NotizieMacroSecondo il rapporto di Rillion, i team finanziari statunitensi devono affrontare un divario di fiducia e automazione nell'AI

Secondo il rapporto di Rillion, i team finanziari statunitensi devono affrontare un divario di fiducia e automazione nell'AI

Autore: Globalfintechseries·

Punti chiave

  • •Il rapporto 2026 AI in Finance di Rillion si basa su un sondaggio tra 250 CFO e responsabili finanziari statunitensi ed esamina i divari in termini di fiducia, competenze, automazione e trasformazione.
  • •Il 68% dei team finanziari usa già l'AI nel lavoro quotidiano, ma solo il 39% dei CFO si sente a proprio agio nel lasciare che l'AI agisca in modo indipendente senza revisione umana.
  • •Quasi nove CFO su dieci segnalano carenze nelle proprie soluzioni di acquisizione fatture ed estrazione dati, e il 45% richiede ancora una revisione umana dopo l'elaborazione delle fatture.
  • •Solo il 21% dei responsabili finanziari indica la mancanza di competenze interne in materia di AI come ostacolo attuale, mentre il 60% si aspetta che la comprensione degli strumenti di AI diventi una delle competenze finanziarie più importanti.
  • •I team finanziari che usano l'AI in modo esteso hanno una probabilità più che tripla rispetto a chi inizia ora (51% contro il 16%) di aspettarsi che l'AI trasformi la maggior parte dei processi finanziari.
Secondo il rapporto di Rillion, i team finanziari statunitensi devono affrontare un divario di fiducia e automazione nell'AI

L'adozione dell'AI può essere diffusa nelle funzioni finanziarie statunitensi, ma un nuovo studio di Rillion suggerisce che questa adozione stia creando un'illusione di progresso. Dietro un utilizzo elevato e aspettative alte, i team finanziari continuano a fare i conti con una fiducia limitata, lavoro manuale e divari emergenti nelle competenze.

Il rapporto 2026 AI in Finance si basa su un sondaggio condotto tra 250 CFO e responsabili finanziari in tutti gli Stati Uniti. È stato realizzato da Rillion, un fornitore di software per l'automazione della contabilità fornitori, ed esamina quattro divari tra ambizione e realtà dell'AI: fiducia, competenze, automazione e trasformazione. Il rapporto unisce i risultati del sondaggio alle prospettive di responsabili finanziari ed esperti di AI, tra cui contributori di GitHub, Meltwater, Docusign, Foxit, Joe & The Juice e CFO Alliance.

I risultati evidenziano una netta tensione tra adozione e fiducia. Il sessantotto per cento dei team finanziari usa già l'AI nel lavoro quotidiano, mentre un altro 28% la sta sperimentando o valutando. Eppure, solo il 39% dei CFO dichiara di sentirsi a proprio agio nel permettere all'AI di agire in modo indipendente senza revisione umana. Questa prudenza rispecchia il funzionamento tradizionale dei controlli finanziari, in cui gli output che incidono su pagamenti e reportistica vengono verificati prima di essere messi in atto.

«L'AI è passata con una velocità incredibile da qualcosa con cui i responsabili finanziari sperimentavano a qualcosa che molti team oggi usano ogni giorno. Ma l'adozione di per sé non significa trasformazione», afferma Daniel de Sousa, CEO di Rillion. «La parte interessante di questa ricerca è il divario tra quanto la finanza appare pronta sulla carta e ciò che accade sotto la superficie. Fiducia, competenze e lavoro manuale frenano ancora molte organizzazioni.»

L'automazione dipende ancora dal lavoro manuale

Il divario è particolarmente visibile nelle attività ripetitive come l'elaborazione delle fatture, un compito centrale della contabilità fornitori che da tempo rappresenta un obiettivo di automazione per il suo volume e la sua ripetitività. Quasi nove CFO su dieci segnalano carenze nelle attuali soluzioni di acquisizione fatture ed estrazione dati. Quasi la metà, il 45%, afferma che dopo l'elaborazione delle fatture è ancora necessaria una revisione umana. Questa fase di verifica persiste per ragioni pratiche: gli errori di estrazione nella fatturazione possono comportare pagamenti duplicati o in ritardo.

«I team finanziari automatizzano i processi da anni, ma ancora troppa automazione dipende dall'intervento delle persone quando qualcosa cambia», afferma de Sousa. «Il passo successivo non è semplicemente aggiungere più AI. È costruire processi in grado di gestire la realtà operativa delle imprese, senza che il lavoro manuale si ripresenti.»

La finanza potrebbe avere un punto cieco sulle competenze AI

Il rapporto evidenzia anche un disallineamento tra le competenze che i responsabili finanziari ritengono necessarie oggi e quelle che si aspettano saranno determinanti in futuro.

Solo il 21% indica la mancanza di competenze interne in materia di AI come principale ostacolo all'adozione oggi. Al tempo stesso, il 60% ritiene che la comprensione degli strumenti di AI diventerà una delle competenze più importanti nella finanza. Questa aspettativa è sempre più difficile da rimandare, poiché le funzionalità di AI vengono integrate nei software finanziari e ERP di uso comune che i team già utilizzano, trasformando la familiarità con l'AI da tema specialistico a parte del lavoro finanziario quotidiano.

«Non dovremmo pensare alla competenza nell'AI come all'imparare a usare uno strumento specifico», afferma de Sousa. «Il cambiamento più grande è imparare a lavorare in modo diverso: sapere cosa automatizzare, come mettere in discussione l'output e dove il giudizio umano resta determinante. Queste capacità richiedono tempo per essere costruite, ed è per questo che i responsabili finanziari devono iniziare a investirci fin d'ora.»

Chi usa di più l'AI si aspetta la trasformazione più grande

I team finanziari che già usano l'AI in modo esteso hanno una probabilità più che tripla, con il 51% contro il 16%, di aspettarsi che l'AI trasformi la maggior parte dei processi finanziari, rispetto a chi è all'inizio del proprio percorso di AI.

«Le persone con più esperienza pratica di AI sono anche quelle che vedono arrivare il cambiamento più grande», afferma de Sousa. «Questo dovrebbe essere un campanello d'allarme per le organizzazioni ancora in attesa a bordo campo. La scala della trasformazione potrebbe essere la più difficile da vedere quando ci si trova all'inizio del percorso.»