Le azioni asiatiche scendono mentre le tensioni in Medio Oriente colpiscono i titoli coreani e i nomi legati all'AI pesano sul Nikkei
Punti chiave
- •Il Nikkei è sceso di circa l'1% mentre il più ampio Topix è rimasto sostanzialmente invariato, indicando che gli investitori stavano riducendo selettivamente le posizioni in AI e semiconduttori piuttosto che vendere in modo diffuso le azioni giapponesi.
- •Le azioni di SoftBank Group hanno perso circa il 4% nonostante la società avesse comunicato un calo dell'utile trimestrale inferiore alle attese, pari a circa il 18%, poiché i risultati non hanno fornito nuovi catalizzatori per ulteriori rialzi.
- •Il KOSPI della Corea del Sud ha aperto in rialzo di oltre l'1% e ha brevemente raggiunto l'area dei 6,400 punti prima di invertire in ribasso dopo le notizie su possibili restrizioni iraniane nello Stretto di Hormuz e sugli attacchi Houthi nel sud dell'Arabia Saudita.
- •I principali produttori coreani di chip hanno guidato l'inversione, con SK Hynix in calo di circa il 5% e Samsung Electronics in ribasso in misura minore, mentre il KOSDAQ è sceso di quasi il 3% a circa 778.
- •Le rinnovate preoccupazioni per la sicurezza in Medio Oriente dovrebbero sostenere i prezzi del petrolio e il dollaro, mentre pesano sulle valute asiatiche sensibili al rischio, dato che lo Stretto di Hormuz gestisce circa un quinto del consumo globale di petrolio.

Le azioni asiatiche hanno virato al ribasso venerdì mentre le rinnovate tensioni in Medio Oriente hanno oscurato i guadagni iniziali, con i titoli giapponesi legati ai chip e all'AI che hanno pesato sul Nikkei e le azioni coreane che hanno annullato un forte avvio di seduta.
Il Nikkei ha perso circa l'1% poiché le perdite nei titoli tecnologici hanno superato la forza del mercato più ampio, mentre il Topix, meno esposto al tema AI, è rimasto sostanzialmente invariato nella giornata. La divergenza suggerisce che gli investitori stiano riducendo in modo selettivo le posizioni nei nomi di AI e semiconduttori che hanno guidato gran parte dei guadagni azionari della regione nell'ultimo anno.
SoftBank Group è stata tra i ribassi più evidenti della seduta, cedendo circa il 4% nonostante il gruppo tecnologico avesse comunicato il giorno precedente un calo dell'utile nel primo trimestre inferiore alle attese, pari a circa il 18%. Nonostante il dato abbia battuto il consenso di mercato, è stato giudicato poco utile a sostenere ulteriormente il titolo, con un operatore che ha osservato come i numeri non abbiano fornito nuovi spunti in grado di supportare il prezzo oltre la reazione iniziale agli utili.
In Corea del Sud, il KOSPI ha aperto decisamente in rialzo, oltre l'1%, toccando brevemente l'area dei 6,400 punti, proseguendo i guadagni anche dopo una debole sessione notturna a Wall Street. Tuttavia, quella forza si è esaurita circa un'ora dopo l'avvio delle contrattazioni, quando il rischio geopolitico in Medio Oriente è riemerso.
Le notizie secondo cui l'Iran potrebbe muoversi per limitare il transito di navi statunitensi e israeliane nello Stretto di Hormuz, seguite dalle notizie di un attacco degli Houthi nello Yemen al sud dell'Arabia Saudita, hanno pesato pesantemente sul sentiment e hanno spinto l'indice al ribasso. Lo Stretto di Hormuz è uno dei principali colli di bottiglia energetici al mondo, attraverso il quale transita circa un quinto del consumo globale di petrolio, rendendo qualsiasi minaccia al passaggio un catalizzatore diretto per i prezzi dell'energia e le aspettative di inflazione.
I produttori di chip hanno sopportato il peso principale dell'inversione, con SK Hynix in calo di circa il 5% e Samsung Electronics in ribasso, seppur in misura minore. Il KOSDAQ ha replicato il calo più ampio, cedendo la forza iniziale e scambiando intorno a 778 punti, in flessione di quasi il 3% nella giornata.
Il ritiro sincronizzato delle azioni coreane ha evidenziato quanto rapidamente le rinnovate preoccupazioni per la sicurezza nel Golfo possano compensare condizioni di mercato altrimenti costruttive, anche dopo una seduta aperta con chiaro slancio al rialzo.
L'inversione delle azioni coreane, da un rally iniziale a perdite consistenti, evidenzia quanto il rischio per l'appetito regionale resti sensibile a qualsiasi nuovo titolo sul Medio Oriente, in questo caso le notizie di una possibile restrizione al transito nello Stretto di Hormuz insieme alla rinnovata attività Houthi contro l'Arabia Saudita. Questa combinazione è destinata probabilmente a sostenere il petrolio e il dollaro, mentre pesa sulle valute asiatiche sensibili al rischio, incluso il dollaro australiano dato il suo legame con il sentiment azionario regionale.
In Giappone, la divergenza tra un Topix resiliente e un Nikkei più debole indica una rotazione in uscita dai titoli legati all'AI e ai chip piuttosto che un selloff generalizzato, mentre il calo di SoftBank nonostante utili superiori alle attese mostra che gli investitori guardano oltre gli utili headline in cerca di un segnale di crescita più chiaro. I produttori di chip in tutta la regione, incluso SK Hynix, restano esposti sia al ridimensionamento del trade AI sia a un'eventuale escalation delle tensioni nel Golfo, che eserciterebbe ulteriore pressione sul sentiment globale di rischio.
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