Bernstein prevede una regolamentazione 'aggressiva' da SEC e CFTC dopo il fallimento del CLARITY Act
Punti chiave
- •Martedì il Senato statunitense non ha approvato una mozione di clôture sul CLARITY Act, bloccando una legge che avrebbe istituito il primo quadro normativo statunitense per gli asset digitali.
- •Gli analisti di Bernstein si aspettano che SEC e CFTC emettano rapidamente nuove regole per compensare il fallimento del provvedimento, tra cui una tassonomia dei token, tutele per gli sviluppatori in materia di DeFi e protocolli di auto-custodia, esenzioni per la tokenizzazione di azioni e approvazioni più rapide per i perpetual futures su asset reali.
- •Bernstein ritiene improbabile una nuova votazione sul CLARITY Act, citando una finestra temporale limitata e preoccupazioni sulle disposizioni etiche del disegno di legge.
- •Le norme delle agenzie differiscono dalle leggi in termini di durabilità, poiché le amministrazioni successive possono rivistrarle o revocarle senza l'intervento del Congresso.
- •Il 19 agosto la SEC ha proposto regole sui contratti di investimento in criptovalute, con esenzioni per emissioni di token fino a 5 milioni di dollari in quattro anni e 75 milioni in 12 mesi, ma il quadro dovrà ancora essere finalizzato per entrare in vigore.

Gli analisti di Bernstein si aspettano una regolamentazione "aggressiva e rapida" da parte della Securities and Exchange Commission statunitense (SEC) e della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), dopo che il Digital Asset Market Clarity (CLARITY) Act non ha superato martedì la votazione di clôture al Senato.
In una nota di mercoledì condivisa con Cointelegraph, gli analisti hanno dichiarato che le due autorità di regolamentazione pubblicheranno nuove norme per "recuperare il tempo perso negoziando il CLARITY Act". La previsione mette al lavoro entrambi i regolatori di mercato: la SEC sovrintende ai mercati dei titoli negli Stati Uniti, mentre la CFTC regola le negoziazioni di materie prime e derivati.
Gli analisti si aspettano che le norme includano una tassonomia dei token per la raccolta di capitali, misure di tutela per gli sviluppatori riguardanti la finanza decentralizzata e i protocolli di auto-custodia, esenzioni per l'innovazione nella tokenizzazione di azioni, tempi di approvazione più rapidi per i perpetual futures su asset reali (real-world asset) e modifiche alle regole sui contratti federali sugli eventi sportivi e alla loro classificazione come swap.
Secondo Bernstein, le autorità federali porteranno maggiore chiarezza normativa al settore per compensare il fallimento del CLARITY Act, che avrebbe "messo il settore al riparo dai cambi di regime politico". Questa distinzione è rilevante per la durabilità: mentre le leggi richiedono un intervento del Congresso per essere abrogate, le norme delle agenzie possono essere riviste o revocate da amministrazioni successive.
Martedì, il Senato statunitense non ha approvato una mozione di clôture — il passaggio procedurale per porre fine al dibattito e far avanzare un disegno di legge, che richiede in genere 60 voti — sul CLARITY Act, che avrebbe istituito il primo quadro normativo del paese per gli asset digitali. Gli analisti di Bernstein hanno dichiarato che una nuova votazione sul provvedimento era improbabile, citando una finestra temporale limitata e preoccupazioni sulle disposizioni etiche del disegno di legge.
La SEC ha già segnalato la propria strada verso il rulemaking. Il 19 agosto, l'autorità ha proposto nuove regole per creare un "quadro chiaro e adeguato allo scopo per determinati contratti di investimento che coinvolgono asset crittografici", consentendo alle entità di raccogliere capitali preservando al contempo le tutele per gli investitori. La proposta offre alle società cripto esenzioni che consent l'emissione di token fino a 5 milioni di dollari nell'arco di quattro anni e fino a 75 milioni di dollari in 12 mesi, oltre a un porto sicuro che esenta le criptovalute dal trattamento come "contratti di investimento". Il quadro resta una proposta, il che significa che entrerebbe in vigore solo se finalizzato attraverso il processo di rulemaking della SEC.
Il 27 luglio, il presidente della SEC Paul Atkins ha dichiarato a CNBC che l'agenzia era "pronta, disponibile e in grado di emanare regole" sugli asset digitali se il Senato non avesse approvato il CLARITY Act. Secondo le previsioni di Bernstein, il rulemaking delle agenzie — già in corso presso la SEC — rimane il principale canale a breve termine per le regole statunitensi sul mercato degli asset digitali.