Anthropic modella l’impatto economico dell’IA entro il 2030, dalla crescita più rapida alla disoccupazione record
Punti chiave
- •Nello scenario moderato, il PIL del 2030 supera dell’1,6% il percorso senza IA e la disoccupazione aumenta di 0,1 punti percentuali.
- •Nello scenario sostanziale, l’IA svolge circa la metà del lavoro cognitivo, il PIL supera dell’8,3% il livello di riferimento e i salari dei lavoratori della conoscenza rimangono sostanzialmente invariati.
- •Lo scenario estremo produce una crescita annua del PIL del 15,4% e un’economia più grande del 32%, ma la disoccupazione complessiva raggiunge l’11,9% e la quota del lavoro scende dal 60% al 45%.
- •Le aspettative mediane degli intervistati implicano un PIL superiore dell’8,6% rispetto al percorso senza IA e una disoccupazione di circa il 4,6% entro il 2030.
- •Anthropic individua nell’offerta di capitale, nella rigidità salariale e nel tempo necessario ai lavoratori licenziati per accedere a nuove occupazioni fattori determinanti per i risultati.

Il team Economics di Anthropic ha pubblicato un documento di lavoro, “Scenari economici per un’IA trasformativa”, insieme a uno strumento interattivo per analizzare come le capacità e l’adozione dell’IA potrebbero influire sul PIL, sui salari, sull’occupazione e sulla quota del lavoro entro il 2030.
Il framework, sviluppato utilizzando un modello macroeconomico basato sulle mansioni, non è destinato a formulare previsioni. Traduce invece un insieme ristretto di variabili misurabili in risultati economici comparabili. Tra queste rientrano la quota di mansioni che l’IA è in grado di svolgere, l’estensione della sua diffusione, i guadagni di produttività per mansione e l’equilibrio tra automazione e potenziamento del lavoro. Questa struttura rende particolarmente importanti le ipotesi del documento: variazioni nell’uso osservato dell’IA, nelle capacità relative alle mansioni, nelle transizioni dei lavoratori e nell’offerta di capitale possono produrre risultati sostanzialmente diversi.
Il documento presenta tre scenari. Nello scenario moderato, l’impatto economico dell’IA è simile a quello di Internet. Il PIL nel 2030 è superiore dell’1,6% rispetto al percorso senza IA, la crescita annuale raggiunge il 2,4% e la disoccupazione aumenta soltanto di un decimo di punto percentuale.
Lo scenario sostanziale riflette le previsioni diffuse dalle istituzioni finanziarie nel 2023. In questo percorso, entro il 2030 l’IA svolge circa la metà del lavoro cognitivo, il PIL è superiore dell’8,3% rispetto al percorso senza IA e la crescita annuale raggiunge il 5,4%. I salari dei lavoratori della conoscenza rimangono sostanzialmente invariati, mentre quelli degli altri settori aumentano.
Lo scenario estremo presuppone una rapida adozione di un’IA capace di migliorarsi ricorsivamente. La crescita del PIL raggiunge il 15,4% annuo e l’economia diventa più grande del 32%, rendendo la società significativamente più ricca. Tuttavia, la quota del lavoro scende dal 60% al 45%, i salari cognitivi diminuiscono dell’11,5% rispetto al trend, la disoccupazione cognitiva raggiunge il 17,9% e la disoccupazione complessiva sale all’11,9%, oltre i record del dopoguerra.
Il modello rileva inoltre che il contributo dell’IA alla crescita trainata dall’innovazione rimane limitato anche nello scenario estremo, poiché la ricerca continua a essere vincolata dalle mansioni fisiche.
Anthropic’s Economics team is sharing a new model of how AI might affect economic growth, jobs, wages, and more by 2030. Explore the scenarios, tell us what you think will happen, and see how your answers compare to more than 10,000 Americans. — Anthropic (@AnthropicAI) September 9, 2026
Le aspettative del pubblico si allineano allo scenario sostanziale
Per integrare il modello, Anthropic ha intervistato ad agosto 10,980 adulti statunitensi sulle capacità dell’IA, sulla sua adozione, sugli effetti sulla produttività e sulle prospettive di reinserimento lavorativo. Il rispondente mediano si aspetta che entro il 2030 l’IA svolga sei delle otto mansioni di riferimento, dalla corrispondenza aziendale di routine allo sviluppo software. Gli intervistati prevedono inoltre che l’IA venga impiegata nel 40% delle mansioni realizzabili e stimano che un lavoratore licenziato avrebbe bisogno di circa otto mesi per trovare un impiego in una nuova occupazione.
Inserite nel modello, queste risposte mediane producono risultati vicini allo scenario sostanziale: il PIL raggiunge un livello superiore dell’8,6% rispetto al percorso senza IA e la disoccupazione si attesta intorno al 4,6%. Le aspettative sono tuttavia molto diverse. Circa il 10% degli intervistati esprime opinioni coerenti con lo scenario estremo, mentre il 40% afferma che scoperte di livello Nobel guidate dall’IA non si verificheranno mai.
Gli autori osservano che quasi tutta la divergenza tra gli scenari emerge dopo il 2027, poiché i percorsi condividono le misurazioni attuali dell’uso dell’IA. L’analisi di sensibilità individua due variabili principali. L’elasticità dell’offerta di capitale influisce sulla distribuzione dei guadagni tra lavoratori e proprietari del capitale, mentre la rigidità salariale determina se i lavoratori cognitivi sostengono i costi attraverso salari più bassi o una maggiore disoccupazione. Con lo sviluppo degli scenari, queste misure e il tempo necessario ai lavoratori licenziati per passare a nuove occupazioni sono le principali condizioni da monitorare nel confronto tra i risultati e i percorsi del modello.
Nello scenario estremo, il reddito complessivo da lavoro rimane pressoché invariato nonostante un PIL più grande di un terzo. Di conseguenza, quasi tutti i guadagni affluiscono al capitale. Compensare i lavoratori della conoscenza richiederebbe trasferimenti equivalenti a circa il 9% del PIL, approssimativamente pari alla dimensione combinata di Social Security e Medicare. Il documento afferma che non esiste un precedente storico per una redistribuzione guidata dalla tecnologia di tale portata.
Secondo Anthropic, il framework è destinato a orientare i finanziamenti alla ricerca e le proposte di politica pubblica dell’azienda, con l’obiettivo di garantire un’ampia condivisione dei benefici economici dell’IA.