NotizieCryptoOtto associazioni bancarie chiedono al Senato di inasprire le regole sulle ricompense in stablecoin nel Clarity Act

Otto associazioni bancarie chiedono al Senato di inasprire le regole sulle ricompense in stablecoin nel Clarity Act

Autore: Decrypt·

Punti chiave

  • Otto associazioni bancarie hanno inviato lunedì una lettera congiunta ai leader del Senato John Thune e Chuck Schumer chiedendo limiti più severi alle ricompense in stablecoin nel Clarity Act, prima di una votazione procedurale del Senato prevista per martedì.
  • Le associazioni sostengono che il testo revisionato del disegno di legge contenga scappatoie che potrebbero consentire pagamenti simili a interessi sui saldi in stablecoin e sottrarre depositi alle banche che finanziano mutui, aziende agricole e piccole imprese.
  • Le richieste includono la rimozione della parola 'solely' da una restrizione sui pagamenti legati al possesso, la sostituzione dello standard di equivalenza con un test 'substantially similar' e l'eliminazione del linguaggio che consente ricompense basate su saldo, durata o anzianità.
  • La lettera rinnova le richieste avanzate per la prima volta da sei associazioni bancarie a maggio e respinge il proposto 'circuit breaker' contro la fuga dei depositi, considerato un meccanismo che consentirebbe ai regolatori di agire solo dopo deflussi significi.
  • Le aziende crypto replicano che le ricompense in stablecoin dovrebbero rimanere disponibili e che il settore necessita di regole federali più chiare.
Otto associazioni bancarie chiedono al Senato di inasprire le regole sulle ricompense in stablecoin nel Clarity Act

Otto associazioni di categoria bancarie hanno esortato lunedì i leader del Senato ad inasprire le restrizioni del Clarity Act sulle ricompense in stablecoin, sostenendo che le eccezioni scritte nel disegno di legge potrebbero consentire pagamenti simili a interessi che sottraggono depositi alle banche.

In una lettera congiunta ai leader del Senato John Thune e Chuck Schumer, le associazioni hanno dichiarato di non poter sostenere le ultime revisioni al Clarity Act riguardo alle ricompense per le transazioni che coinvolgono stablecoin—token tipicamente ancorati al dollaro—e hanno chiesto restrizioni più severe sui pagamenti legati a quanto stablecoin i clienti possiedono o per quanto tempo lo possiedono. Il testo revisionato traccia una linea di demarcazione tra le ricompense legate all'uso delle stablecoin nelle transazioni e i pagamenti basati sull'entità o sulla durata delle holdings di un cliente.

"Sosteniamo questa distinzione in linea di principio, anche se riteniamo che il modo in cui l'attuale testo legislativo è redatto preveda scappatoie e vie per eludere facilmente il divieto, consentirebbero comunque il pagamento di interessi e di pagamenti simili a interessi sui saldi in stablecoin", hanno scritto le associazioni.

Tra i firmatari figurano l'American Bankers Association, il Bank Policy Institute e l'Independent Community Bankers of America, che rappresentano insieme grandi banche e istituti di credito territoriale. La lettera arriva prima di un'importante votazione procedurale del Senato prevista per martedì, consegnando ai senatori le obiezioni mentre valutano se far avanzare il disegno di legge. Essa fa seguito alla pubblicazione di una versione revisionata del Clarity Act, che istituirebbe regole federali per le attività digitali e chiarirebbe le responsabilità dei regolatori.

Le associazioni di categoria hanno chiesto ai legislatori di rimuovere la parola "solely" da una restrizione sui pagamenti collegati al possesso di stablecoin, sostenendo che tale parola restringe il divieto in modo che i pagamenti simili a interessi lo aggirino ogniqualvolta il possesso sia uno tra diversi fattori. Vogliono inoltre sostituire lo standard di equivalenza del disegno di legge con un test "substantially similar", ampliando la restrizione per includere gli incentivi che assomigliano a interessi sui depositi.

Una richiesta separata prevederebbe l'eliminazione del linguaggio che consente alle ricompense altrimenti ammissibili di dipendere dal saldo di un cliente, dalla durata delle sue holdings o dalla sua anzianità.

"Dato che i pagamenti di interessi sono spesso calcolati in riferimento a durata, saldo e anzianità, questa sottosezione sembra contraddire il divieto iniziale", hanno scritto le associazioni.

Le banche sostengono che tali incentivi potrebbero attrarre denaro che altrimenti userebbero per finanziare mutui, aziende agricole e piccole imprese. La lettera afferma che gli istituti di credito territoriale e those a vocazione di missione potrebbero essere particolarmente esposti, anche se non fornisce alcuna stima dei potenziali deflussi di depositi né prove che le riduzioni dei prestiti previste si siano effettivamente verificate.

Le associazioni hanno inoltre respinto un proposto "circuit breaker" contro la fuga dei depositi, descrivendolo come un meccanismo che consentirebbe ai regolatori di intervenire solo dopo che siano già verificati deflussi significativi.

"Un circuit breaker che si attiva solo dopo che una significativa fuga dei depositi si è già verificata non è affatto una salvaguardia", hanno scritto le associazioni. "Il Congresso dovrebbe affrontare questo rischio in modo preventivo, garantendo che il Clarity Act vietì le ricompense e gli incentivi in payment stablecoin che funzionano come interessi sui depositi, invece di attendere che si verifichino danni a banche, mutuatari e comunità prima che ai regolatori venga data la possibilità di intervenire."

La lettera rinnova le richieste avanzate per la prima volta da sei associazioni bancarie a maggio, tra cui restrizioni sulle ricompense legate ai saldi dei conti e l'adozione di uno standard "substantially similar". La disputa si è nel frattempo estesa agli Stati natali dei senatori, dove i banchieri di credito territoriale hanno spinto per restrizioni più severe mentre i sostenitori delle crypto hanno mobilitato sostegno per il disegno di legge.

Le aziende crypto replicano che le ricompense in stablecoin dovrebbero rimanere disponibili e che il settore necessita di regole federali più chiare.