L'allarme crash di Bitcoin diventa virale: un post su X segnala il ciclo di Benner e la trappola della politica della Fed
Punti chiave
- •Un post virale su X prevede un potenziale grave evento di mercato lunedì confrontando il grafico dell'S&P 500 con il ciclo di Benner, una tabella del 1875 creata dall'agricoltore dell'Ottocento Samuel Benner.
- •Il post sostiene che la Federal Reserve sia in una trappola di politica monetaria in cui alzare i tassi potrebbe rallentare la crescita e aumentare i costi del servizio del debito, mentre tagliarli potrebbe peggiorare l'inflazione e alla fine imporre una nuova restrizione.
- •Il post cita i rendimenti dei Treasury a lungo termine ai massimi dal 2007 e circa 40.000 miliardi di dollari di debito statunitense come fonti principali di pressione sul mercato, con un confronto con il dilemma politico del Giappone.
- •Secondo il post, un restringimento della liquidità potrebbe innescare vendite forzate su azioni, obbligazioni, argento e Bitcoin, anziché derivare da un catalizzatore specifico del settore crypto.
- •L'avvertimento resta una previsione non confermata, ma i dati citati, tra cui i rendimenti dei Treasury, le cifre del debito federale e le decisioni sui tassi della Fed, sono dati pubblicati che i lettori possono verificare direttamente.

Un allarme di crash di Bitcoin sta circolando su X, dove un post di tendenza che confronta il grafico dell'S&P 500 con il cosiddetto ciclo di Benner dichiara che lunedì potrebbe accadere qualcosa di estremamente negativo. Il post collega l'avvertimento alla Federal Reserve, ai rendimenti a lungo termine, al debito e alla liquidità. Per i lettori non familiarizzati con il riferimento, il ciclo di Benner è un grafico attribuito a Samuel Benner, un agricoltore dell'Ohio dell'Ottocento che lo pubblicò nel 1875 come una tabella degli anni che, a suo avviso, si sarebbero ripetuti come massimi e minimi di mercato; esso riappare periodicamente sui social media come curiosità sul tempismo di mercato piuttosto che come modello di previsione riconosciuto.
L'allarme crash di Bitcoin si concentra sulla politica della Fed
Il post dell'analista sostiene che la Federal Reserve sia di fatto arrivata a una "trappola di politica monetaria". Secondo il suo ragionamento, alzare i tassi potrebbe far aumentare i costi di finanziamento e i rendimenti dei Treasury a lungo termine, indebolendo al contempo la crescita economica e accrescendo la pressione del servizio del debito.
Il post sostiene inoltre che mantenere i tassi stabili o tagliarli potrebbe peggiorare l'inflazione, allentare le condizioni finanziarie e alla fine imporre un nuovo ciclo di restrizione.
Questo crea il ciclo evidenziato nel post: tassi più alti potrebbero significare crescita più lenta, mentre tassi più bassi potrebbero significare una rinnovata pressione inflazionistica. È questa impostazione che spiega perché commenti macro come questo attirano l'attenzione negli ambienti crypto: Bitcoin non ha utili né flussi di cassa propri, quindi le discussioni sul suo prezzo a breve termine sono spesso ancorate alle condizioni di liquidità determinate al di fuori del mercato crypto.
I rendimenti a lungo termine al centro dell'avvertimento
Il post indica in particolare i rendimenti dei Treasury a lungo termine, affermando che si trovano già ai massimi dal 2007. Fa inoltre riferimento a circa 40.000 miliardi di dollari di debito statunitense e sostiene che l'aumento dei costi del debito potrebbe accrescere la pressione sui mercati finanziari.
Il confronto con il Giappone è un'altra parte centrale dell'avvertimento. Il post sostiene che la Federal Reserve potrebbe prima o poi trovarsi di a un simile dilemma di politica monetaria. Ciò nonostante, nessuna di queste affermazioni dimostra che i mercati cadranno lunedì. Un punto a favore dei lettori: a differenza della maggior parte delle previsioni di mercato virali, i dati alla base di questa sono pubblicamente misurabili, poiché i rendimenti dei Treasury, i dati sul debito federale e le decisioni sui tassi della Fed sono tutti dati pubblicati che possono essere verificati direttamente.
Bitcoin citato tra gli asset a rischio
Il post afferma che una liquidità più stretta potrebbe innescare vendite forzate su azioni, obbligazioni, argento e Bitcoin. La reazione a catena proposta è semplice: rendimenti più alti portano a una liquidità più stretta, al calo degli asset rischiosi e infine alle vendite forzate.
Il post sostiene inoltre che gli investitori potrebbero vendere tutto ciò che riescono a liquidare quando la liquidità scompare.
Per Bitcoin, ciò significa che l'avvertimento è legato direttamente all'argomento più ampio sulla liquidità piuttosto che a un catalizzatore specifico del mercato crypto. L'allarme di crash di Bitcoin resta una previsione in circolazione su X, basata sui dati citati nel post: non è una garanzia confermata che si verifichi un crash lunedì 5 ottobre.