NotizieCryptoAustralia propone regole di reporting fiscale per le criptovalute con condivisione transfrontaliera dei dati entro il 2028

Australia propone regole di reporting fiscale per le criptovalute con condivisione transfrontaliera dei dati entro il 2028

Autore: CoinLineup·

Punti chiave

  • •La proposta australiana obbligherebbe exchange di criptovalute e fornitori di wallet a raccogliere e segnalare le informazioni dei clienti rilevanti ai fini fiscali, funzionando in modo simile alle certificazioni fiscali annuali emesse dalle banche.
  • •Il quadro è in linea con il Crypto-Asset Reporting Framework dell'OCSE, in base al quale gli Stati membri dell'UE e il Regno Unito inizieranno a scambiare dati fiscali sulle criptovalute nel 2027, mentre l'Australia appartiene a un secondo gruppo che punta al 2028.
  • •Le regole non sono state approvate e non sono state confermate regole definitive, elenchi di asset coperti o strutture sanzionatorie, in attesa della consultazione pubblica, della bozza di legge e delle indicazioni dell'Australian Taxation Office.
  • •Un reporting standardizzato darebbe all'Australian Taxation Office dati strutturati confrontabili con i registri delle giurisdizioni partner, rendendo visibili le discrepanze per gli utenti che detengono o scambiano criptovalute su più piattaforme o paesi.
  • •I detentori australiani di criptovalute affrontano già conseguenze fiscali sulle plusvalenze in caso di alienazione secondo indicazioni esistenti dell'ATO, quindi la segnalazione diretta delle piattaforme cambierebbe il flusso di informazioni verso l'ufficio fiscale senza creare nuovi adempimenti di base.
Australia propone regole di reporting fiscale per le criptovalute con condivisione transfrontaliera dei dati entro il 2028

L'Australia ha presentato nuove regole che obbligherebbero i fornitori di servizi di criptovalute a segnalare le informazioni fiscali dei clienti, con i dati raccolti destinati a essere condivisi a livello internazionale entro il 2028. La misura rimane una proposta e non una legge approvata, ma segnala che le autorità di regolamentazione australiane stanno puntando a una maggiore trasparenza nel modo in cui gli asset digitali vengono monitorati ai fini fiscali. Se finalizzato, il quadro avvicinerebbe il reporting degli asset digitali a standard applicati da tempo alle istituzioni finanziarie tradizionali.

Cosa richiederebbero le regole proposte

Secondo la proposta, le piattaforme di criptovalute che operano in Australia sarebbero obbligate a raccogliere e segnalare le informazioni dei clienti rilevanti per gli adempimenti fiscali. Il meccanismo funzionerebbe in modo simile alle certificazioni fiscali annuali emesse dalle banche, ma applicato agli exchange di criptovalute e ai fornitori di wallet.

La proposta è in fase di esame e non è stata approvata. Non sono state confermate regole definitive, elenchi asset coperti o strutture sanzionatorie. Nel frattempo, l'Australia sta ridisegnando attivamente il proprio panorama normativo sulle criptovalute, inclusi recenti provvedimenti di vigilanza contro fornitori non registrati.

L'obiettivo centrale, come riferito, è istituire un sistema di reporting standardizzato che alimenti un quadro globale di condivisione dei dati. Le autorità di regolamentazione desiderano un metodo uniforme per raccogliere i dati sulle attività in criptovalute da scambiare successivamente con le autorità fiscali di altri paesi.

Come funzionerebbe la condivisione transfrontaliera dei dati

Le criptovalute sono senza confini per natura. Un utente in Australia può detenere asset su una piattaforma registrata in un altro paese, il che rende difficile per un'unica autorità fiscale avere un quadro completo delle attività e delle holdings di un individuo.

Un reporting standardizzato darebbe all'Australian Taxation Office (ATO) un insieme di dati strutturati confrontabile con i registri delle giurisdizioni partner. Quando due paesi osservano la stessa attività di wallet riportata da angolazioni diverse, le lacune e le discrepanze diventano visibili. Ciò è particolarmente rilevante per chi detiene o scambia criptovalute su più piattaforme o paesi.

Questo tipo di scambio transfrontaliero di dati è già comune nel settore bancario tradizionale attraverso quadri come lo Common Reporting Standard (CRS). Applicare un modello analogo alle criptovalute rappresenterebbe una svolta significativa per una classe di asset che ha operato in gran parte al di fuori dei canali di reporting consolidati. La conformità fiscale delle criptovalute è diventata un focus normativo crescente a livello globale, e la proposta è in linea con il Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell'OCSE, il companion dedicato alle criptovalute del CRS. Ai sensi di tale standard, un primo gruppo di giurisdizioni, tra cui gli Stati membri dell'Unione europea e il Regno Unito, inizierà a scambiare dati fiscali sulle criptovalute nel 2027, mentre un secondo gruppo, che include l'Australia, punta al 2028.

Cosa significa il calendario 2028 per utenti e fornitori

L'obiettivo del 2028 per la condivisione globale dei dati è la finalità dichiarata, non una data di implementazione garantita. Le regole in questa fase attraversano tipicamente periodi di consultazione, stesura legislativa e implementazioni graduali prima di entrare in vigore.

Per i comuni detentori di criptovalute in Australia, l'impatto pratico dipenderà da cosa le regole finali richiederanno alle piattaforme di segnalare. Secondo indicazioni dia data dell'ATO, l'alienazione di criptovalute può già comportare conseguenze fiscali sulle plusvalenze, e i contribuenti devono conservare i propri registri anche quando l'attività si estende su più piattaforme. La segnalazione diretta delle piattaforme cambiarebbe il modo in cui le informazioni raggiungono l'ufficio fiscale, non l'esistenza degli adempimenti di base. Gli utenti dovrebbero prestare attenzione agli annunci su perimetro del reporting, quali piattaforme rientrano nel regime e quando scadono gli obblighi di conformità.

Per i fornitori di servizi di criptovalute, la proposta segnala che un nuovo onere di conformità è in arrivo. Le piattaforme che operano senza registrazione adeguata affrontano già rischi normativi in Australia, e un regime formale di reporting innalzerebbe ulteriormente l'asticella.

I prossimi passi da monitorare sono una consultazione pubblica formale, una bozza di legge e le indicazioni dell'Australian Taxation Office su come le regole si applicheranno nella pratica. Finché questi documenti non saranno pubblicati, i dettagli del regime restano aperti. Chiunque detenga importi significativi in criptovalute, così come qualsiasi piattaforma operante in Australia, dovrebbe seguire attentamente l'iter della proposta.

Disclaimer: Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni.