Netanyahu propone le criptovalute per contrastare eventuali sanzioni bancarie, ma la Banca di Israele dice no
Punti chiave
- •Netanyahu ha detto che i consiglieri dovrebbero elaborare piani di emergenza per eventuali restrizioni all'accesso di Israele ai canali bancari internazionali.
- •La Banca di Israele ha affermato che le criptovalute non possono offrire una via d'uscita dalle sanzioni finanziarie e ha attribuito ai leader politici la responsabilità di prevenirle.
- •Esponenti dell'opposizione hanno sostenuto che l'uso delle criptovalute potrebbe compromettere la capacità delle imprese israeliane di ricevere pagamenti e investimenti esteri.
- •Ufficiali bancari e di mercato hanno avvertito che anche limiti parziali sui trasferimenti potrebbero ritardare i pagamenti e aumentare i requisiti di conformità.
- •Gli investitori si preparano a una possibile volatilità alla ripresa delle contrattazioni israeliane, sebbene un calo potenziale del 20% riportato sia stato descritto come scenario estremo e non come previsione condivisa.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele dovrebbe prepararsi all'eventualità di sanzioni bancarie internazionali, indicando nelle criptovalute e nella tecnologia blockchain uno dei modi per mantenere funzionante l'economia qualora tali misure venissero adottate. La Banca di Israele ha respinto pubblicamente l'idea, affermando che le criptovalute "cannot be used as a route for bypassing sanctions" (non possono essere utilizzate come via per aggirare le sanzioni).
La polemica si è sviluppata tre giorni prima delle elezioni nazionali, con i leader dell'opposizione e alto esponenti del settore bancario e dei mercati dei capitali che si sono uniti alla banca centrale nel criticare la proposta. Secondo il Financial Times, la Banca di Israele ha respinto pubblicamente il piano del primo ministro di utilizzare le criptovalute per aggirare eventuali sanzioni finanziarie internazionali.
Netanyahu ha fatto queste dichiarazioni venerdì in un'intervista all'Economy Channel israeliano. Ha detto di aver chiesto ai suoi consiglieri di preparare un piano per far fronte a eventuali sanzioni bancarie. "You need to prepare an economy that can circumvent them" (Bisogna preparare un'economia che possa aggirarle), ha affermato.
Le dichiarazioni sono arrivate dopo che la Gran Bretagna e altri 11 paesi occidentali hanno annunciato sanzioni sui beni provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania, uno sviluppo che ha fatto da sfondo alle richieste del primo ministro di una pianificazione d'emergenza. Le misure annunciate miravano ai beni degli insediamenti e non all'accesso bancario; i commenti di Netanyahu puntavano a uno scenario diverso — restrizioni che potrebbero tagliare fuori le banche israeliane dai canali di pagamento transfrontalieri su cui le imprese israeliane contano per ricevere denaro dall'estero.
Bank of Israel Rejects Netanyahu’s Proposal to Use Crypto to Evade Potential International Financial Sanctions
According to the Financial Times, the Bank of Israel publicly rejected Prime Minister Benjamin Netanyahu’s proposal to use cryptocurrencies to circumvent potential… pic.twitter.com/UrBtc3hlQ6
— Wu Blockchain (@WuBlockchain) October 25, 2026
La Banca di Israele e l'opposizione si oppongono
La Banca di Israele ha risposto sabato, un giorno dopo l'intervista del primo ministro, affermando che le criptovalute "cannot be used as a route for bypassing sanctions" (non possono essere utilizzate come via per aggirare le sanzioni). La banca centrale ha aggiunto che Israele dovrebbe mantenere i suoi legami economici con i principali partner commerciali, e che il compito di prevenire l'imposizione delle sanzioni spetta ai leader politici e non al sistema finanziario.
Netanyahu ha poi dichiarato al Canale 14 di aver ascoltato le opposizioni e che ne terrebbe conto. "I listen, but I do what I think is best" (Ascolto, ma faccio ciò che ritengo migliore), ha detto.
I leader dell'opposizione sono stati rapidi nel criticare l'idea. Gadi Eisenkot, del partito Yashar, ha accusato Netanyahu di "dismantling the Israeli economy" (smontare l'economia israeliana) e ha chiesto come un'azienda tecnologica israeliana potrebbe ricevere pagamenti o investimenti dall'estero sotto un tale piano. Naftali Bennett di B'Yachad ha detto di essere "horrified" (inorridito) dalla proposta.
Avigdor Liberman di Yisrael Beytenu si è opposto su basi tecniche, affermando che le transazioni blockchain possono essere tracciate. Quell'obiezione si basa su una caratteristica tecnica delle principali blockchain pubbliche: le transazioni sono registrate su registri trasparenti e permanenti che osservatori esterni, inclusi i regolatori, possono analizzare. Liberman ha anche detto che Netanyahu aveva bloccato gli sforzi per regolamentare il settore cripto in Israele.
Cresce la preoccupazione nei mercati israeliani
Alti esponenti dei settori bancario e dei mercati dei capitali israeliani hanno dichiarato al quotidiano israeliano Israel Hayom di essere preoccupati per le potenziali conseguenze, indicando una possibile destabilizzazione dei trasferimenti di denaro internazionali e pressione sui titoli bancari all'apertura dei mercati.
Un alto dirigente bancario ha detto di non aver visto alcuna indicazione di una tale minaccia di sanzioni, aggiungendo di sperare che le dichiarazioni del primo ministro fossero solo retorica elettorale.
Le autorità hanno detto che anche limiti parziali sui trasferimenti potrebbero ritardare i pagamenti, con le imprese potenzialmente esposte a controlli e burocrazia aggiuntivi. I trasferimenti internazionali del tipo descritto dalle autorità dipendono tipicamente dai rapporti tra banche nazionali e banche corrispondenti estere, ed è per questo che anche restrizioni ristrette possono ripercuotersi sui pagamenti ordinari.
I gestori di investimenti hanno detto che si preparano a una possibile svendita alla riapertura della Borsa di Tel Aviv, il principale mercato mobiliare israeliano, lunedì. Hanno detto che persino la minaccia di sanzioni potrebbe portare gli investitori a rivedere le proprie posizioni. Un esponente dei mercati dei capitali ha detto che un calo del 20% è possibile se la situazione non si calma, sebbene Israel Hayom abbia notato che si tratta di uno scenario estremo da una singola fonte, non di una previsione condivisa.
Fonti citate dal quotidiano hanno detto che la Banca di Israele e le banche sono attese per adottare misure volte a rassicurare i mercati qualora la pressione aumentasse. Anche il trading valutario riprende lunedì.
Il dirigente bancario ha detto che la Banca di Israele sta già affrontando la questione, e che un quadro più chiaro dell'impatto sui mercati dovrebbe emergere una volta riprese le contrattazioni.