che il fattore principale sia stato un più ampio processo di riduzione del rischio, piuttosto che una rotazione specifica tra emittenti.
Alcuni analisti hanno indicato come possibili fattori l’incertezza macroeconomica o il ribilanciamento dei portafogli di fine mese, anche se dai dati pubblicamente disponibili non è emerso alcun catalizzatore unico.
I deflussi si sono verificati in un contesto di significativa incertezza regolamentare. Con il Senato atteso al voto entro pochi giorni su un disegno di legge crypto di riferimento, le banche tradizionali hanno avviato aggressive campagne di lobbying dell’ultimo minuto per rimodellare la normativa, una battaglia che ha introdotto ulteriore incertezza nel posizionamento istituzionale, come trattato in dettaglio.
Fattori macro o dinamiche specifiche delle crypto?
Individuare un fattore scatenante preciso resta difficile. I flussi degli ETF spesso seguono con ritardo i movimenti dei prezzi, e il 24 luglio sia Bitcoin sia Ether hanno registrato un lieve arretramento dei prezzi spot, che potrebbe aver contribuito ai riscatti nella parte finale della giornata. Anche la liquidità tende ad assottigliarsi durante i mesi estivi, amplificando gli effetti anche di una pressione di vendita moderata.
Per gli ETF su Ethereum, il tempismo è particolarmente significativo perché questi prodotti stanno ancora costruendo una base di investitori istituzionali, essendo stati lanciati circa un anno dopo le controparti su Bitcoin e avendo accumulato solo una frazione degli asset in gestione. Una tendenza persistente di deflussi potrebbe scoraggiare potenziali investitori che attendevano segnali di domanda più costanti prima di allocare capitale.
Anche mentre i flussi degli ETF sono diventati negativi, l’attività sottostante delle reti ha mostrato un quadro diverso. I dati sul coinvolgimento degli sviluppatori nelle principali blockchain hanno evidenziato uno slancio continuo su Ethereum e su altre reti layer-1, come evidenziato in una recente analisi, suggerendo che i builder di lungo periodo restano in larga misura non influenzati dalle oscillazioni dei flussi dei fondi nel breve termine.
Cosa attende il mercato degli ETF
Se questo deflusso di una sola giornata rappresenti un punto di svolta più ampio o una temporanea presa di profitto resta la questione centrale per i trader. I dati sui flussi del resto della settimana avranno probabilmente più rilevanza di qualsiasi singola seduta.
Se gli ETF non riusciranno a tornare ad attirare afflussi nel breve termine, ciò potrebbe indicare che la recente ondata di domanda istituzionale, in particolare per i prodotti su Ethereum, era più esitante di quanto apparisse inizialmente. Al contrario, un rimbalzo suggerirebbe che il 24 luglio sia stato un’anomalia statistica amplificata da bassi volumi di scambio.
Anche il restringimento del divario tra i flussi degli ETF su Bitcoin e quelli su Ether merita particolare attenzione. Qualsiasi preferenza duratura per un asset rispetto all’altro potrebbe rimodellare la narrazione su quale asset stia catturando maggiore interesse istituzionale nel ciclo attuale.