NotizieAzioniApple e Micron si scontrano sulla decisione dell’amministrazione Trump sui chip di memoria cinesi

Apple e Micron si scontrano sulla decisione dell’amministrazione Trump sui chip di memoria cinesi

Autore: Blockonomi·

Punti chiave

  • L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha tenuto diversi incontri con alti funzionari dell’amministrazione Trump per cercare l’approvazione all’acquisto di chip di memoria dalle cinesi CXMT e YMTC da usare in prodotti venduti fuori dagli Stati Uniti.
  • Micron Technology si oppone alla richiesta di Apple, con l’amministratore delegato Sanjay Mehrotra che avverte che consentire acquisti da produttori cinesi di memorie potrebbe indebolire l’industria nazionale dei semiconduttori, in modo simile ai passati declini della siderurgia statunitense.
  • Secondo i dati di TechInsights, i costi dei chip di memoria sono quadruplicati nell’ultimo anno, spinti principalmente dall’intensa domanda dei data center per l’IA di componenti avanzati come memoria ad alta larghezza di banda e moduli DDR5.
  • YMTC è attualmente nella U.S. Entity List e il Pentagono ha classificato sia CXMT sia YMTC come società cinesi affiliate all’esercito, aggiungendo significative complicazioni di sicurezza nazionale alla richiesta di Apple.
  • Apple aveva già tentato un accordo simile con YMTC nel 2022, ma si era ritirata dopo le reazioni politiche; l’attuale segretario di Stato Marco Rubio resta coinvolto nelle discussioni in corso.
Apple e Micron si scontrano sulla decisione dell’amministrazione Trump sui chip di memoria cinesi

Apple sta cercando l’approvazione dell’amministrazione Trump per utilizzare semiconduttori di memoria prodotti in Cina nei prodotti venduti fuori dagli Stati Uniti, aprendo uno scontro di lobbying con Micron Technology, l’unico grande produttore nazionale statunitense di chip di memoria. Il mercato globale delle memorie è dominato dalle sudcoreane Samsung e SK Hynix insieme a Micron, il che significa che Apple dispone di alternative limitate quando l’offerta si restringe e i prezzi aumentano.

L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha tenuto diversi incontri con alti funzionari dell’amministrazione Trump, tra cui il segretario al Commercio Howard Lutnick e il segretario al Tesoro Scott Bessent, mentre la società spinge per ottenere il permesso di acquistare chip di memoria da ChangXin Memory Technologies e Yangtze Memory Technologies. Le due società, note come CXMT e YMTC, hanno sede in Cina e stanno ampliando rapidamente le proprie capacità in DRAM e NAND flash, riducendo il divario tecnologico con i concorrenti consolidati coreani e statunitensi.

Apple and Micron $MU are now in a major lobbying fight over memory chips, according to WSJ. $AAPL is pressing the White House to allow it to use chips from China's CXMT and YMTC in products sold outside the U.S., arguing that it would ease the global shortage and lower costs.… pic.twitter.com/yln2yoDWki — Wall St Engine (@wallstengine) July 25, 2026

La posizione di Apple si concentra sui vincoli dell’offerta globale di chip di memoria e sui prezzi al consumo. La società, che utilizza enormi volumi di NAND flash e DRAM in iPhone, iPad e Mac, sostiene che l’impiego di componenti cinesi in dispositivi distribuiti a livello internazionale, anziché nel mercato statunitense, contribuirebbe ad alleviare le carenze e a ridurre i costi.

Micron si oppone alla richiesta. L’amministratore delegato Sanjay Mehrotra ha avvertito i funzionari governativi che consentire alle grandi società tecnologiche statunitensi di acquistare da produttori cinesi di memorie, anche per prodotti venduti all’estero, potrebbe indebolire l’industria nazionale dei semiconduttori. Micron ha paragonato il rischio al declino dell’acciaio statunitense e di altri comparti manifatturieri, dove la concorrenza della Cina ha contribuito a un’ampia erosione industriale.

La disputa arriva mentre i prezzi dei semiconduttori di memoria sono aumentati bruscamente. Secondo i dati di TechInsights citati nel rapporto di origine, i costi dei chip di memoria si sono moltiplicati per quattro nell’ultimo anno. L’aumento è stato trainato in larga parte dalla domanda dei data center per l’intelligenza artificiale, che utilizzano grandi volumi di memoria avanzata — in particolare memoria ad alta larghezza di banda (HBM) e moduli DDR5 ad alta densità — e pagano prezzi più elevati per componenti all’avanguardia.

Questa domanda legata all’IA ha ridotto l’offerta disponibile per altri settori, tra cui smartphone, sistemi automobilistici e apparecchiature medicali. La carenza ha inoltre modificato la tradizionale leva negoziale di Apple con i fornitori di semiconduttori, poiché i produttori di memorie danno priorità ai clienti IA con margini più elevati rispetto agli ordini ad alto volume dell’elettronica di consumo.

Apple ha accusato Micron di sfruttare il contesto di offerta limitata per generare profitti eccessivi. La società indica i margini lordi di Micron, che ora superano l’80%, come prova di quella che descrive come una politica di prezzi irragionevole. Apple sostiene inoltre che Micron stia concentrando l’espansione della produzione sui clienti IA piuttosto che sui produttori di elettronica di consumo.

Micron respinge queste accuse. La società afferma che gli aumenti dei prezzi riflettono condizioni di mercato più ampie, e non semplicemente i costi dei chip di memoria, e ha sottolineato il proprio impegno a investire 250 miliardi di dollari nell’espansione dell’infrastruttura manifatturiera negli Stati Uniti.

Le preoccupazioni per la sicurezza nazionale aggiungono un ulteriore livello alla decisione che la Casa Bianca deve affrontare. YMTC è nella U.S. Entity List, una designazione commerciale restrittiva, e il Pentagono ha classificato sia CXMT sia YMTC come società cinesi affiliate all’esercito. L’amministrazione Biden ha inserito YMTC nella Entity List nel dicembre 2022, limitandone l’accesso agli strumenti avanzati per la produzione di chip, e le restrizioni sulle società cinesi di semiconduttori si sono progressivamente inasprite sotto entrambe le amministrazioni.

Michael Kratsios, consigliere tecnologico della Casa Bianca, ha dichiarato questa settimana ai membri del Congresso che le società statunitensi dovrebbero evitare rapporti commerciali con imprese designate nella Entity List.

Apple aveva perseguito un accordo simile con YMTC nel 2022, ma aveva abbandonato l’iniziativa dopo le reazioni politiche. All’epoca, l’allora senatore Marco Rubio avvertì che Apple stava “giocando con il fuoco”. Rubio è ora segretario di Stato e resta coinvolto nelle discussioni in corso.

Il presidente Trump ha elogiato pubblicamente sia Apple sia Micron per i loro impegni di investimento nazionale, ma non ha annunciato una posizione sulla richiesta di Apple. La decisione arriva inoltre durante il proseguimento dei negoziati commerciali con la Cina, aggiungendo un’ulteriore considerazione strategica alla revisione dell’amministrazione. L’esito probabilmente indicherà quanto ampiamente l’amministrazione interpreterà le proprie restrizioni all’export: se le designazioni di sicurezza nazionale si applicheranno solo ai prodotti destinati agli Stati Uniti o si estenderanno alle catene di fornitura globali delle società statunitensi.