TRM Labs: l'uso dell'IA nella criminalità crypto è aumentato del 40% nell'ultimo anno
Punti chiave
- •TRM Labs ha riportato un aumento del 40% su base annua della quota di criminalità crypto che coinvolge strumenti di IA.
- •L'azienda ha dichiarato che gli attaccanti utilizzano l'IA per esche di phishing, identità false, ingegneria sociale automatizzata e altri flussi di lavoro ingannevoli.
- •La criminalità assistita dall'IA può ridurre i costi degli attacchi e rendere più difficile il rilevamento delle minacce per gli exchange e i team di compliance.
- •Le identità sintetiche e i documenti contraffatti possono esercitare ulteriore pressione sui sistemi KYC e di monitoraggio delle transazioni secondo le regole del FATF e della MiCA europea.
- •L'articolo indica che i difensori dovrebbero monitorare se l'attività illecita legata all'IA continuerà a crescere nei futuri rapporti di TRM e come verranno applicate le regole di trasparenza dell'AI Act europeo.

L'azienda di intelligence blockchain TRM Labs afferma che l'uso dell'intelligenza artificiale nella criminalità crypto è aumentato del 40% nell'ultimo anno — un dato che sposta la convergenza tra IA e blockchain fuori dalla narrazione del mercato del calcolo e la colloca nella colonna della modellazione delle minacce per gli exchange e i team di compliance.
Cosa ha riportato TRM Labs
TRM Labs è uno dei nomi affermati nell'analisi blockchain — insieme a società come Chainalysis ed Elliptic — e fornisce screening dei wallet, monitoraggio delle transazioni e tracciamento forense a exchange, istituzioni finanziarie e forze dell'ordine. Secondo la ricerca sulla criminalità crypto 2026 di TRM Labs, la quota di attività criminali legate alle cryptovalute che coinvolgono strumenti di IA è aumentata del 40% su base annua. L'azienda inquadra l'aumento in modo specifico come una facilitazione dei reati, piuttosto che come un'adozione generalizzata dell'IA nel settore. La tendenza è stata riportata anche nella copertura dei risultati di TRM.
In termini pratici, "uso dell'IA nella criminalità crypto" indica gli attori di minaccia che integrano strumenti di machine learning nei flussi di attacco esistenti: modelli generativi per esche di phishing e identità false, ingegneria sociale automatizzata e inganni predefiniti rivolti sia agli utenti retail sia agli operatori di protocolli.
Perché l'aumento è importante per la sicurezza crypto
L'incremento riportato è rilevante perché quantifica un cambiamento che molti team di sicurezza hanno descritto in modo aneddotico: gli avversari stanno ora automatizzando passaggi che prima richiedevano lavoro manuale, riducendo il costo per attacco. Questo cambiamento operativo complica direttamente il rilevamento delle minacce per gli exchange e i desk di compliance che si affidano al riconoscimento di pattern.
Per i team di compliance, gli attacchi assistiti dall'IA significano che identità sintetiche e documentazione contraffatta diventano più economiche da produrre su larga scala, alzando l'asticella per i sistemi KYC e di monitoraggio delle transazioni. Questi oneri si inseriscono in un quadro normativo già irrigidito — la Travel Rule del FATF e il regime MiCA dell'UE estendono ai fornitori di servizi cripto-attivo obblighi di KYC e monitoraggio di tipo bancario — il che rende le identità falsificate con l'IA un'esposizione normativa, e non solo una perdita per frode. La pressione arriva in un periodo in cui le perdite di sicurezza crypto hanno superato 1 miliardo di dollari nel primo semestre del 2026, secondo dati separati di Blockaid.
A livello di utente, il rischio più chiaro nel breve periodo è quello di truffe più convincenti: messaggi, voci e personaggi generati con l'IA, più difficili da distinguere dalle comunicazioni legittime. Le frodi basate sui deepfake sono documentate ben oltre il mondo crypto: in un caso ampiamente riportato nel 2024 a Hong Kong, un dipendente della società di ingegneria Arup ha trasferito circa 25 milioni di dollari dopo una videochiamata in cui tutti gli altri partecipanti si sono rivelati deepfake. La stessa dinamica è già emersa nel documentato spostamento verso la coercizione fisica osservato nei cosiddetti attacchi "wrench" crypto e nell'aumento della spesa per la sicurezza.
La convergenza taglia in entrambe le direzioni. Le stesse capacità generative e di inferenza che alimentano i progetti crypto di infrastruttura IA sono gli strumenti che TRM Labs identifica sul lato offensivo, e il machine learning è già standard anche sul lato difensivo — TRM Labs lo applica al proprio sistema di punteggio di rischio dei wallet — mettendo i modelli di rilevamento su una rotta di collisione con gli abusi automatizzati costruiti su stack simili.
Il dato di TRM Labs è un segnale di tendenza più che una mappa completa delle minacce, e il rapporto sottostante è la base di ogni conclusione che se ne trae. La conclusione concreta è circoscritta: i difensori devono ora presumere che gli strumenti degli attaccanti scalino con lo stesso stack di IA su cui l'industria sta costruendo. Anche gli indicatori da monitorare sono altrettanto concreti: se l'attività legata all'IA continuerà a crescere come quota del volume illecito complessivo nei rapporti successivi di TRM, e come le regole di trasparenza dell'AI Act europeo — obblighi di divulgazione dei deepfake che iniziano ad applicarsi da agosto 2026 — saranno fatte rispettare contro l'impersonazione generata con l'IA.
Avvertenza: questo articolo ha esclusivamente scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni.