ARK Invest avverte che il crypto sta entrando nella sua più profonda fase di consolidamento, con chiusure e M&A all’orizzonte
Punti chiave
- •Lorenzo Valente ha affermato che il crypto sta attraversando la più severa fase di consolidamento della sua storia, con investitori più selettivi e progetti deboli costretti a uscire dal mercato.
- •Hyperliquid e PumpFun insieme generano circa il 67% dei ricavi totali delle applicazioni, e i primi tre progetti con Ethena arrivano a quasi l’80%.
- •Valente prevede più fusioni e acquisizioni, fallimenti Chapter 11, chiusure di progetti e acqui-hire nei prossimi mesi.
- •Il ricercatore on-chain 0xviet ha detto che 63 progetti crypto sono già stati chiusi dall’inizio del 2026, portando il settore sulla rotta di circa 100 chiusure entro fine anno.
- •I fallimenti si sono estesi a wallet, DeFi e infrastrutture, con casi come BitMEX, BitMart, Polygon zkEVM e Movement Labs.

Il ricercatore di ARK Invest Lorenzo Valente ha avvertito che il settore delle criptovalute sta entrando nella sua fase di consolidamento più severa finora, una contrazione che, a suo avviso, è più profonda dei precedenti bear market perché il capitale si concentra in un insieme sempre più ristretto di progetti validi.
In una recente analisi, Valente ha affermato che la struttura del mercato è cambiata in modo deciso, con investitori molto più selettivi e team o exchange privi di un reale product-market fit costretti a chiudere le operazioni o a cercare vie d’uscita d’emergenza.
La concentrazione dei ricavi nel settore ha raggiunto livelli senza precedenti, evidenziando il divario crescente tra i leader di mercato e i partecipanti in difficoltà. Secondo Valente, Hyperliquid e PumpFun insieme rappresentano circa il 67% dei ricavi totali delle applicazioni, mentre l’inclusione di Ethena porta i primi tre progetti a quasi l’80% del totale.
Ha aggiunto che questa estrema concentrazione non riguarda solo le applicazioni decentralizzate, ma si estende anche a middleware, infrastrutture e reti layer-one, indicando un riordino ampio del settore e non una debolezza isolata in un singolo segmento.
“Credo che Crypto stia attraversando la più grande fase di consolidamento della sua storia, molto più profonda rispetto ai precedenti bear market. La struttura del mercato è cambiata. Il capitale è molto più selettivo e team ed exchange senza un vero PMF stanno chiudendo. La concentrazione dei ricavi… pic.twitter.com/oY6pGSPV32 — Lorenzo Valente (@LorenzoARK) July 28, 2026”
Guardando avanti, Valente prevede che questo contesto innescherà nei prossimi mesi una serie di cambiamenti strutturali, tra cui un aumento delle attività di fusione e acquisizione, istanze di fallimento Chapter 11, chiusure nette di progetti e acqui-hire, con i team in difficoltà assorbiti da concorrenti più forti.
La rapidità di questi cambiamenti è rilevante perché può ridefinire quali prodotti avranno ancora accesso a capitale, utenti e distribuzione man mano che il mercato diventa più selettivo. Nonostante la severità del trend, lo ha definito “estremamente rialzista per il settore”, sostenendo che il processo di selezione è un filtro necessario che alla fine dovrebbe rafforzare l’industria riallocando capitale e talenti verso progetti con trazione dimostrabile e modelli economici sostenibili.
Una ondata di chiusure di progetti segnala il passaggio dall’hype speculativo a un’economia sostenibile
La tesi del consolidamento è già visibile nella pratica. Secondo il ricercatore on-chain 0xviet, 63 progetti crypto hanno cessato le operazioni dall’inizio del 2026, mettendo il settore sulla traiettoria di circa 100 chiusure entro fine anno. Tra i casi più noti figurano BitMEX, che è programmato per lo smantellamento permanente a settembre nel contesto di una class action che lo accusa di furto e insider trading, e BitMart, il cui piano di chiusura graduale si concluderà a gennaio 2027 e il cui token BMX è crollato di quasi il 60% dopo l’annuncio.
“Crypto Project Shut Down 2026 – Present pic.twitter.com/0ld1TwBysl — 0xviet (@0xvietnguyen) July 25, 2026”
L’ondata di uscite interessa più verticali: wallet come Magic Eden, Leap e Ctrl hanno chiuso; protocolli DeFi tra cui Radiant Capital e Step Finance hanno cessato l’attività; e progetti infrastrutturali come Polygon zkEVM e Movement Labs hanno ceduto alle pressioni di mercato. Movement Labs ha presentato istanza di fallimento Chapter 11 nonostante avesse raccolto $41 million.
Gli osservatori del settore attribuiscono la serie di fallimenti a fattori strutturali più che ciclici. Molti dei progetti cessati facevano affidamento sull’hype dei token e sugli airdrop per attirare utenti, ma non hanno mai sviluppato modelli di ricavo sostenibili.
Diversi soggetti che hanno raccolto capitale durante il boom del 2021–2024 non sono riusciti a ottenere finanziamenti successivi mentre gli investitori di venture capital irrigidivano i criteri, mentre i protocolli DeFi e gaming faticavano a mantenere basi di utenti attivi. L’intensificarsi della concorrenza tra aggregatori di exchange decentralizzati e provider di wallet ha ulteriormente marginalizzato gli operatori più piccoli, e una serie di hack nel 2026 ha imposto ulteriori chiusure. L’aumento dei costi infrastrutturali e la pressione regolatoria in più giurisdizioni hanno aggravato la situazione.
I dati indicano anche un cambiamento nella propensione degli investitori. Hyperliquid ha recentemente registrato volumi settimanali di scambio di real-world asset superiori, per la prima volta, all’attività crypto-native, mentre il CEO di Circle Jeremy Allaire ha previsto un più ampio spostamento lontano dal “speculare su commodity digitali endogene”. Nel loro insieme, questi trend suggeriscono che l’attuale fase di uscita non rappresenta una correzione di mercato, ma una riorganizzazione del settore verso utilità ed economia sostenibile.
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